Attacco hacker alla SIAE: rubati 60 gigabyte di dati e richiesto riscatto in Bitcoin

Attacco hacker alla SIAE: rubati 60 gigabyte di dati e richiesto riscatto in Bitcoin

Sono stati rubati almeno 60 gigabyte di dati sensibili relativi agli artisti iscritti alla Società che sono finiti nel dark web ed è anche stato chiesto un riscatto in bitcoin. Al momento la società ha dichiarato di non voler pagare alcun riscatto.

di pubblicata il , alle 14:11 nel canale Web
 

Un attacco hacker ha colpito il sito web della SIAE, la società che gestisce i diritti di artisti del mondo dello spettacolo e della cultura, da quelli discografici a quelli televisivi ed editoriali. Da quanto si apprende al momento sono stati rubati circa 60 gigabyte di dati riservati, poi pubblicati sul dark web. Nel materiale prelevato dai server della socità ci sarebbero dei documenti sensibili appartenenti a diversi artisti, ma sono ancora in corso le valutazioni sull’entità del danno subito.

SIAE: attacco hacker con richiesta di riscatto in Bitcoin

Secondo quanto dichiarato dalla SIAE, la società non ha alcuna intenzione di pagare perché non c'è alcuna garanzia che la diffusione dei dati venga bloccata. La società anche anche subito fatto segnalazione al Garante della Privacy e una denuncia alla polizia postale che sta indagando. Come detto gli hacker hanno già richiesto il pagamento di un riscatto in bitcoin in cambio della non divulgazione dei dati.

Il sito della SIAE era stato compromesso già due settimane fa quando fu vittima di un attacco di phishing. Al momento non è possibile escludere alcuna pista su come gli hacker abbiano avuto accesso ai server. Potrebbe aver attaccato direttamente dall’esterno, mediante qualche bug, oppure con un attacco tramite qualche aiuto dall'interno, anche involontario. Le indagini sono appena iniziate, e nelle prossime ore SIAE avviserà ovviamente tutti coloro che sono stati coinvolti dal furto di dati personale.

Chiaramente qui il problema risulta quello di un attacco ad una società, quale SIAE, che trattiene una mole di dati personali importante e che potrebbero effettivamente creare un precedente importante per la sicurezza appunto di questi dati sensibili. Parliamo chiaramente di materiali riguardanti i pagamenti degli artisti ma anche l'elenco di tutte le aziende come anche quelli degli utenti che si ritrovano a pagare la società per i diritti d'autore degli artisti.

41 Commenti
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Saturn20 Ottobre 2021, 14:12 #1
Osserverò un minuto di silenzio per questa tristissima e terribile notizia...!
DjLode20 Ottobre 2021, 14:14 #2
Originariamente inviato da: Saturn
Osserverò un minuto di silenzio per questa tristissima e terribile notizia...!


A me piacerebbe vedere i dati di Gino Paoli, così, tanto per farmi venire il sangue amaro
Techie20 Ottobre 2021, 14:15 #3
Pere cotte...
fraussantin20 Ottobre 2021, 14:15 #4
Ah.ah.ah. !!

A casa ladri non si .....
giovanni6920 Ottobre 2021, 14:26 #5
E chi è il responsabile IT della SIAE? Vediamo se salta qualche testa....oppure amici degli amici...
Cfranco20 Ottobre 2021, 14:32 #6
la società non ha alcuna intenzione di pagare perché i soldi se li è già mangiati tutti

fixed
gd350turbo20 Ottobre 2021, 14:36 #7
Originariamente inviato da: giovanni69
E chi è il responsabile IT della SIAE? Vediamo se salta qualche testa....oppure amici degli amici...


magari sarà una società di consulenza del amico del cugino, con sede alle isole caiman la quale fattura x milioni di euro per la gestione IT.
Marco7120 Ottobre 2021, 14:36 #8

Parliamo di cracker...

...non di hacker che agiscono con motivazioni etiche anche morali a monte ed in genere, senza fini di offesa o scopo di lucro.
Ma vedo che anche su siti "sulla ragnatela delle ragnatele" ormai il gergo informatico è sconosciuto.

Marco71
cruelboy20 Ottobre 2021, 14:47 #9
Originariamente inviato da: Marco71
...non di hacker che agiscono con motivazioni etiche anche morali a monte ed in genere, senza fini di offesa o scopo di lucro.
Ma vedo che anche su siti "sulla ragnatela delle ragnatele" ormai il gergo informatico è sconosciuto.

Marco71


si certo, come se HWU fosse un sito sulla tecnologia

...se parlano di cracker, tempo 2 giorni e mi diventano il nuovo giallozafferano!
Lieutenant20 Ottobre 2021, 14:55 #10

Hanno sbagliato ricatto

Avrebbero dovuto dire al resto degli italiani: "pagate o gli ridiamo i dati".

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