Batterie a terra per Varta, bancarotta vicina: a rischio oltre tremila posti di lavoro | AGG.

Batterie a terra per Varta, bancarotta vicina: a rischio oltre tremila posti di lavoro | AGG.

Lo storico produttore tedesco di batterie ha presentato istanza di insolvenza in amministrazione controllata presso il tribunale di Stoccarda

di pubblicata il , alle 17:11 nel canale Web
VARTA
 

Varta ha presentato quattro istanze di insolvenza in amministrazione controllata presso il tribunale locale di Stoccarda, e apre una fase critica per il futuro dello storico marchio tedesco. La decisione, maturata dopo il rifiuto dei soci di riferimento di iniettare nuova liquidità stimata in decine di milioni di euro, punta a garantire la continuazione delle attività aziendali evitando il fallimento diretto. La procedura giudiziaria riguarda la capogruppo Varta AG e le controllate Varta Microbattery, Varta Micro Production e Varta Storage.

Aggiornamento con nota della redazione: precisiamo che la procedura di insolvenza riguarda esclusivamente le società sopracitate e non coinvolge in alcun modo VARTA Consumer Europe Holding GmbH (né la controllata VARTA Consumer Batteries Italia S.r.l.). L'azienda, che produce e commercializza le tradizionali pile per uso domestico, è una società indipendente e continua a operare regolarmente sul mercato.

I fattori alla base del collasso finanziario risiedono nel netto peggioramento delle condizioni di mercato, nei tassi di cambio sfavorevoli e soprattutto nell'interruzione delle commesse da parte di Apple. Il colosso di Cupertino ha deciso di non acquistare più le celle a bottone "Coin Power" prodotte nello stabilimento di Nördlingen, in Baviera, e destinate agli auricolari wireless AirPods, preferendo orientarsi verso fornitori asiatici. La perdita del principale cliente ha travolto i piani dell'impianto bavarese (che impiega circa 350 dipendenti e chiuderà le attività operative in autunno), lasciando la società con un eccesso di capacità produttiva e un pesante indebitamento accumulato negli anni.

Varta verso la bancarotta: i numeri del declino e le opzioni sul tavolo dei creditori

Nonostante la precedente ristrutturazione completata nel 2024 sotto le norme del codice StaRUG, i conti del gruppo hanno continuato a registrare profondo rosso. Nell'ultimo esercizio pubblicato, Varta ha fatturato circa 793 milioni di euro a fronte di una perdita netta di 64,5 milioni di euro. Gli azionisti di maggioranza (l'imprenditore austriaco Michael Tojner e il costruttore automobilistico Porsche, entrato nel capitale per rilevare il controllo del business delle celle al litio V4Smart destinate ai veicoli elettrici) non hanno fornito il capitale aggiuntivo richiesto.

Ora l'organico di circa 3.260 dipendenti affronta un quadro di forte incertezza, con un pool di creditori guidato da Deutsche Bank e dai fondi RBC BlueBay, Blantyre e Whitebox pronto a rilevare e separare il ramo dei sistemi di accumulo, stimato da solo circa 240 milioni di euro.

Il regime di amministrazione controllata consente al consiglio di amministrazione, guidato dall'amministratore delegato Michael Ostermann, di mantenere la gestione operativa della società sotto la supervisione di un custode nominato dal tribunale. I dettagli dell'istanza giudiziaria confermano l'intenzione di preservare il maggior numero possibile di posti di lavoro, e di riorganizzare al contempo i segmenti dedicati ai sistemi di accumulo per impianti fotovoltaici e alle microbatterie per apparecchi acustici, un ambito su cui lo stesso Tojner ha espresso interesse pur ritenendo necessari pesanti tagli ai costi.

Tojner ha riconosciuto gli errori di valutazione commessi nel recente passato, e ha ammesso di aver spinto eccessivamente sugli investimenti e sull'espansione della capacità produttiva in settori rivelatisi di nicchia, come le celle per auto ibride rimaste legate quasi esclusivamente alle forniture per Porsche. Con la concorrenza asiatica in grado di offrire volumi elevati a costi inferiori, la drastica riduzione della struttura aziendale è l'ultima strada per evitare la liquidazione definitiva del marchio fondato nel 1887.

38 Commenti
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Saturn24 Luglio 2026, 17:12 #1
Mi dispiace davvero leggere una notizia così...
Gio2224 Luglio 2026, 17:17 #2
non vi preoccupate
vi riciclerete come produttori di batterie per droni
il rearm EU serve a questo (e a indebitarci fino al collo). Corollario arricchisce ANCHE l'attuale ministro della difesa G.Crosetto, che opera proprio nel settore della "difesa".
TorettoMilano24 Luglio 2026, 17:26 #3
leggendo la notizia mi è balzato all'occhio subito il numero di dipendenti, gemini mi ha detto praticamente sia lo stesso numero di duracell ma duracell fattura più del doppio.
fatta questa piccola osservazione mi spiace del tutto, e leggere una delle cause sia apple avendo preferito a loro un partner asiatico è avvilente
rattopazzo24 Luglio 2026, 18:04 #4
Ho l'impressione che la grande locomotiva d'Europa stia deragliando....
stanno cadendo parecchie grandi aziende tedesche negli ultimi tempi, mi chiedo come mai...
anzi io qualche idea ce l'avrei ma qualcuno potrebbe dire che è la concorrenza cinese, la transizione ecologica, i dazi, la crisi automobilista o il semplice caso.
supertigrotto24 Luglio 2026, 18:05 #5
la compreranno i cinesi e diventerà VALTA
fabryx7324 Luglio 2026, 18:05 #6
Originariamente inviato da: Saturn
Mi dispiace davvero leggere una notizia così...


ottime batterie....io ho parecchie aa e aaa ricaricabili ancora buone....
porco giuda mi spiace....
la germania sta andando a rotoli.....e i cogli*ni di sinistra che non capiscono niente pensano che se va male la germania va bene per i paesi vicini....senza capire che siamo tutti interconnessi...


Originariamente inviato da: Gio22
non vi preoccupate
vi riciclerete come produttori di batterie per droni
il rearm EU serve a questo (e a indebitarci fino al collo). Corollario arricchisce ANCHE l'attuale ministro della difesa G.Crosetto, che opera proprio nel settore della "difesa".


eccolo qui il solito pdiota e pentastupido.....
cosa diamine c'entra la crisi di un settore tedesco con la guerra?????
siete proprio insalvabili
WarDuck24 Luglio 2026, 19:24 #7
Originariamente inviato da: rattopazzo
Ho l'impressione che la grande locomotiva d'Europa stia deragliando....
stanno cadendo parecchie grandi aziende tedesche negli ultimi tempi, mi chiedo come mai...
anzi io qualche idea ce l'avrei ma qualcuno potrebbe dire che è la concorrenza cinese, la transizione ecologica, i dazi, la crisi automobilista o il semplice caso.


Beh, dalla guerra in Ucraina, hanno dovuto chiudere il bocchettone del gas, gliel'hanno pure fatto saltare, hanno fatto la minchiata di chiudere centrali nucleari, oltre a cio' l'industria automobilistica ha subito l'attacco di burocrati UE corrotti che e' stato il vero colpo di grazia.

Se hai in mente altro di' pure.
WarDuck24 Luglio 2026, 19:27 #8
Originariamente inviato da: Gio22
non vi preoccupate
vi riciclerete come produttori di batterie per droni
il rearm EU serve a questo (e a indebitarci fino al collo). Corollario arricchisce ANCHE l'attuale ministro della difesa G.Crosetto, che opera proprio nel settore della "difesa".


Crosetto e' ministro della difesa, cosa significa per te operare nel settore della difesa?

Inoltre lo sai vero che ci sono pochissime grandi aziende italiane che possono occuparsi di difesa e sono sempre le solite, indipendentemente da chi sta al governo, che ricevono commesse governative (anche da altri Stati)?

La difesa e' essenziale, il problema e' che si fanno investimenti massicci ora che e' tardi perche' per svariati anni abbiamo contato sugli USA (e gli abbiamo pure tirato svariate vagonate di letame quando intervenivano).
sbaffo24 Luglio 2026, 19:36 #9
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/web/b...oro_156841.html

errori di valutazione commessi nel recente passato, e ha ammesso di aver spinto eccessivamente sugli investimenti e sull'espansione della capacità produttiva in settori rivelatisi di nicchia, come le celle per auto ibride rimaste legate quasi esclusivamente alle forniture per Porsche.
Con la concorrenza asiatica in grado di offrire volumi elevati a costi inferiori,...
Ecco, dopo Northvolt, la fine dei sogni wattari europei.
Oltre al nostro ritardo tecnico, contro i prezzi cinesi c'è poco da fare.
Cosa ci resta in europa nel comparto batterie, a parte i cialtroni di Donut?
pengfei24 Luglio 2026, 19:37 #10
Originariamente inviato da: WarDuck
Beh, dalla guerra in Ucraina, hanno dovuto chiudere il bocchettone del gas, gliel'hanno pure fatto saltare, hanno fatto la minchiata di chiudere centrali nucleari, oltre a cio' l'industria automobilistica ha subito l'attacco di burocrati UE corrotti che e' stato il vero colpo di grazia.

Se hai in mente altro di' pure.


Colpa dell'attacco dei "burocrati corrotti europei" anche il diesel gate, i miliardi buttati in cariad per poi buttarne altri per far sviluppare il sw a rivian, aver puntato molto sulla Cina (e non solo nel settore auto) per poi subire un tracollo delle vendite perché i cinesi innovano di più, in particolare nella vituperata transizione verde, e poi l'essere diventati troppo dipendenti dal gas russo anche dopo l'annessione della Crimea chiudendo le centrali nucleari è stato un errore strategico loro

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