Berlusconi, De Benedetti (e altri) contro Google per il dominio italiano del web

Berlusconi, De Benedetti (e altri) contro Google per il dominio italiano del web

Cinque fra le più grandi concessionarie italiane per l'advertising online vorrebbero contrapporsi a Google, provando a competere direttamente con un mostro sacro del web come YouTube

di pubblicata il , alle 15:31 nel canale Web
Google
 

Le più grandi concessionarie di pubblicità italiane sono pronte ad annunciare una nuova realtà imprenditoriale con l'importante obiettivo di fare concorrenza a YouTube nel settore relativo alla raccolta pubblicitaria per i video online. La notizia aleggia sulla rete da alcuni giorni e potrebbe divenire ufficiale il prossimo 18 luglio.

Fra le società coinvolte troviamo i nomi dei maggiori esponenti del settore dell'advertising in Italia: Mediamond, della famiglia Berlusconi (joint venture tra Mondadori pubblicità e Publitalia), Manzoni Advertising di Espresso e Repubblica gestita da Carlo De Benedetti, Rcs Pubblicità, Banzai e Italia OnLine.

L'alleanza fra le cinque realtà non è da intendersi come il tentativo di una probabile futura unione, né verrà identificata come una superconcessionaria unica, ma sarà di tipo limitato. I singoli partecipanti avranno il dovere di inserire nel nuovo portale pubblicitario una parte dei video presenti ad oggi nel proprio database, giocando soprattutto al ribasso sui prezzi, prendendo come riferimento quelli praticati da Google.

Già decisa anche la struttura della nuova realtà pubblicitaria, che sarà suddivisa in quote del 20% per ogni singolo partecipante, in cui Mediamond (24%) potrebbe rosicchiare 4 punti percentuali a Banzai, che si fermerà al 16%. Si tratta di una formazione su cui si lavora ormai da più di un anno, soprattutto per cercare di arginare le divergenze fra i gruppi maturate in anni di concorrenza.

Un accordo che potrebbe avere un risvolto storico nel panorama del web italiano, per cercare di rivoluzionare un mercato in forte crescita che nel 2012 ha generato circa 1,5 miliardi di euro. Dell'intero settore, dal 40 al 60% è di Google, mentre i concorrenti (Italia OnLine, Facebook e Rcs) si spartiscono il resto della torta.

Se le indiscrezioni venissero confermate (e al momento non sono giunte voci di una possibile smentita), la leadership di YouTube potrebbe essere messa a dura prova: il servizio social di Google vanta ad oggi 13,5 milioni di utenti unici al mese, mentre i cinque esponenti della nuova alleanza superano complessivamente i 20 milioni.

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29 Commenti
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diabolikum16 Luglio 2014, 15:37 #1
Meglio tardi che mai...mi chiedo però quanto potrà funzionare e quanto tempo ci metteranno a litigare.
fraussantin16 Luglio 2014, 15:39 #2
buongiorno , dopo 15 anni indietro a google , vediamo se riescono a recuperare....
Rommie16 Luglio 2014, 15:42 #3

Ora vorranno l'equo compenso...

Per chi usa ADBlock !
fraussantin16 Luglio 2014, 15:47 #4
Originariamente inviato da: Rommie
Per chi usa ADBlock !


Molti siti iniziano a nasconderti i contenuti se non disattivi adblock


e cmq io romango dell'idea che la pubblicita non invasiva è positiva. Ci permette di avere contenuti gratis .di qualcosa devono campare sti siti.

cio che rompe sono i popup e quelle con audio.
skadex16 Luglio 2014, 16:09 #5
In Germania hanno intentato anche una causa contro adblock ma in ogni caso visti i soggetti in campo preferisco che rimanga di gran lunga google da sola a qualsiasi prezzo piuttosto che dover pagare ancora per loro.
Aenil16 Luglio 2014, 16:10 #6
Originariamente inviato da: fraussantin
Molti siti iniziano a nasconderti i contenuti se non disattivi adblock


e cmq io romango dell'idea che la pubblicita non invasiva è positiva. Ci permette di avere contenuti gratis .di qualcosa devono campare sti siti.

cio che rompe sono i popup e quelle con audio.


quoto.. un bel banner può bastare se il messaggio da veicolare attira, cose troppo invasive ottengono l'effetto opposto..

riguardo la news può anche essere una cosa interessante, diciamoci la verità youtube è molto vasto e pieno di contenuti ma a qualità è una cosa oscena con momenti di buffering sfrenato, qualità video scarsina e impostazione generale abbastanza caotica..
Mparlav16 Luglio 2014, 16:14 #7
Originariamente inviato da: fraussantin
Molti siti iniziano a nasconderti i contenuti se non disattivi adblock


e cmq io romango dell'idea che la pubblicita non invasiva è positiva. Ci permette di avere contenuti gratis .di qualcosa devono campare sti siti.

cio che rompe sono i popup e quelle con audio.


Sono d'accordo per la pubblicità, certi banner ben realizzati, sono anche molto utili, ad esempio quelli per le offerte promozionali.

Ma il confine tra ciò che è invasivo e ciò che non lo è, purtroppo, è molto labile.

Alla fine mi trovo più spesso nella seconda situazione, pubblicità ed audio invadenti, rallentamenti e perdite di tempo e mi trovo costretto ad usare metodi drastici.
Vertex16 Luglio 2014, 16:15 #8
Si sono mossi in leggerissimo ritardo
La cosa positiva, almeno per me, è che non sarà facile per la solita cricca italiana spuntarla contro Big G.
Pier220416 Luglio 2014, 16:18 #9
Per quanto mi trovi d'accordo, il parere di Berlusconi riguardo alla Pubblicità e invadenza WEB, lui che ha invaso sistematicamente ogni casa di Italiano con "pubblicità Mirate" (frase che può essere interpretata a piacimento) mi fa sorridere.
Il Problema si chiama spazi pubblicitari e Mediaset in rosso.
La cosa interessante è che in questo accordo ci siano i 2 più grandi NEMICI di sempre, Berlusconi e De Benedetti, il secondo oltre ad essere capo di uno dei più grossi gruppi editoriali, è responsabile secondo il mio parere del fallimento di Olivetti.

Rimanendo in tema di ipocrisie, qui siamo a livelli stratosferici.
TigerTank16 Luglio 2014, 16:33 #10
Sono anni che l'Italia sta perdendo pezzi e settori a causa di una classe politica pietosa e di alti managers incapaci...o meglio capaci di creare disastri per poi fuggire con immeritate ed esagerate buoneuscite. Tecnologicamente parlando ormai siamo un paese da terzo mondo e i nostri cervelli fuggono all'estero per non dover lavorare nei call centers.
Non sono nemmeno stati capaci di salvare Alitalia(ora cercano di far passare per successo la vergognosa vendita agli arabi) con una famosa cordata di imprenditori, figuriamoci ormai contrastare colossi come Google e Amazon, i quali offrono ottimi servizi con i quali è difficilissimo entrare in competizione.

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