Accordo miliardario con OpenAI, diffida a Google: Disney cambia gli equilibri dell'IA
Disney ha annunciato di aver investito un miliardo di dollari in OpenAI e concesso per tre anni l'uso di oltre 200 personaggi da Disney, Marvel, Pixar e Star Wars alla piattaforma Sora per la generazione di video AI. Nel contempo, Disney ha avviato un'azione legale contro Google per presunte violazioni di copyright nei modelli generativi.
di Manolo De Agostini pubblicata il 12 Dicembre 2025, alle 06:11 nel canale WebSora AIOpenAIDisney
La Walt Disney Company ha annunciato un investimento da 1 miliardo di dollari in OpenAI, accompagnato da un accordo di licenza triennale che consentirà alla piattaforma Sora di utilizzare oltre 200 personaggi provenienti dai cataloghi Disney, Marvel, Pixar e Star Wars. L'intesa rappresenta il primo accordo formale di questo tipo nel settore della generazione video da IA e stabilisce un precedente per la gestione delle proprietà intellettuali nell'era dei modelli generativi.
Dal 2026 Sora potrà creare brevi video "user-prompted", condivisibili sui social e, in parte, fruibili anche su Disney+. Una novità che era stata anticipata dal CEO Bob Iger (scatenando già le prime polemiche) e che, ora, trova conferma.
La tecnologia di OpenAI sarà integrata anche nei processi interni della compagnia: Disney diventerà infatti un grande cliente di OpenAI, adottandone le API per nuovi strumenti e funzionalità, compreso il supporto ai dipendenti tramite ChatGPT. L'accordo prevede inoltre che ChatGPT Images possa generare immagini basate sugli stessi universi narrativi, pur senza utilizzare voci o fattezze di attori reali. Anche questa novità sarà disponibile dal prossimo anno.
Alla collaborazione fa da contraltare la decisione di Disney di inviare una lettera di "cease or desist" a Google, intimandole di interrompere immediatamente l'uso dei suoi contenuti protetti all'interno dei modelli di intelligenza artificiale. La compagnia accusa Google di avere copiato una "vasta quantità" di opere Disney per addestrare i propri modelli generativi, capaci oggi di replicare personaggi come Simba, Deadpool o Darth Vader senza alcuna licenza.
La lettera di diffida cita in particolare gli strumenti di creazione video integrati in YouTube, basati sul modello Veo, considerati da Disney una minaccia diretta per la distribuzione non autorizzata delle proprie IP. Google ha risposto ricordando la propria collaborazione storica con Disney e sottolineando l'uso di "dati pubblici del web" per l'addestramento dei modelli, oltre ai sistemi di tutela già implementati come Content ID.
È chiaro che Disney sta cercando una nuova partnership, con l'obiettivo di portare Google al tavolo per replicare, se non espandere, l'intesa con OpenAI.










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