Anthropic, approvato in via definitiva il risarcimento da 1,5 miliardi nella causa sul copyright

Anthropic, approvato in via definitiva il risarcimento da 1,5 miliardi nella causa sul copyright

La giustizia statunitense ha dato il via libera definitivo all'accordo transattivo relativo all'impiego di materiale protetto per l'addestramento del chatbot Claude

di pubblicata il , alle 12:21 nel canale Web
Anthropic
 

Un giudice federale degli Stati Uniti ha approvato in via definitiva la transazione da 1,5 miliardi di dollari stipulata da Anthropic per chiudere la class action relativa all'uso improprio di testi protetti da diritto d'autore. Il provvedimento, firmato dal giudice distrettuale Araceli Martinez-Olguin a seguito del parere preliminare espresso dal magistrato William Alsup prima del suo pensionamento, sblocca l'erogazione dei rimborsi destinati a decine di migliaia di scrittori ed editori per l'addestramento dei modelli linguistici della famiglia Claude.

L'intesa copre circa 500.000 opere letterarie e prevede la corresponsione di circa 3.000 dollari per ciascun libro, valore che verrà suddiviso tra gli autori e le rispettive case editrici titolari dei diritti. Dagli atti giudiziari emerge che oltre il 91% degli oltre 482.000 volumi censiti nell'ambito della decisione è stato già reclamato dai legittimi proprietari. L'avvocato dei ricorrenti, Justin Nelson, ha definito l'accordo come il più imponente recupero finanziario mai registrato nella storia della legge sul copyright negli Stati Uniti.

La distinzione tra fair use e pirateria digitale

Le contestazioni legali sono scaturite dall'analisi delle modalità con cui la società ha costituito i propri dataset di addestramento. Gli atti hanno evidenziato due canali di acquisizione ben distinti: la scansione di copie fisiche regolarmente acquistate e lo scaricamento massivo di volumi da librerie ombra e portali pirata, tra cui Library Genesis e Pirate Library Mirror. Il giudice Alsup ha fissato un confine netto nell'interpretazione della materia, stabilendo che l'utilizzo di opere per l'addestramento di modelli IA rientra nel fair use qualora i volumi siano stati reperiti legalmente, mentre l'uso di materiale proveniente dalla pirateria costituisce un atto illecito.

La decisione di Anthropic di patteggiare per evitare un processo con giuria e le relative penali ha chiuso la disputa finanziaria, ma lascia insoluto il nodo normativo di fondo. Trattandosi di un accordo transattivo a livello di tribunale distrettuale, la sentenza non crea un precedente vincolante per gli altri organi giudiziari americani. I giudici di altre giurisdizioni mantengono piena autonomia di giudizio nei contenziosi ancora aperti.

La vertenza sul diritto d'autore nell'era dell'intelligenza artificiale rimane aperta su più fronti. Società come Meta, OpenAI e Midjourney sono tuttora impegnate in cause analoghe. Una coalizione composta da editori come Hachette, Cengage ed Elsevier, insieme ad associazioni come S.C.R.I.B.E. e allo scrittore Scott Turow, ha promosso una nuova azione collettiva nei confronti di Google, accusata di aver sfruttato opere coperte da diritto d'autore per addestrare la piattaforma Gemini.

1 Commenti
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zoomx22 Luglio 2026, 14:19 #1
Veramente il giudice ha stabilito che non c'è stata alcuna violazione di copyright, il patto riguarda il fatto che i libri sono stati scaricati senza pagare. Per cui mi aspetto che il prossimo sia Meta.

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