Bernie Sanders sfida la Silicon Valley: patrimoniale del 50% sulle azioni IA per fondo sovrano da 7 mila miliardi
Il senatore Bernie Sanders ha presentato una proposta di legge drastica per tassare al 50% in azioni i colossi del settore con oltre 200 milioni di dollari di fatturato, istituendo un fondo sovrano statale controllato dai cittadini
di Nino Grasso pubblicata il 19 Giugno 2026, alle 10:11 nel canale WebBernie Sanders ha presentato una proposta di legge drastica per trasferire quote di ricchezza colossali dalle principali aziende di intelligenza artificiale direttamente nelle mani dello Stato. Il senatore del Vermont ha svelato i dettagli della normativa all'Associated Press, delineando un meccanismo di prelievo forzoso progettato per garantire alla collettività una quota di controllo diretta sulle grandi imprese tecnologiche.
Il cardine del progetto di legge poggia su una tassazione una tantum del 50% applicata non sulla liquidità, bensì sul pacchetto azionario delle società di intelligenza artificiale. La soglia stabilita per l'applicazione della misura riguarda tutte le realtà del comparto che superano o raggiungono 200 milioni di dollari di fatturato annuo derivante da attività legate all'IA, estendendosi anche ai nuovi soggetti di mercato non appena toccheranno tale livello di vendite. Attraverso questo trasferimento di titoli, i cittadini americani diventerebbero soci di maggioranza relativa o assoluta dei principali colossi privati del settore.
La governance pubblica e i dubbi sulla fattibilità sul campo
Secondo le proiezioni elaborate dal team del senatore, il fondo sovrano così costituito arriverebbe a gestire un patrimonio stimato in circa 7 mila miliardi di dollari. Le rendite annuali prodotte da questa enorme partecipazione azionaria consentirebbero di generare centinaia di miliardi di dollari da destinare al finanziamento di programmi pubblici legati all'istruzione, alle politiche abitative e alla sanità. Il piano ipotizza anche l'erogazione di un dividendo annuo del 5% per assicurare un pagamento diretto cash superiore a 1.000 dollari a ogni cittadino statunitense, sollevando i contribuenti dal rischio di perdite in caso di svalutazione dei titoli sul mercato.
La gestione del fondo verrebbe affidata alla Independent Commission for Democratic AI, un comitato di sette membri nominati direttamente dal Presidente degli Stati Uniti e confermati dal Senato. Questo organismo indipendente eserciterebbe i diritti di voto associati alle azioni pubbliche per orientare le scelte aziendali, arrivando a bloccare decisioni societarie considerate dannose per i cittadini. La strada tracciata da Sanders punta a imporre un presidio democratico nei processi decisionali aziendali, evitando che i benefici derivanti dall'automazione rimangano prerogativa esclusiva di pochi grandi gruppi industriali.
La proposta include nel suo raggio d'azione anche il segmento della robotica avanzata, definita nel testo come qualsiasi sistema meccanico autonomo o semiautonomo che utilizzi l'IA per scopi industriali o commerciali, escludendo i dispositivi a controllo medico diretto o di natura strettamente militare. Le reazioni del comparto tecnologico si annunciano prevedibilmente ostili. Nonostante figure come Sam Altman di OpenAI abbiano mostrato una generica apertura teorica verso la redistribuzione dei profitti della tecnologia, i colloqui diretti con Sanders hanno mostrato distanze incolmabili sulla percentuale di proprietà pubblica. Gli oppositori del piano sollevano forti perplessità di sostanza, paventando il collasso immediato dei mercati finanziari a causa della diluizione forzata delle quote societarie e la probabile nascita di escamotage societari, quali la frammentazione delle imprese in sussidiarie minori per aggirare la soglia dei 200 milioni di dollari.










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57 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoUnica ricetta politica: impoverire qualcun altro.
I derubati non avrebbero più neanche l'incentivo a produrre e innovare.
Questi personaggi dovrebbero essere derisi ed isolati, invece gli viene dato spazio mediatico.
Unica ricetta politica: impoverire qualcun altro.
I derubati non avrebbero più neanche l'incentivo a produrre e innovare.
Questi personaggi dovrebbero essere derisi ed isolati, invece gli viene dato spazio mediatico.
Il problema che solleva però è reale: ogni anno che passa il divario tra ricchi e poveri, specie in USA, aumenta. Questa tendenza non potrà che aumentare il malcontento sociale ed in ultima istanza la tenuta stessa del sistema sarà messa alla prova.
Bisogna porre un freno a questa follia. È questa proposta quella che serviva? Probabilmente no, ma intanto il problema resta...
Bisogna porre un freno a questa follia. È questa proposta quella che serviva? Probabilmente no, ma intanto il problema resta...
A far girare l'economia è il ricco, non il ceto medio nè tanto il povero.
Se poi per ceto medio o basso si intende il "pensionato", ossia uno scroccone, allora è pure controproduttivo.
Senza il ricco il lavoro non c'è e non ci sono gli stipendi per il resto delle categorie.
L'operaio o l'impiegato medio li trovi sempre, l'imprenditore no.
E' il ricco che produce a monte la ricchezza, è l'imprenditore che stipendia e consente al ceto medio e basso di poter consumare ed essere produttivi per l'economia dello stato.
Il ricco va quindi agevolato soprattutto fiscalmente in base a quanto spende.
1 - essere ricchi NON è una colpa.
2 - il divario che un ricco ha nei confronti del ceto medio NON può essere considerata una colpa.
Rubare i soldi ai ricchi comporta solo una cosa ..... la figa dei ricchi all'estero e dei loro capitali.
Se poi per ceto medio o basso si intende il "pensionato", ossia uno scroccone, allora è pure controproduttivo.
Senza il ricco il lavoro non c'è e non ci sono gli stipendi per il resto delle categorie.
L'operaio o l'impiegato medio li trovi sempre, l'imprenditore no.
E' il ricco che produce a monte la ricchezza, è l'imprenditore che stipendia e consente al ceto medio e basso di poter consumare ed essere produttivi per l'economia dello stato.
Il ricco va quindi agevolato soprattutto fiscalmente in base a quanto spende.
1 - essere ricchi NON è una colpa.
2 - il divario che un ricco ha nei confronti del ceto medio NON può essere considerata una colpa.
Stai attribuendo dei giudizi morali ad una semplice constatazione fenomenologica. Il divario aumenta ed è pieno zeppo di statistiche che lo dimostrano. Che storicamente questo divario sia stato presente e divenuto parte dei motivi che hanno portato a guerre civili, penso sia anche ampiamente condiviso.
Quindi il problema resta e bisogna trovare una soluzione. Altrimenti, opzione che non voglio escludere a priori, i ricchi semplicemente dovranno girare con scorta e giubbetto, PMC a difesa dei propri possedimenti e tante altre belle situazioni comode.
Se poi per ceto medio o basso si intende il "pensionato", ossia uno scroccone, allora è pure controproduttivo.
Senza il ricco il lavoro non c'è e non ci sono gli stipendi per il resto delle categorie.
L'operaio o l'impiegato medio li trovi sempre, l'imprenditore no.
E' il ricco che produce a monte la ricchezza, è l'imprenditore che stipendia e consente al ceto medio e basso di poter consumare ed essere produttivi per l'economia dello stato.
Il ricco va quindi agevolato soprattutto fiscalmente in base a quanto spende.
1 - essere ricchi NON è una colpa.
2 - il divario che un ricco ha nei confronti del ceto medio NON può essere considerata una colpa.
Il malcontento sociale viene dai bassi salari rispetto all'inflazione non al fatto che ci siano triliardari in giro.
Rubare i soldi ai ricchi comporta solo una cosa ..... la figa dei ricchi all'estero e dei loro capitali.
Certo che considerare i pensionati scrocconi...
Il pensionato che in genere non lavora ( la maggior parte delle volte è così, eccezioni a parte quindi ) e riceve i soldi dallo stato, che li detrae ai lavoratori attivi, ossia è di fatto un mantenuto.
Se a questo aggiungi poi il fatto che essendo avanti con l'età è più soggetto a patologie e malattie significa maggior peso sulla sanità per persone che di fatto non fatturano.
Di fatto il pensionato per l'economia di stato è una palla al piede.
Avere una popolazione vecchia infatti non è mai una cosa buona per l'economia di stato.
Se a questo aggiungi poi il fatto che essendo avanti con l'età è più soggetto a patologie e malattie significa maggior peso sulla sanità per persone che di fatto non fatturano.
Di fatto il pensionato per l'economia di stato è una palla al piede.
Avere una popolazione vecchia infatti non è mai una cosa buona per l'economia di stato.
confido che rinuncerai alla pensione arrivato il momento, così per coerenza
Ckmlsl,mslmlmsklkmslkmslkmsmlks
Se poi per ceto medio o basso si intende il "pensionato", ossia uno scroccone, allora è pure controproduttivo.
Senza il ricco il lavoro non c'è e non ci sono gli stipendi per il resto delle categorie.
L'operaio o l'impiegato medio li trovi sempre, l'imprenditore no.
E' il ricco che produce a monte la ricchezza, è l'imprenditore che stipendia e consente al ceto medio e basso di poter consumare ed essere produttivi per l'economia dello stato.
Il ricco va quindi agevolato soprattutto fiscalmente in base a quanto spende.
1 - essere ricchi NON è una colpa.
2 - il divario che un ricco ha nei confronti del ceto medio NON può essere considerata una colpa.
Il malcontento sociale viene dai bassi salari rispetto all'inflazione non al fatto che ci siano triliardari in giro.
Rubare i soldi ai ricchi comporta solo una cosa ..... la figa dei ricchi all'estero e dei loro capitali.
Vero a far girare l'economia sono i redditi da ricchi o ultraricchi, ma la deve far girare anche pagando le tasse visto che loro e le oro aziende/società operano all'interno di un contesto chiamato Stato.
Inoltre in questo caso, da quanto si capisce, non si vorrebbe tassare il capitale da investimento o la ricchezza prodotta da questo, ma la rendita che proviene dalla speculazione azionaria con tutti gli annessi e connessi. Tra reddito e rendita c'è una bella differenza.
Inoltre dovresti studiarti in che condizioni stanno versando gli USA dove la middle class, il vero motore economico del Paese che tiene in piedi il commercio ed i mercati più importanti, è sempre più in difficoltà con una inflazione che sta erodendo sempre più il potere di acquisto assieme al credito sempre più oneroso.
Ultima cosa: tassare non significa assolutamente rubare!
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