Antitrust europeo e Google: accordo raggiunto ma non mancano le critiche

Antitrust europeo e Google: accordo raggiunto ma non mancano le critiche

La commissione antitrust dell'Unione Europea ha accolto le proposte di Google volte a risolvere un contenzioso in essere da oltre 3 anni. Novità ben visibili all'utente finale che troverà una più ampia scelta tra i risultati proposti anche dai concorrenti di Google

di Fabio Boneschi pubblicata il , alle 17:31 nel canale Web
Google
 

Si avvia alla conclusione un importante contenzioso in atto da oltre tre anni tra la Commissione Antitrust europea e Google. Ci riferiamo alle ben note accuse di posizione dominante rivolte a Google da alcuni concorrenti, accuse che indussero l'organismo comunitario ad avviare indagini e successivamente a chiedere incisivi interventi.

Il contenzioso si avvia alla conclusione perché l'antitrust europeo ha accettato le proposte di Google, anche se in questo processo non ravvediamo un comportamento proattivo da parte del colosso di Mountain View quanto piuttosto un adeguarsi alle pressioni esercitate dalla Commissione presieduta da Joaquin Almunia. Il commissario europeo per la concorrenza in più occasioni aveva rivolto a Google inviti precisi e perentori con toni molto fermi che hanno indotto Google alla formulazione di una proposta in grado di soddisfare le aspettative.

Joaquin Almunia, nel comunicato ufficiale dell'organismo da lui presieduto, ci tiene a smarcarsi da ogni possibile critica sottolineando come il suo ruolo sia quello di difendere la concorrenza e il libero mercato nell'interesse del consumatore finale. Queste parole rappresentano un messaggio chiaro e inequivocabile rivolto ai concorrenti di Google che avevano chiesto l'intervento della Commissione e in alcune recenti dichiarazioni hanno manifestato delusione per l'accordo raggiunto tra le parti.

Riassumiamo ora gli obblighi essenziali assunti da Google con la propria proposta:

  • Google si impegna a rivedere le impostazioni atte a garantire l'opzione di opt-out sui propri strumenti di ricerca verticale, senza che tali scelte dell'utente finale ricadano poi anche sull'utilizzo del motore di ricerca principale. In altre parole l'utente avrà a disposizione strumenti dettagliati per scegliere quali informazioni commerciali ricevere su tool verticali come ad esempio Shopping, ma ciò non avrà conseguenze sul comportamento di Google nel fornire i risultati dallo strumento Google Search
  • Google rimuove ogni vincolo di esclusiva per i propri partner nell'ambito del Search Advertising; vengono meno inoltre i vincoli per iniziative di Search Advertising condotte anche su piattaforme concorrenti come Yahoo! search tool e Microsoft Bing. 

Il compito della Commissione presieduta da Joaquin Almunia finisce con l'accettare la proposta di Google: ogni successiva azione di controllo e verifica per l'attuazione di quanto pattuito viene delegato a una commissione indipendente che avrà mandato per 5 anni. Gli impegni appena descritti andranno rispettati nel solo territorio europeo, area in cui Google detiene il 75% del mercato.

Ci sono poi già delle indicazioni concrete su come cambierà il comportamento di Google nell'area geografica europea. Sulle ricerche verticali - con strumenti simili a Shopping - Google mostrerà a fianco dei propri primi tre risultati altrettanti link provenienti dai concorrenti che otterranno quindi ampia visibilità e minori penalizzazioni. Questi risultati verranno aggregati in un box denominato "Alternatives".

Il medesimo concetto verrà esteso anche alle ricerche geolocalizzate: i risultati di Google verranno preceduti da un box "Alternatives" che conterrà i risultati provenienti da strumenti concorrenti. Le novità non passeranno inosservate per l'utente finale al quale sarà garantito accesso anche a risultati provenienti da fonti alternative a Google.

Considerando il crescente trend dell'accesso al web e alla ricerca online da dispositivi mobile, è lecito attendersi da Google l'impegno a integrare le già citate novità anche negli strumenti accessibili da smartphone. Per questi dispositivi le novità potrebbero divenire ancor più evidenti considerando le ridotte dimensioni dei display e la conseguente importanza assunta dal posizionamento degli elementi di interfaccia. La nota ufficiale diffusa dalla Commissione Antitrust non riporta però precise indicazioni in merito al settore mobile, ma tra le immagini allegate vi sono alcuni esempi dedicati alla visualizzazione su smartphone.

Rimanendo in ambito mobile ricordiamo che Google ha al momento un ulteriore contenzioso aperto con l'antitrust europeo per quanto riguarda Android. Alcuni concorrenti riconducibili alla coalizione denominata FairSearch ravvedono nel comportamento di Google una scorrettezza nell'imporre precisi vincoli ai partner che scelgono di installare Android, sistema operativo distribuito gratuitamente. I vincoli suddetti offrirebbero vantaggi a Google con la possibilità di vedere i propri servizi ben integrati su ogni dispositivo Android, ma la questione è per il momento ancora lontana da una definitiva soluzione.

Tornando all'argomento della notizia possiamo sintetizzare che Google si assume precisi oneri, verrà sottoposta a un costante controllo e promette di cambiare sostanzialmente le modalità di ricerca avanzata offerte all'utenza. In questo caso non ci troviamo quindi di fronte a una sanzione economica di dubbia consistenza e utilità, quanto piuttosto a un più radicale approccio inteso a garantire all'utente ampia possibilità di scelta con la certezza che la presenza di concorrenti nei risultati di Google verrà sì regolamentata, ma non ostacolata.

Come già accennato, la decisione della commissione presieduta da Joaquin Almunia è già stata ampiamente criticata e online non mancano dichiarazione forti. Il fronte degli scontenti sottolinea come gli obblighi assunti da Google non vadano a intaccare i segmenti in cui il colosso si è evoluto negli ultimi anni. In altre parole viene osservato come negli ultimi tre anni in cui la Commissione si è occupata del caso lo scenario di mercato sia evoluto e l'accordo raggiunto non offre oggi una valida risoluzione del problema in chiave generale. Questa tesi riportata dal New York Times viene sostenuta in particolare da Daniel Knapp, direttore della divisione advertising research di IHS.

Per il momento la vicenda in oggetto pare risolta, ma il presidente della commissione si dice disposto a possibili ulteriori approfondimenti qualora il fronte dei concorrenti di Google porti all'attenzione dell'organismo nuovi e sostanziali argomenti di discussione che al momento mancano.

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13 Commenti
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Bivvoz06 Febbraio 2014, 18:24 #1
Sono tre anni che si parla di questa cosa e io in tre anni non ho mai capito esattamente di cosa diavolo si parlava.

Oggi ho disattivato adblock è l'ho capito





Una cosa seria però.
Un molti settori ci sono solo 2-3 grandi aziende che producono 1 determinato prodotto (parlando di informatica pensiamo ai processori o alla schede video) con questa trovata della commissione europea se una delle due aziende paga la pubblicità su Google automaticamente Google deve pubblicare accanto quella del concorrente.
Da qui la seconda azienda ha pubblicità gratis e la prima sapendolo magari rinuncia a pagare Google per la pubblicità.
Questo secondo me produce un grosso danno a Google che potrebbe vedersi gli introiti diminuire e alle aziende che investono in pubblicità che praticamente pagano per fare pubblicità anche ai loro concorrenti.

Cioè mi sembra un'enorme fesseria, come se per ogni pubblicità che paga l'Esselunga ne viene messa anche una gratis alla Coop

Altro esempio chi lo fa fare ad un'azienda come Nvidia di pagare Google per la pubblicità?
Tanto siamo in 2 a fare schede video e se ti pago metti anche la pubblicità ad AMD, quindi cavolo ti pago a fare?
qboy06 Febbraio 2014, 18:38 #2
Originariamente inviato da: Bivvoz
Sono tre anni che si parla di questa cosa e io in tre anni non ho mai capito esattamente di cosa diavolo si parlava.

Oggi ho disattivato adblock è l'ho capito

puoi fare 2 screen e metterli a confronto ? pleaseeee

Originariamente inviato da: Bivvoz
Una cosa seria però.
Un molti settori ci sono solo 2-3 grandi aziende che producono 1 determinato prodotto (parlando di informatica pensiamo ai processori o alla schede video) con questa trovata della commissione europea se una delle due aziende paga la pubblicità su Google automaticamente Google deve pubblicare accanto quella del concorrente.
Da qui la seconda azienda ha pubblicità gratis e la prima sapendolo magari rinuncia a pagare Google per la pubblicità.
Questo secondo me produce un grosso danno a Google che potrebbe vedersi gli introiti diminuire e alle aziende che investono in pubblicità che praticamente pagano per fare pubblicità anche ai loro concorrenti.

Cioè mi sembra un'enorme fesseria, come se per ogni pubblicità che paga l'Esselunga ne viene messa anche una gratis alla Coop

in realtà la notizia non mi sembra approfondita perchè pare che per essere nelle alternative si procederà ad un'asta, quindi comunque google ci guadagnerebbe, anche perchè non possono obbligare a mettere un'ad gratis sui server di google
robertogl06 Febbraio 2014, 18:49 #4
Originariamente inviato da: Bivvoz
Senza

Con




Scopro ora Google Shopping
qboy06 Febbraio 2014, 19:08 #5
Originariamente inviato da: Bivvoz
Senza
Con

ma loooooool
Originariamente inviato da: robertogl
Scopro ora Google Shopping

pure ioooo
azi_muth06 Febbraio 2014, 20:23 #6
Ancora poco...ma chissà forse l'Unione Europea a qualcosa serve...

Originariamente inviato da: Bivvoz
con questa trovata della commissione europea se una delle due aziende paga la pubblicità su Google automaticamente Google deve pubblicare accanto quella del concorrente.


Il concorrente di Google...s'intende un link proveniente da yahoo o bing...e potrebbe essere di nuovo l'azienda pubblicata in prima battuta da google.
Bivvoz06 Febbraio 2014, 21:23 #7
Originariamente inviato da: azi_muth
Ancora poco...ma chissà forse l'Unione Europea a qualcosa serve...



Il concorrente di Google...s'intende un link proveniente da yahoo o bing...e potrebbe essere di nuovo l'azienda pubblicata in prima battuta da google.


Che è ancora meno logico, come se comprando una confezione da 6 di coca-cola ci trovo una lattina di pepsi.
palleggiatore06 Febbraio 2014, 21:41 #8
Originariamente inviato da: Bivvoz
Che è ancora meno logico, come se comprando una confezione da 6 di coca-cola ci trovo una lattina di pepsi.
Bivvoz06 Febbraio 2014, 21:48 #9
Originariamente inviato da: palleggiatore


Scusa vai su google e trovi la pubblicità di bing?
azi_muth07 Febbraio 2014, 00:14 #10
Originariamente inviato da: Bivvoz
Che è ancora meno logico, come se comprando una confezione da 6 di coca-cola ci trovo una lattina di pepsi.


E' logico invece e non è un'esempio calzante.
Google è un monopolista della ricerca d'informazioni e trattamento dati sul web non vende cocacola...ma la promuove e poi vende a Cocacola i dati che acquisisce tramite le tue ricerche per permettergli di focalizzare meglio la pubblicità ed il marketing per vendertene di più

E' come se esistesse nel mondo fisico un soggetto che detiene il 98% degli spazi pubblicitari su cartelloni, giornale, reti televisive etc. e 98% delle aziende che raccolgono informazioni commerciali

L'unica maniera per agevolare un po' di concorrenza è costringere la cessione di una parte di questi spazi.

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