Ad-blocker a rischio con le prossime versioni di Chrome: Google propone il Manifest V3

Ad-blocker a rischio con le prossime versioni di Chrome: Google propone il Manifest V3

Alcune delle estensioni di Google Chrome con funzionalità di ad-blocker potrebbero affrontare diversi problemi di compatibilità per via di un cambiamento in arrivo nel browser

di pubblicata il , alle 15:21 nel canale Web
GoogleChrome
 

Google sta pensando di effettuare grossi cambiamenti nel modus operandi delle estensioni sul proprio browser, Chrome, e questi cambiamenti potrebbero compromettere il funzionamento di alcuni ad-blocker. A sollevare la questione è stato Raymond Hill, sviluppatore di uBlock Origin e uMatrix, lo scorso martedì all'interno del bug tracker di Chromium, dove ha scritto che le sue estensioni "non sarebbero più esistite" dopo le modifiche.

Riportato in origine da The Register, il post di Hill si rivolge soprattutto alle proposte nel documento Manifest V3 di Google, che spiega nel dettaglio gli eventuali cambiamenti che verranno effettuati nella piattaforma Chrome Extensions. Le paure di Hill ruotano sulla proposta di Google di impedire l'ad-blocking attraverso le API webRequest, restringendo così le possibilità di blocco alla sola API DeclarativeNetRequest utilizzata da alcune estensioni della concorrenza.

Lo sviluppatore spiega che l'adozione delle nuove API non impatterà Adblock Plus visto che "semplicemente impone" le metodiche di blocco utilizzate dall'estensione concorrente. La preoccupazione più grande è relativa al fatto che Google pagherebbe Adblock Plus per inserire i propri banner in una sorta di whitelist per poter essere visualizzati anche con l'uso dell'estensione. E la nuova restrizione segue anche la decisione di Google di scendere in campo nel mondo dell'ad-blocking integrando il blocco direttamente su Chrome.

Quella di Google potrebbe essere una mossa per ostacolare la concorrenza nel settore, riuscendo ad avere una forte voce in capitolo in merito. Hill sottolinea infatti che se gli ad-blocker venissero limitati ad utilizzare l'API declarativeNetRequest, estensioni come uBlock Origin e uMatrix diventerebbero subito obsolete e inutili. E, ancor peggio, altri sviluppatori non avrebbero la possibilità di realizzare nuove modalità di blocco in modo da aggirare le imposizioni dei big.

Secondo Google le API webRequest vengono usate per l'ad-blocking perché permettono di "intercettare le richieste di rete in modo da modificarle, redirezionarle o bloccarle". L'aspetto negativo del loro uso è che le API possono avere un effetto rilevante su tutte le tipologie di richieste, anche quelle che non devono essere modificate, redirezionate o bloccate, visto che Chrome ha bisogno di passare la richiesta all'estensione e aspettare che quest'ultima la elabori per gestirla a dovere.

Se Manifest V3 verrà adottato da BigG, le nuove webRequest API potranno solo permettere alle estensioni di osservare le richieste di rete, ma non modificarle, redirezionarle o bloccarle, diritti esclusivi delle API declarativeNetRequest. Queste ultime potranno indicare a Chrome in anticipo cosa fare con ogni singola richiesta, e non sarà il browser a doverle passare singolarmente. Il nuovo metodo è quindi più efficiente, secondo Google, e permette alla società di "avere maggiore controllo sull'algoritmo" e di "evitare o disabilitare regole non efficienti".

Hill però è convinto che il cambiamento andrà ad impattare su diverse modalità di blocco selettivo dei contenuti nelle pagine web, compromettendo il funzionamento di diversi degli ad-blocker più efficaci attualmente in circolazione: "Con un'API così limitata e la deprecazione delle abilità di blocco delle API webRequest sono scettico che la parola 'user agent' sarà ancora la parola corretta per classificare Chromium", è stata infine la provocazione di Hill.

 

 

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione.
Leggi la Privacy Policy per maggiori informazioni sulla gestione dei dati personali

38 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
s0nnyd3marco24 Gennaio 2019, 16:22 #1
Ora che Chrome ha ottenuto il primo posto possono anche permettersi di farlo. Nel caso mi tocchera' trovare delle alternative.
aleardo24 Gennaio 2019, 16:24 #2
Anche Chrome potrebbe essere a rischio di disaffezione degli utenti se davvero interferisse con gli Ad-blocker.
vraptus24 Gennaio 2019, 16:31 #3
Beh, nel caso sia vero ciò che dice Ray c'è sempre Firefox a disposizione, no?
Thalon24 Gennaio 2019, 16:40 #4
E adesso google inizia a "accorciare il guinzaglio": sono stati furbi a presentarsi come "multinazionale gioiosa e colorata" a differenza della malvagia e grigia Microsoft, han imposto "gioiosamente e serenamente" il loro browser come browser dominante (come lo era internet explorer dopo la prima guerra dei browser), han costretto pure la concorrenza ad andargli dietro (firefox attinge a piene mani al codice di chromium e pare che anche edge in futuro farà lo stesso), così una volta acquisito il monopolio "de facto" possono imporre i loro standard a tutti, tipo "basta con gli adblocker, saremo noi a decidere cosa è pubblicità lecita e cosa no".
Per il momento firefox è ancora disponibile e ti permette la libertà di scelta sulle estensioni (anche se molti validi produttori di estensioni li han abbandonati da quando han rivisto il loro codice in merito), non so quanto durerà (visto che la mozilla foundation ha bisogno di soldi e quindi potrebbe piegarsi a certi diktat), spero che nel frattempo emerga qualche alternativa libera e senza giri di soldi dietro.
rob1524 Gennaio 2019, 17:01 #5
anche a causa del modello di business di Google, in cui è l'utente il prodotto, personalmente sono tornato da 2 anni a Firefox, e mi trovo benissimo
lucam7824 Gennaio 2019, 17:43 #6
e dove sta il problema si scarica Brave browser e il gioco è fatto
https://brave.co*
s-y24 Gennaio 2019, 17:49 #7
vedremo, le questioni in ballo sono molteplici
se veramente inibiranno tutti i blocker tranne quelli con cui si accorda economicamente (estremizzando il concetto, ma quello appare) si metterebbero in una posizione difficile da difendere, anche solo come immagine...
insane7424 Gennaio 2019, 18:20 #8
Originariamente inviato da: s-y
vedremo, le questioni in ballo sono molteplici
se veramente inibiranno tutti i blocker tranne quelli con cui si accorda economicamente (estremizzando il concetto, ma quello appare) si metterebbero in una posizione difficile da difendere, anche solo come immagine...


Si ma bisogna ricordare che la maggior parte della gente manco sa cos’è un adblocker, quindi il problema di immagine secondo me si pone poco, se non per gli “addetti ai lavori”.

Cmq se lo faranno davvero e in quel modo, allora tornerò a Firefox e amen.
Su Windows cmq uso la versione “desktop” di AdGuard, per cui Google può fare quello che le pare, il traffico è filtrato cmq “a monte”.
Su ubuntu invece dovrò cambiare browser o sperare che AdGuard faccia uscire una versione “stand alone” anche per Linux (sembra sia in lavorazione, ma senza nessuna OTA).
turcone24 Gennaio 2019, 18:21 #9
ormai chrome è in posizione dominante quindi può fare quello che vuole
s-y24 Gennaio 2019, 18:24 #10
si, vero che 'la massa' ne sa poco (anche giustamente) di queste problematiche, ma gli addetti ai lavori di cui sopra sono anche quelli che aiutano a formare sia opinioni sia (eventuali) sentenze

poi si, 'a voglia modi per bloccare a prescindere dal browser...

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^