Addio alle vecchie centrali telefoniche: FiberCop le trasforma in supercomputer distribuiti in tutta Italia

Addio alle vecchie centrali telefoniche: FiberCop le trasforma in supercomputer distribuiti in tutta Italia

FiberCop ha avviato la realizzazione di una rete di oltre 100 edge datacenter trasformando le storiche centrali di telecomunicazione in hub digitali ad alte prestazioni. Il progetto integra connettività e potenza di calcolo di prossimità per abilitare cloud, intelligenza artificiale, sovranità dei dati e crittografia quantistica a supporto di Telco, imprese e Pubblica Amministrazione.

di pubblicata il , alle 14:01 nel canale Web
FiberCop
 

Prosegue l'evoluzione architetturale delle infrastrutture di rete nel panorama delle telecomunicazioni italiane. FiberCop ha ufficializzato l'avvio di un piano strategico mirato alla realizzazione di un'infrastruttura nazionale distribuita su oltre 100 edge datacenter. L'operazione punta a convertire le centrali di fonia e banda larga tradizionali in hub tecnologici ad alte prestazioni, capaci di unire la connettività di rete alla potenza elaborativa in prossimità dell'utente finale.

Il modello infrastrutturale sviluppato da FiberCop prevede la progressiva dismissione delle centrali in rame a favore di nodi di attestazione in fibra ottica dotati di capacità computazionale diretta. Spostando l'elaborazione dei dati verso la parte finale della rete ("edge"), l'architettura garantisce una netta riduzione delle latenze di instradamento, un consumo di banda più efficiente sulle tratte di backhaul e standard elevati in materia di protezione dei dati sensibili.

Il piano ha già visto l'attivazione del primo impianto pilota nella capitale. Nei prossimi mesi la copertura verrà estesa ai principali nodi metropolitani della penisola, con l'apertura di siti a Torino, Genova, Bologna, Napoli e Palermo. La piattaforma si propone come un'infrastruttura wholesale neutrale messa a disposizione degli operatori clienti, pensata per abilitare l'erogazione di servizi digitali di nuova generazione per il mercato enterprise, le amministrazioni locali e il settore pubblico.

Massimo Sarmi, Presidente e Amministratore Delegato di FiberCop, ha sottolineato la portata della trasformazione: "Le nostre centrali da punti di accesso alla rete diventano veri e propri hub di innovazione, in cui connettività, potenza di calcolo e capacità di memoria si integrano per contribuire allo sviluppo digitale del Paese. Con questo piano, FiberCop compie un ulteriore passo avanti nella trasformazione della propria infrastruttura di rete in una piattaforma tecnologica abilitante, capace di accompagnare la crescita dell’edge cloud, dell’intelligenza artificiale e dei nuovi servizi digitali."

L'integrazione di risorse di calcolo a ridosso dei punti di generazione del traffico costituisce un requisito fondamentale per la diffusione su larga scala dell'Intelligenza Artificiale applicata al territorio. L'architettura edge consentirà l'adozione di soluzioni avanzate nei comparti della mobilità autonoma e connessa, della sanità digitale, del monitoraggio ambientale e della gestione della sicurezza cittadina.

Inoltre, posizionare la gestione dei flussi all'interno dei confini nazionali soddisfa i requisiti normativi in materia di sovranità dei dati, offrendo una cornice di tutela per le informazioni critiche della Pubblica Amministrazione e delle aziende private.

Il percorso di sviluppo dell'edge cloud di FiberCop ha visto una prima fase di sperimentazione avviata nel dicembre 2025, cui ha fatto seguito la presentazione delle prime implementazioni d'uso in occasione del Mobile World Congress di Barcellona a marzo 2026.

L'iniziativa si affianca all'attività svolta dall'Innovation Hub aziendale in sinergia con università, enti di ricerca e distretti industriali. Sul fronte della sicurezza quantistica, FiberCop è impegnata nello sviluppo e nel test di protocolli avanzati per la protezione delle comunicazioni, tra cui la Quantum Key Distribution (QKD), standard destinato a garantire la cifratura delle informazioni anche di fronte alle future capacità elaborative dei computer quantistici.

4 Commenti
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giovanni6903 Agosto 2026, 16:13 #1
Le facesse diventare centrali ottiche per coprire i buchi mostruosi e spesso senza ragione di copertura FTTH lasciati da Open Fiber, invece!
giuvahhh04 Agosto 2026, 03:12 #2
concordo pienamente. ma sopratutto facessero i lavori. 2 anni che hanno iniziato i lavori fibra.
DelusoDaTiscali04 Agosto 2026, 06:50 #3
Non mi è chiaro cosa si intenda per "vecchie" centrali telefoniche, per me "vecchie" = elettromeccaniche e credo che di queste non ce ne siano più da un bel pezzo.
Apple8007 Agosto 2026, 14:27 #4
Devo dire che un po' mi manca il 56K.

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