Amazon, Apple, Facebook e Google "come i baroni del petrolio": monopolio in violazione antitrust secondo il governo USA

Amazon, Apple, Facebook e Google "come i baroni del petrolio": monopolio in violazione antitrust secondo il governo USA

Le quattro grandi sorelle del web avrebbero tutte usato pratiche anticompetitive per costruire e mantenere una posizione dominante sul mercato. La Camera dei Rappresentanti suggerisce al Congresso di intervenire con modifiche che consentano un'applicazione più vigorosa delle leggi antitrust

di pubblicata il , alle 16:21 nel canale Web
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La Commissione giudiziaria della Camera dei Rappresentati USA ha divulgato nei giorni scorsi un rapporto di 449 pagine il quale accusa apertamente Amazon, Apple, Facebook e Google di essere in violazione della legge antitrust. Si tratta di conclusioni tratte a seguito delle audizioni tenute lo scorso luglio dinnanzi al Congresso, a cui hanno preso parte Jeff Bezos CEO di Amazon, Tim Cook CEO di Apple, Mark Zuckerberg CEO di Facebook e Sundar Pichai CEO di Google.

Nel rapporto la Commissione punta il dito in particolare contro le operazioni di fusione e acquisizione che le quattro "grandi sorelle" hanno condotto nel corso degli anni. Non solo: nel mirino ci sono anche il modo in cui hanno reso come preferenziali i propri servizi, e l'aver esercitato un potere oltre misura rispetto alle piccole imprese che usano le loro piattaforme.

"In termini semplici, le aziende che una volta erano startup raffazzonate che sfidavano lo status quo sono ora diventate il tipo di monopoli che abbiamo visto l'ultima volta nell'epoca dei baroni del petrolio e dei magnati delle ferrovie. Controllando l'accesso ai mercati, questi colossi possono scegliere chi siano i vincitori e i vinti di tutta la nostra economia. Non solo esercitano un potere enorme, ma ne abusano addebitando tariffe esorbitanti, imponendo termini contrattuali oppressivi ed estraendo dati preziosi dalle persone e dalle aziende che si affidano a loro" sono le durissime parole contenute nel rapporto della Commissione.

Il rapporto della Commissione, oltre a dettagliare le condotte ritenute problematiche di ciascuna delle quattro "big tech", propone anche una serie di suggerimenti politici che, se applicati, potrebbero cambiare nel concreto e in modo significativo il modo in cui opera il settore della tecnologia per come lo conosciamo oggi. I suggerimenti della Commissione sono in generale ispirati a principi che proteggano "non solo i consumatori, ma anche i lavoratori, gli imprenditori, le imprese indipendenti, i mercati aperti, un'economia equa e gli ideali democratici", auspicando la definizione di nuovi standard nell'applicazione delle regole antitrust ed incoraggiando il Congresso a considerare l'approvazione di regole che mettano le grandi aziende nella condizione di offrire pari condizioni a quelle realtà che vendono prodotti e servizi sulle loro piattaforme. Vi è poi la raccomandazione di impedire ad alcune piattaforme in condizione di posizione dominante di competere in "linee di business adiacenti" dove avrebbero un enorme vantaggio.

All'interno del rapporto la Commissione ha stilato una sezione per ciascuna delle quattro realtà.

Amazon, strada obbligata per l'e-commerce

"Amazon ha un potere di mercato significativo e duraturo nel mercato al dettaglio online degli Stati Uniti. [...] La piattaforma ha il potere di monopolio su molte piccole e medie imprese che non hanno un'alternativa praticabile ad Amazon per raggiungere i consumatori online. [...] A prescindere dai confini precisi dei mercati online o dell'e-commerce, la somma delle prove che lo staff del subcomitato ha esaminato dimostra che Amazon opera da gatekeeper per l'e-commerce."

Il rapporto della Commissione sostiene che Amazon svolge di fatto un ruolo di "controllore" del percorso che i beni compiono verso il mercato dell'e-commerce. Chiunque voglia vendere qualsiasi cosa online sa bene che oggi il miglior posto dove farlo è Amazon, con tutti i rischi del caso nel momento in cui Amazon dovesse decidere di competere nello stesso identico settore dell'aspirante venditore. Ciò costituisce una condizione in cui chi si appoggia ad Amazon per la vendita al dettaglio è di fatto obbligato ad accettarne le regole e le disposizioni, anche in quei mercati in cui Amazon non avrebbe il potere di stabilire alcunché. Seguendo i principi dell'antitrust, Amazon si trova in una situazione in cui gestisce troppe attività diverse contemporaneamente.

Apple, monopolista della distribuzione software su iOS

"Il potere di mercato di Apple è duraturo per via degli elevati costi di switching, per la ritenzione nell'ecosistema e per la fedeltà al marchio. E inverosimile che vi possano essere realtà in grado di contestare il dominio di iOS e Android. Di conseguenza il controllo di Apple su iOS le fornisce poteri di gatekeeper sulla distribuzione del software sui dispositivi iOS. Per questo ha una posizione dominante sul mercato degli app store e il potere di monopolio sulla distribuzione delle applicazioni sui dispositivi iOS. [...] Il potere di monopolio di Apple sulla distribuzione del software ai dispositivi iOS ha causato danni ai concorrenti e alla concorrenza, riducendo la qualità e l'innovazione tra gli sviluppatori di app e aumentando i prezzi e riducendo le scelte per i consumatori."

Sebbene al momento dell'audizione dinnanzi al Congresso lo scorso luglio il caso Fortnite non fosse ancora esploso (è accaduto due settimane più tardi), esso viene comunque citato alcune volte nel rapporto ma è evidente come venga preso in considerazione più volte anche in maniera non esplicita. Più in generale i punti critici dell'operato della Mela sono stati identificati in vari aspetti, come ad esempio il divieto per app di terze parti di usare la tecnologia NFC su iPhone (avvantaggiando quindi il servizio Apple Pay), o Safari come browser predefinito su iPhone.

Facebook, asso pigliatutto dei social network

"I forti effetti di rete associati a Facebook hanno portato il mercato verso il monopolio in maniera tale che Facebook compete con più forza internamente tra i propri prodotti - Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger - che con i concorrenti effettivi. [...] Il potere di monopolio di Facebook è saldamente radicato ed è improbabile che venga eroso da pressione concorrenziale da parte di nuovi operatori o imprese esistenti. [...] In assenza di concorrenza, la qualità di Facebook si è deteriorata nel tempo, provocando una peggiore protezione della privacy per i suoi utenti e un drammatico aumento della disinformazione sulla sua piattaforma."

Tra le quattro "grandi sorelle" Facebook è quella su cui la Commissione si è concentrata di meno, poiché pone meno problemi antitrust rispetto alle altre tre aziende e i casi di privacy non sono materia di cui si occupa il comitato. Inoltre le tradizionali azioni anti-monopolio mal si adattano alla sua particolare struttura di rete monolitica. La commissione ha tuttavia posto sotto la lente d'ingrandimento l'acquisizione di Instagram e i contorni dell'operazione, in particolare riferendosi ad un giro di mail interne che dimostrerebbero come la ratio alla base dell'operazione sia stata quella di imbrigliare un potenziale concorrente prima che potesse diventare effettivamente tale.

Google, unica chiave di volta del traffico web di moltissime realtà

"Google ha il monopolio nei mercati della ricerca online generale e della pubblicità associata alla ricerca. Il dominio di Google è protetto da elevate barriere all'ingresso, inclusi i suoi dati su clic e query e le vaste posizioni predefinite che Google ha ottenuto sulla maggior parte dei dispositivi e dei browser del mondo. Un numero significativo di realtà, comprese le principali società pubbliche, piccole imprese e imprenditori, dipende da Google per il traffico e nessun motore di ricerca alternativo funge da sostituto".

Il rapporto della Commissione descrive nel dettaglio, a seguito di indagini, come Google abbia effettuato una consistente raccolta di dati da siti come Genius e Celebrity Net Worth trasformandoli di fatto in fonti di dati per la ricerca di Google. Prodotti come Maps e Shopping hanno poi stabilmente occupato posizioni nella pagina di ricerca, e alcune realtà hanno testimoniato come l'azienda di Mountain View abbia significativamente inasprito le condizioni contrattuali sull'utilizzo di alcuni servizi.

La rivoluzione è all'orizzonte per il settore tecnologico?

Nel caso in cui i suggerimenti e le raccomandazioni avanzate dalla Commissione venissero recepiti dal Congresso, vi potrebbero essere delle conseguenze di particolare spessore per le grandi realtà della tecnologia. Si andrebbe infatti a delineare uno scenario in cui vi sarebbe una forte limitazione delle attività in cui le società dominanti potrebbero operare, portando anche allo "spezzatino" di molti colossi in varie entità separate. Si tratterebbe di un quadro particolarmente rigido, ma che d'altro canto impedirebbe alle grandi aziende tecnologiche di aggirare la concorrenza sulle proprie piattaforme e di usare la posizione privilegiata su tali piattaforme al fine di ottenere un vantaggio non equo.

Una particolare attenzione dovrebbe poi essere posta, secondo la Commissione, nei confronti delle operazioni di fusione e acquisizione da parte delle società in posizione dominante. E in questo caso il suggerimento è particolarmente incisivo, basandosi sul ribaltamento della presunzione: "In base a questa modifica qualsiasi acquisizione da parte di una piattaforma dominante dovrebbe essere considerata anticoncorrenziale, a meno che le parti dell'operazione non siano in grado di dimostrare che l'acquisizione è necessaria per servire un interesse pubblico".

Si tratterebbe quindi di un approccio più vigoroso all'applicazione delle leggi antitrust, che verrebbe reso possibile con una serie di modifiche puntuali alle norme già esistenti. Modifiche che, se dovessero trovare riscontro nella realtà, andrebbero a spianare la strada ad azioni anti-monopolio più aggressive e ovviamente non limitate alla sola industria tecnologica, rivoluzionando lo standard di "consumer welfare" che ha direzionato la legge antitrust USA negli ultimi 40 anni.

11 Commenti
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aldo87mi09 Ottobre 2020, 16:42 #1
Andrebbero ridimensionati questi potenti...ma è anche vero che oggi dipendiamo tantissimo da questi colossi e hanno economie di scala nell'offerta di beni e servizi che pochi altri potrebbero permettersi. Quindi il loro strapotere monopolistico è destinato ad accrescersi in futuro anziché ridursi. C'è poco da fare...
nickname8809 Ottobre 2020, 16:47 #2
Ridicoli, possibile che questi 4 colossi non abbiano autorità ?
StIwY09 Ottobre 2020, 16:57 #3
zuccheroberg, l'uomo più paraculato della storia, che s'è fatto un impero. Che merito ha avuto questo gran paraculo? In che modo ha contribuito all'evoluzione del genere umano ? L'aver creato una bacheca digitale, come ce n'erano tante all'epoca, ed in qualche modo ha fatto breccia nel pubblico col passaparola. Il nulla cosmico. Scienziati e studiosi che cambiano il decorso dell'umanità con scoperte epocali, facendosi il culo a strisce invece moriranno con un conto in banca modesto, magari indebitati e nel totale anonimato. Lo odio questo tizio, non merita di avere quello che ha e di stare dov'è.
sbaffo09 Ottobre 2020, 18:44 #4
”ma apple non é un monopolio, neanche é in posizione dominante" (cit.) non possono toccarla questi cattivoni
Mparlav09 Ottobre 2020, 19:06 #5
Negli USA non c'è un'azione antitrust seria da almeno 10 anni e si ricordano solo ora di quelle 4?
Quanto "pesano"?
Giusto qualche numero:
https://www.axios.com/big-techs-pow...66c68b2ea0.html

al confronto Rockfeller e la Standard Oil Company, smembrati oltre 1 secolo fa', era roba da niente.

Ma quelle 4 società fanno talmente tanto lobbying che sarà MOLTO difficile prendere iniziative serie nei loro confronti.
Negli USA si vota ogni 2 anni tra presidenziali e "middle term" ed i soldi per la campagna elettorale ti servono dall'anno precedente.
In pratica, sempre...
Personaggio09 Ottobre 2020, 21:24 #6
Originariamente inviato da: sbaffo
”ma apple non é un monopolio, neanche é in posizione dominante" (cit.) non possono toccarla questi cattivoni


Non so se ti riferivi a me (era sul 3d relativo al caso Fortnite) ma mi riferivo al mercato Europeo. Negli USA, in UK, Giappone e Australia, Apple ha sicuramente una posizione dominante, ma in Europa assolutamente no.
calabar10 Ottobre 2020, 01:12 #7
Il problema vero è che in un mondo globalizzato come quello odierno queste aziende sono la punta di diamante degli USA, e ridimensionarle potrebbe avere l'effetto di metterle in difficoltà con la concorrenza internazionale.
omerook10 Ottobre 2020, 08:04 #8
Originariamente inviato da: Personaggio
Non so se ti riferivi a me (era sul 3d relativo al caso Fortnite) ma mi riferivo al mercato Europeo. Negli USA, in UK, Giappone e Australia, Apple ha sicuramente una posizione dominante, ma in Europa assolutamente no.

Ma Apple è la prima della classe ma in un mercato molto conteso .dove lo vedi il monopolio? Al limite è Google che detiene una quota esagerata.
AlexSwitch10 Ottobre 2020, 11:43 #9
Originariamente inviato da: omerook
Ma Apple è la prima della classe ma in un mercato molto conteso .dove lo vedi il monopolio? Al limite è Google che detiene una quota esagerata.


Dovresti leggere meglio l'articolo e i documenti della Commissione d'inchiesta.

Nello specifico Apple su iOS ha potere assoluto di vita o di morte di un app e per tutto ciò che sta alle spalle...
Inoltre Apple, con il meccanismo degli acquisti in app esclusivo su App Store ( sia per iOS che macOS ) ha una ingerenza assoluta sui guadagni degli sviluppatori e sui loro progetti futuri di aggiornamento e sviluppo.
Inoltre è stato dimostrato che sempre la Apple di Tim " avido " Cook non si fa scrupoli ad applicare sconti sostanziosi sulla gabella dei ricavi in app a chi gli garantisce un determinato ritorno economico da altri canali ( leggasi Amazon ).
Di fatto Apple condiziona pesantemente sia il mercato degli sviluppatori che quello degli utenti distorcendoli alle proprie necessità che a quelle di selezionati partner... se non è un monopolio questo, come lo chiameresti allora?
Personaggio10 Ottobre 2020, 19:58 #10
Originariamente inviato da: omerook
Ma Apple è la prima della classe ma in un mercato molto conteso .dove lo vedi il monopolio? Al limite è Google che detiene una quota esagerata.


Non leggo monopolio da nessuna parte. Si parla di posizione dominante, non di monopolio! La posizione dominante tanto in europa quanto in USA la si ha se si raggiunge una quota tra il 40 ed il 70% del mercato. Nel caso di iOS e Android, per varie particolarità che non sto qui a spiegare gli basta avere più del 40%.
Quindi nei mercati come USA, UK e Australia hanno posizione dominante sia Android che iOS, in Giappone solo iOS e in Europa solo Android.
Quando si ha la posizione dominante, che in sé non è un illecito, non se ne può abusare. L'abuso di posizione dominante consiste nel sfruttare la propria posizione per costringere i propri clienti ad attuare un certo comportamento o a pagare certi servizi sfruttando il fatto che non possono evitarlo (per esempio andando da un concorrente, proprio perché ha una posizione dominante.
La non possibilità di usare store diversi da quello ufficiale ne è un esempio.
Android lo permette perché altrimenti pagherebbe miliardi di penali dall'unione europea. Ma in europa, molto più attenta su queste cose che gli USA, iOS ha il 15% del mercato, quindi può fare come gli pare.
In ogni caso l'unione europea potrebbe sempre fare da un momento all'altro, una direttiva che impone la possibilità di installare applicazioni e servizi in maniera diretta o attraverso store terzi su qualsiasi piattaforma software o sistema operativo dove si possono installare applicazioni di terzi a prescindere dal tipo di hardware.
In questo modo iOS sarebbe costretta cmq a permettere altri app store come allo stesso mode deve fare, per esempio, LG col suo WebOS sulle SmartTV, o Synology con i suoi NAS

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