Arrestato hacker diciannovenne: è sospettato di aver trafugato 64 milioni di dati

Arrestato hacker diciannovenne: è sospettato di aver trafugato 64 milioni di dati

Un'indagine della Policia Nacional spagnola ha portato al fermo di un giovane sospettato di aver trafugato decine di milioni di documenti da più aziende e di averli successivamente messi in vendita in rete, riaccendendo l'attenzione sulla tutela dei dati personali e sulla capacità delle forze dell'ordine di intercettare queste attività criminali

di pubblicata il , alle 11:11 nel canale Web
 

Una vasta operazione delle autorità spagnole ha portato all'arresto a Barcellona di un giovane di 19 anni, sospettato di essere responsabile del furto e della messa in vendita di un archivio composto da 64 milioni di documenti contenenti dati personali sensibili riconducibili a utenti di diversi Paesi. L'indagine, condotta dalla Policia Nacional, ha preso di mira un presunto hacker individuato dopo mesi di attività investigativa legata a una serie di attacchi informatici subiti da più realtà aziendali non rese pubbliche.

Secondo quanto comunicato dalle autorità spagnole, il sospetto sarebbe riuscito a ottenere accesso non autorizzato ai sistemi di nove aziende, da cui avrebbe estratto milioni di documenti contenenti informazioni personali dettagliate, poi proposte in vendita all'interno di forum frequentati da cybercriminali. L'ampiezza del set di dati, che include riferimenti identificativi e bancari, fa emergere preoccupazioni su quante persone possano essere state effettivamente coinvolte, aspetto che al momento non risulta pienamente quantificato dalle forze dell'ordine, come riportato nella nota ufficiale diffusa dalla Policia Nacional España.

Nel corso dell'operazione è stato accertato che il giovane, tracciato fino alla località di Igualada, in provincia di Barcellona, aveva accumulato un archivio composto da 64 milioni di documenti privati, con informazioni come nome e cognome, indirizzi fisici, contatti email e numeri di telefono. A questi elementi si sommano dati particolarmente delicati, tra cui numeri di documento di identità e codici IBAN, che possono alimentare fenomeni di frode finanziaria e furti di identità.

Le autorità spagnole riferiscono che il presunto autore avrebbe cercato di monetizzare il patrimonio informativo attraverso la vendita su diversi forum specializzati, sfruttando sei account differenti e cinque identità fittizie per cercare di rendere più complessa la sua tracciabilità. Nel momento dell'arresto, avvenuto la scorsa settimana, gli agenti hanno anche sequestrato apparecchiature informatiche e portafogli di criptovalute che, secondo gli inquirenti, conterrebbero proventi derivanti dalla commercializzazione dei dati trafugati, elemento che conferma il collegamento con attività di cybercrime strutturate a livello economico.

Le contestazioni nei confronti del diciannovenne comprendono varie fattispecie legate ai reati informatici, dall'accesso non autorizzato ai sistemi alla diffusione illecita di dati personali, fino alle violazioni delle norme sulla privacy. La posizione giudiziaria del giovane dovrà ora essere valutata dalle autorità competenti, che sulla base del materiale raccolto nel corso delle perquisizioni cercheranno di ricostruire nel dettaglio l'ampiezza degli attacchi subiti dalle aziende e l'effettiva portata del danno per gli utenti i cui dati sarebbero finiti sul mercato nero digitale.

Parallelamente al caso spagnolo è di recente avvenuto un altro arresto con caratteristiche simili, questa volta in Ucraina, che ha portato al fermo di un ventiduenne accusato di avere creato e utilizzato un malware personalizzato per violare in maniera automatizzata gli account degli utenti su social network e altre piattaforme online. Secondo quanto riferito dalla polizia informatica ucraina, l'uomo avrebbe sfruttato questo strumento per sottrarre credenziali e accessi, che poi sarebbero stati rivenduti su forum hacker, a conferma di un ecosistema nel quale ogni elemento digitale rubato può diventare una risorsa monetizzabile. Le accuse rivolte al ventiduenne prevedono pene fino a 15 anni di carcere, oltre alla possibile interdizione dallo svolgimento di determinate attività o dall'accesso a specifici incarichi per un ulteriore periodo.

2 Commenti
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Saturn10 Dicembre 2025, 11:15 #1
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Le accuse rivolte al ventiduenne prevedono pene fino a 15 anni di carcere, oltre alla possibile interdizione dallo svolgimento di determinate attività o dall'accesso a specifici incarichi per un ulteriore periodo.


Solo ?

Trent'anni di miniera, a monito di chi voglia imitarlo !
zappy10 Dicembre 2025, 12:01 #2
Originariamente inviato da: Saturn
Solo ?

Trent'anni di miniera, a monito di chi voglia imitarlo !


Per chi ha sputtanato account social? al contrario, ci vorrebbe un premio!

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