Addio Carlo Vichi, papà delle TV Mivar e re del tubo catodico italiano

Addio Carlo Vichi, papà delle TV Mivar e re del tubo catodico italiano

Si è spento a 98 anni l'imprenditore Carlo Vichi, il padrone della Mivar, tra le realtà che in particolare negli anni '80 e '90 hanno favorito l'ingresso delle TV nei salotti degli italiani.

di pubblicata il , alle 16:21 nel canale Web
 

È deceduto all'età di 98 anni Carlo Vichi, il re dei televisori made in Italy, conosciuti con il marchio Mivar. L'imprenditore, nato nel 1923 a Montieri (Grosseto), rappresenta un pezzo del capitalismo italiano, di quell'Italia rampante nei decenni del dopoguerra vide un grande periodo di crescita, quando la globalizzazione non era ancora feroce come oggi.

Vichi, dopo essersi trasferito a Milano con la famiglia e aver conseguito il diploma in elettrotecnica, entra nel mondo del lavoro e dopo alcune esperienze fonda nel 1945 fonda la Vichi Apparecchi Radio (VAR), originariamente impegnata nella costruzione artigianale di radio a valvole. L'azienda, diventata Mivar (Milano Vichi Apparecchi Radio), si espande trasferendosi ad Abbiategrasso, dove arriva a impiegare 800 dipendenti e inizia a produrre televisori.

Il periodo di maggior gloria lo si registra tra gli anni '80 e '90, quando la Mivar diventa il primo produttore nazionale di TV e leader del settore. Probabilmente chi ha qualche capello bianco o era bambino in quel periodo, si ricorda le TV Mivar in casa propria o di qualche parente. Una crescita che, al 1998, portò lo stabilimento di Abbiategrasso a produrre oltre 900.000 TV a tubo catodico.

La corsa di Mivar porta Vichi a realizzare un nuovo stabilimento a Naviglio di Bereguardo nel 2001, uno spazio di 120.000 metri quadrati mai entrato in funzione. Vichi, a un certo punto, lancia persino un appello per concederlo in uso gratuito a chiunque sia disposto a realizzare TV in Italia, assumendo oltre mille dipendenti.

"Se una società di provata serietà accetta di fare televisori in Italia, io gli offro la mia nuova fabbrica, pronta e mai usata, gratis. Non voglio un centesimo. Ma chiedo che assuma mille e duecento italiani, abbiatensi, milanesi. Questo chiedo. Veder sorridere di nuovo la mia gente", disse.

Nel 2017 l'invito viene esteso al nuovo leader di mercato, Samsung, ma l'offerta cadde nel vuoto. "Signori Imprenditori asiatici, siete gli unici costruttori della componentistica elettronica. Venite a rendervi conto dei vantaggi che potreste avere assemblando in Italia 3 milioni all’anno dei vostri televisori, la Mivar vi concederebbe l'uso gratuito di un complesso industriale unico al mondo in provincia di Milano, come pure il supporto necessario a una vostra presenza in Italia. Il governo stesso darà il benvenuto a una Industria costruttrice di televisori. Signor Presidente della Samsung, mandi un suo incaricato a verificare personalmente come stanno le cose, non le costerà nulla", si leggeva in un annuncio sul sito.

Con il nuovo secolo, infatti, Mivar non riesce a tenere il passo dell'avanzamento tecnologico, in una battaglia impari con aziende che operano dove il costo del lavoro è molto più basso. L'azienda inizia il suo declino di vendite, di mercato, di dipendenti e nel 2013 dice addio al comparto TV per darsi alla progettazione di arredamento. "Non posso più produrre televisori. Spendo 10 e posso vendere a 8", disse Vichi.

Testardo, burbero e tenace, Carlo Vichi è famoso per le posizioni contro i sindacati - tanto che il nuovo stabilimento non entrò in funzione proprio per non aprirne le porte ai rappresentanti dei lavoratori -, ma anche per l'ammirazione verso i dittatori Benito Mussolini e Adolf Hitler.

"L'Italia è morta nel 1945", disse una volta. "Finita la guerra siamo stati superati da tutti. Dovremmo lavorare come i cinesi, con onestà e intelligenza. Il problema invece è che non sappiamo più lavorare. E i prodotti fatti senza utilizzare tutte le possibilità che la tecnologia offre vengono rifiutati dal mercato", spiegò a La Repubblica.

Se ne va quindi un personaggio molto controverso, ma un pezzo di storia italiana, in qualunque modo lo si veda.

51 Commenti
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demon7720 Settembre 2021, 16:34 #1
"Testardo, burbero e tenace, Carlo Vichi è famoso per le posizioni contro i sindacati - tanto che il nuovo stabilimento non entrò in funzione proprio per non aprirne le porte ai rappresentanti dei lavoratori -, ma anche per l'ammirazione verso i dittatori Benito Mussolini e Adolf Hitler."

Tanti lati a volte dissonanti di una persona che ha fatto un pezzo di storia.. almeno dalle nostre parti nel varesotto.
Non credo siano molti quelli che nella loro vita non hanno visto un televisore Mivar.
Da una parte una testa calda estremista di destra che odia i sindacati e loda il duce.. ma la contempo un imprenditore che teneva ai propri dipendenti come fossero familiari, al punto di REGALARE la sua enorme azienda pur di salvare i posti di lavoro.
Svelgen20 Settembre 2021, 16:40 #2
L'unico vero imprenditore fino alla fine.
Jacopo Mordillo20 Settembre 2021, 16:41 #3
un suo televisore mi è durato oltre 20 anni.... (non si è rotto ma con il tempo aveva perso luminosità

era addirittura fornito di schema elettrico cartaceo completo per poter riparare eventuali guasti ...

oggi a stento si riescono ad aprire i TV
ninja75020 Settembre 2021, 16:42 #4
quando si poteva competere con la cina

in piemonte erano diffusissimi, e tutt'ora conosco gente che li ha funzionanti collegati con decoder DTT
Saturn20 Settembre 2021, 16:44 #5
Mi dispiace...possa riposare in pace.

Grande imprenditore.

Non penso serva aggiungere altro.

Originariamente inviato da: ninja750
quando si poteva competere con la cina

in Piemonte erano diffusissimi, e tutt'ora conosco gente che li ha funzionanti collegati con decoder DTT


Finchè non si è trasferita dalla figlia, la signora anziana nostra vicina aveva esattamente questa combinazione...!
omihalcon20 Settembre 2021, 17:03 #6
In famiglia ne avevamo due e andavano benissimo, sostituti solo per l'avvento del DVB.
chuckbird20 Settembre 2021, 17:16 #7
Originariamente inviato da: Jacopo Mordillo
un suo televisore mi è durato oltre 20 anni....

era addirittura fornito di schema elettrico ...

...oggi a stento si riescono ad aprire i TV


Capisco la nostalgia ma, perdonami, vorrei anche vedere... visto che sarebbe un po' come paragonare una Fiat Panda 30 ad una Tesla Model S.

Senza nulla togliere ai televisori Mivar, essi erano a dir poco delle ciofeche già ai tempi se il paragone lo facevi con roba tipo Sony Trinitron o Panasonic per dire solo le prime due che mi saltano in mente...
Non dico che fossero il peggio presente sul mercato ma erano tutti quanti, grosso modo, prodotti low profile.

La stessa Brionvega, era anni luce avanti. Prima indiscussa sul fronte del design e del packaging... benché di fatto fosse produttore di televisori per modo dire dato che i tubi per esempio non erano i suoi.

Ma ritornando a bomba, cosa speri di dover aprire un televisore di ultima generazione...magari oled... costruito con crismi e componentstica di tutt'altro livello e complessità.

Leggendo questi commenti mi verrebbe da dirvi ti lasciare perdere la roba moderna e di continuare a stare coi Mivar...
supertigrotto20 Settembre 2021, 17:26 #8
Conosco altri marchi di altri settori che faranno la stessa fine.
Finché in Italia permetteranno solo di fare ricerca per stimare il sesso degli angeli,resteremo sempre indietro.
Andate a vedere come abbiamo perso i brevetti delle batterie al magnesio,quando i nostri politici/dirigenti non hanno voluto finanziare ulteriormente gli studi dicendo che "è troppo applicativo",in parole povere,non si può fare ricerca pubblica in modo da avvantaggiare le nostre aziende/industrie.
In Italia funziona così,i soldi fanno schifo a tutti,per questo non si investe,abbiamo un odio viscerale verso i ricchi e chi investe per arricchirsi,si chiama invidia,ed è una brutta malattia.
v1doc20 Settembre 2021, 17:35 #9
RIP, una delle tante aziende che non è riuscita a tenere il passo.
Avevano un rapporto qualità/prezzo assolutamente concorrenziale, inoltre potevano essere riparati facilmente.
chuckbird20 Settembre 2021, 17:35 #10
Sarebbe oltremodo assurdo ed autolesionistico focalizzarsi sulla produzione di questi device, oggi.
La produzione di televisori è diventata una vera e propria zavorra anche per gli storici big del settore. Per intenderci quelli che hanno schiacciato Mivar e company.

Sony era ad un passo dalla dismissione della sua linea di televisori.
Panasonic praticamente produce televisori LG personalizzati.

I mercati evolvono, le strategie produttive anche.

Non avrebbe alcun senso per un paese come il nostro focalizzarsi su determinate cose.

Ma non è che siamo noi il problema. E' il mondo di queste cose che cambia e funziona così.

Visto che parlate di Italia, mi ricordate chi in Europa, oggi, produce televisori?
E il Giappone? Produce ancora elettronica di consumo secondo voi?
Visto che parlate di Italia, vi siete accorti che stanno praticamente scomparendo tutti gli storici marchi di smartphone (esclusivamente dell'estremo oriente) e stanno via via prendendo piede solo i telefoni cinesi?

L'economia ha delle fasi e non è detto che queste siano cicliche.

La fase in cui in Italia avrebbe avuto senso produrre televisori o elettronica è finita ancor prima che tale settore fosse commercialmente morto, semplicemente perché noi ci siamo dedicati a tutto fuorché all'elettronica di consumo... ormai relegata praticamente in Cina per il 95%.

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