Amazon brucia 1,8 milioni con Claude per un compito banale: sforato il budget dell'860%

Amazon brucia 1,8 milioni con Claude per un compito banale: sforato il budget dell'860%

Un report interno trapelato ha messo a nudo come gli agenti IA stiano gonfiando i costi oltre ogni previsione, con un singolo progetto affidato a Claude Sonnet capace di divorare 1,8 milioni di dollari prima che qualcuno se ne accorgesse

di pubblicata il , alle 08:31 nel canale Web
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Amazon ha lasciato correre per cinque mesi un progetto di codifica affidato a Claude Sonnet, accumulando una spesa di 1,8 milioni di dollari, pari all'860% in più rispetto al budget stanziato. Il compito era tra i più elementari immaginabili, associare i dati degli autori alle relative schede prodotto del catalogo, eppure si è trasformato in quello che fonti interne hanno bollato come un errore "catastroficamente costoso".

Il quadro emerge da diversi documenti riservati che circolano dentro l'azienda, tutti concentrati su un punto: l'adozione degli agenti AI ha fatto esplodere il consumo di token. Errori che un tempo restavano "banalmente economici" oggi si pagano a peso d'oro, perché il conteggio a consumo trasforma ogni bug in una voragine di spesa. Il progetto incriminato, tra l'altro, non è nemmeno arrivato in produzione.

E non è nemmeno stato un caso isolato. Sempre secondo la documentazione interna, un altro sforamento da 541.000 dollari è arrivato, con una certa ironia, da uno strumento pensato per l'auditing finanziario. Altri 134.000 dollari extra sono finiti in un sistema che avrebbe dovuto ridurre i tempi di consegna nella rete logistica del gruppo.

La difesa di Amazon e i numeri che ridimensionano il caso

L'azienda minimizza. "Come accade con ogni nuova tecnologia, stiamo sperimentando, imparando e migliorando il modo in cui la usiamo, comprese le efficienze sui costi", si legge in una presentazione interna citata dal Financial Times. Selezionare "piccoli esempi isolati e spacciarli per normalità", aggiunge Amazon, non rispecchierebbe il modo in cui i team stanno realmente adottando l'AI.

La matematica, in effetti, gioca a favore del colosso. Con un fatturato trimestrale che supera i 181 miliardi di dollari, queste spese fuori controllo non arrivano nemmeno allo 0,1% di quanto Amazon incassa in un mese. Un buco che per la stragrande maggioranza delle aziende sarebbe letale, qui si perde nel rumore di fondo dei conti.

Resta il fatto che non è la prima volta che l'AI generativa manda in tilt i flussi di lavoro dell'azienda. Nei mesi scorsi AWS aveva registrato diversi disservizi legati proprio ai bot di codifica automatica, poi tamponati limitando i permessi degli agenti invece di equipararli a quelli degli ingegneri senior a cui erano associati.

Indicativo anche il dietrofront sulla classifica interna che premiava i dipendenti più assidui nell'uso dell'AI: è stata rimossa quando i costi hanno iniziato a lievitare. Il paradosso è evidente, con mezza Silicon Valley che spinge il personale verso un uso massiccio dei modelli in nome della produttività. Il nodo vero è il modello di business. Il passaggio dalle licenze in abbonamento alla tariffazione per singolo token ha reso la spesa imprevedibile, al punto che alcune realtà bruciano il budget annuale nel giro di poche settimane. Per un gigante da centinaia di miliardi è un fastidio contabile. Per tutti gli altri, la sostenibilità di questo approccio è tutta da dimostrare.

2 Commenti
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virtualdj31 Luglio 2026, 09:19 #1
La soluzione è l'uso offline, così ci sarà ancora più penuria di GPU e RAM per i prossimi anni.
supertigrotto31 Luglio 2026, 10:04 #2
Ne devono sprecare e spendere di più,devono caricare di soldi il sistema,di più ragazzi,spendetene di più,ci vogliono ancora più datacenter,ancora più agenti,ancora più IA,ancora più IA

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