Al Google I/O novità per gli sviluppatori con 3 API per la localizzazione

Al Google I/O novità per gli sviluppatori con 3 API per la localizzazione

Google mette a disposizione nuovi strumenti per migliorare l'utilizzo delle funzionalità di localizzazione sfruttando GPS e sensori accelerometrici integrati nei dispositivi mobile

di Fabio Boneschi pubblicata il , alle 16:31 nel canale Web
Google
 

Durante il Google I/O è Hugo Barra - Vice president, Android Product Management Google - a spiegare le novità relative al Google Play Services, risorsa fondamentale per gli sviluppatori. Con 3 nuove API dedicate alla geolocalizzazione e più in generale al movimento del dispositivo, Google intende fornire nuovi validi strumenti per gli sviluppatori Android.

Nell'ambito mobile la geolocalizzazione è una funzionalità ormai diffusa che offre potenzialità enormi in termini di sicurezza, ma anche in termini economici con la possibilità di sfruttare la posizione dell'utente per altre azioni anche potenzialmente economiche. Entriamo più nel dettaglio delle novità.

Una prima API denominata Fused Location Provider promette maggior attenzione al consumo energetico: Google sottolinea come questa API sfrutti solo l'1% della batteria per ogni ora di utilizzo del GPS. Siamo sempre piuttosto scettici in merito a queste affermazioni, infatti le variabili in gioco sono troppo elevate per poter fornire un dato così preciso. Di sicuro e di interessante c'è da rilevare l'impegno di Google sul fronte del risparmio energetico nell'ambito della geolocalizzazione, una delle funzionalità che mette più in difficoltà la batteria dei dispositivi.

Con la nuova API Geofencing viene rilevato quando un utente entra o esce da una determinata area geografica. I dati vengono acquisiti dal GPS del terminale e l'utilizzo è quindi limitato a aree in cui il segnale GPS sia presente. Come indicato per Fused Location Provider, anche questa opzione può avere molteplici possibilità di utilizzo. Inoltre, nel corso della presentazione, Hugo Barra sottolinea che tale API era particolarmente attesa dagli sviluppatori.

C'è poi un terzo strumento messo a disposizione degli sviluppatori che non sfrutta il modulo GPS ma utilizza i sensori accelerometrici integrati nel dispositivo. Con questa API activity recognition è possible rilevare la velocità con cui la persona si muove camminando, utilizzando un veicolo o correndo. Un primo possibile utilizzo di questa API potrebbe essere legato allo sviluppo di app dedicate al fitness.

Un'ultima interessante novità riguarda Google+ è il nuovo sistema di autenticazione da poco presentato orientato al login su più dispositivi a disposizione dell'utente. Al Google I/O è stato mostrato come grazie all'integrazione di Google Cloud Messaging in Google Play ora il processo di propagazione delle notifiche su più dispositivi sia notevolmente migliorato. Per l'utente dovrebbe divenire più semplice gestire più dispositivi e su di essi troverà le stesse notifiche o aggiornamenti.

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3 Commenti
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Zenida17 Maggio 2013, 01:34 #1
Non mi è chiaro come sia possibile misurare la velocità mediante i sensori accelerometrici. Quei sensori misurano per l'appunto l'accelerazione e non la velocità, perchè l'accelerazione è ZERO quando il moto è costante quindi non si può rilevare la velocità conoscendo solo l'accelerazione, il massimo che si può fare è migliorare la rilevazione, integrando le variazioni di accelerazione nella rilevazione effettuata dal GPS.
Infatti, solo mediante il sistema GPS si può calcolare la velocità però non è istantaneo e preciso, anzi è piuttosto lento a rilevare le variazioni. In questo caso, allora, l'accelerometro può fornire informazioni ulteriori, utili per rettificare il cambiamento, informando subito il sistema che il dispositivo sta rallentando o accelerando e quindi correggendo la velocità del fattore di accelerazione rilevato.
Questo è l'unico modo che si ha per "calcolare" la velocità con un accelerometro, ma senza GPS non è proprio possibile, a meno che nel frattempo le leggi della fisica non siano cambiate.
uforob17 Maggio 2013, 09:59 #2
L'avevo pensato anch'io! L'unico modo "giusto" è aggiungere e togliere le accelerazioni a partire da una situazione in cui sai che la velocità è costante (facciamo zero così partiamo "da fermo" e per quello o usi il GPS (però come hai detto tu comunque la sensibilità non è adatta e servirebbe un lungo periodo per sapere se sei fermo, soprattutto a piedi) oppure serve qualcosa che lo indichi esplicitamente. Se usa veramente SOLO gli accelerometri è possibile che se la misurazione rimane sotto una certa soglia di accelerazione per un certo il dispositivo presuma di essere fermo. Anche andando in auto difficilmente andrai a 50 km/h esatti senza curve né scosse per un lungo periodo. Da fermo (ad esempio seduto) le accelerazioni sono minime.
Zenida28 Maggio 2013, 12:23 #3
Originariamente inviato da: uforob
L'avevo pensato anch'io! L'unico modo "giusto" è aggiungere e togliere le accelerazioni a partire da una situazione in cui sai che la velocità è costante (facciamo zero così partiamo "da fermo" e per quello o usi il GPS (però come hai detto tu comunque la sensibilità non è adatta e servirebbe un lungo periodo per sapere se sei fermo, soprattutto a piedi) oppure serve qualcosa che lo indichi esplicitamente. Se usa veramente SOLO gli accelerometri è possibile che se la misurazione rimane sotto una certa soglia di accelerazione per un certo il dispositivo presuma di essere fermo. Anche andando in auto difficilmente andrai a 50 km/h esatti senza curve né scosse per un lungo periodo. Da fermo (ad esempio seduto) le accelerazioni sono minime.


Il discorso è che l'accelerazione misura solo la variazione di velocità.. ma non puoi sapere a quanto sta andando il sistema di riferimento. Se sono in auto a 100Km/h e passo a 110Km/h in 10 secondi subirò la stessa accelerazione di uno che parte da fermo e arriva a 10Km/h in 10 secondi. Quindi il sensore non può sapere a quanto sto andando, ma solo di quanto ho variato la mia velocità iniziale

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