Quando gli smartwatch salvano la vita: dopo Fitbit anche Apple Watch

Quando gli smartwatch salvano la vita: dopo Fitbit anche Apple Watch

Un avvocato statunitense è riuscito ad affrontare per tempo un attacco cardiaco grazie al proprio Apple Watch: in passato due episodi simili accaduti ad una ragazza inglese e ad una signora del Connecticut

di Andrea Bai pubblicata il , alle 17:41 nel canale Wearables
AppleWatchFitbit
 

Scott Killian, avvocato cinquantenne statunitense, ha potuto prevenire e gestire un attacco cardiaco che altrimenti avrebbe avuto esito fatale grazie al proprio Apple Watch: la storia è stata raccontata al sito 9to5mac dallo stesso Killian, sopravvissuto ad una brutta avventura accaduta qualche settimana fa.

Dopo aver compiuto 50 anni, Killian racconta di essersi sottoposto ad un approfondito check-up medico per escludere qualsiasi possibile patologia associata all'età. Dopo svariati esami il check-up non ha rilevato nulla di anomalo, e Killian è tornato alla sua quotidianità, fatta di casi legali e attività fisica per mantenersi in forma.

Una notte Killian è stato svegliato dal suo Apple Watch che, mediante un'app di terze parti, ha registrato una variazione della frequenza cardiaca a riposo, con un picco di 121 battiti al minuto, mai registrato da quando ha indossato Apple Watch. L'avvocato si è recato al pronto soccorso per precauzione, dove a seguito di un elettrocardiogramma e delle analisi del sangue, gli è stato riscontrato un attacco cardiaco. "Se avesse continuato a dormire probabilmente non si sarebbe più svegliato, morendo nel sonno" avrebbe detto il medico a Killian.

Non è la prima volta in cui un dispositivo indossabile riesce a salvare la vita di una persona, riuscendo a gestire per tempo problemi cardiaci con esiti potenzialmente letali. Già a gennaio del 2016 si era diffusa la notizia di una ragazza inglese che ha potuto scoprire una delicata condizione cardiaca dopo aver monitorato la propria frequenza con un dispositivo Fitbit, e più recentemente nello scorso settembre una signora del Connecticut ha potuto chiamare tempestivamente il pronto intervento dopo che il proprio Fitbit Charge HR ha registrato un improvviso innalzamento della frequenza cardiaca, riuscendo a risolvere un problema di embolia polmonare altrimenti fatale.

Queste vicende danno modo di considerare in che modo le tecnologie che vediamo evolversi oggi sotto i nostri occhi potrebbero un domani diventare un elemento cardine della gestione medica di chiunque. La prevenzione è un approccio fondamentale per la cura della propria salute, ma che oggi ancora non riceve l'attenzione che dovrebbe. La possibilità di indossare un dispositivo discreto e poco invadente, ma in grado di monitorare i parametri più importanti della condizione fisica, può consentire di scorgere in anticipo problemi che affrontati per tempo eliminano o riducono enormemente le probabilità di esiti sfavorevoli.

Un filone, ad esempio, su cui si sta investendo oggi e che negli USA in alcuni casi è già realtà, è quello della cosiddetta "connected health", ovvero la possibilità di condividere con il proprio medico curante o con personale di riferimento all'interno di ospedali o cliniche i parametri rilevati comodamente a casa tramite dispositivi gestiti dallo smartphone o dallo smartwatch. In questo modo si può, ad esempio, verificare immediatamente eventuali anomalie riscontrate senza recarsi, magari inutilmente, al pronto soccorso ed essere chiamati ad una visita di accertamento solamente nel caso in cui vi sia l'esigenza.

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6 Commenti
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giuliop18 Dicembre 2017, 19:42 #1
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
che ha potuto scoprire una delicata condizione cardiaca


Scusate, ma prima di pubblicare, vi chiedete se quello che avete scritto abbia senso? Cosa caspita sarebbe una "condizione cardiaca"?!?

Ovvio: una traduzione approssimativa di "heart condition", ovvero disturbo cardiaco.

Imparate ad usare il dizionario anziché tradurre alla bell'e meglio!
giovanni6918 Dicembre 2017, 23:47 #2
Sì vuole instillare la cultura che la diffusione a terzi dei propri dati di salute personale è cosa salutare. Non si va più a guardare se quella rilevazione finisce anche alla compagnia di assicurazione grazie alle postille presenti sull dispositivo o agli accordi presi presso gli ospedali che offrono il back-end per l'uso di quei dispositivi. Altro che 'cookie' sul PC. Ovviamente non ne hanno venduti abbastanza rispetto alle attese iniziali e così ogni tanto escono con queste storielle...
OttoVon19 Dicembre 2017, 01:18 #3
Originariamente inviato da: giovanni69
Sì vuole instillare la cultura che la diffusione a terzi dei propri dati di salute personale è cosa salutare. Non si va più a guardare se quella rilevazione finisce anche alla compagnia di assicurazione grazie alle postille presenti sull dispositivo o agli accordi presi presso gli ospedali che offrono il back-end per l'uso di quei dispositivi. Altro che 'cookie' sul PC. Ovviamente non ne hanno venduti abbastanza rispetto alle attese iniziali e così ogni tanto escono con queste storielle...


Basta leggersi l'eula senza sparare ipotesi. Si o no, senza: "se... forse... ma...".
Alla fine il problema che pone pare sia uno, i soldi.

Non può truffare l'eventuale assicurazione sulla vita, o sanitaria, affermando il falso.
Perché hanno il dato di quando ha avuto la paraculite a lavoro.
Encounter19 Dicembre 2017, 06:51 #4
Ma come si fa a pubblicare bufale del genere?
recoil19 Dicembre 2017, 08:51 #5
magari fosse preciso e aiutasse a salvare vite
io ce l'ho al polso ogni giorno e di tanto in tanto attivo il monitoraggio di un allenamento durante il quale il battito viene misurato costantemente
capita spesso che la lettura sia completamente sbagliata, non posso avere 70bpm mentre ho il fiatone, se misuro il polso si capisce che ho circa 2 battiti al secondo quindi dovrei avere un valore di circa 110-120, eppure Watch mi dice 70, poi magari va a 120 che è giusto, dopo un po' torna basso e così via

non dico di avere la precisione di un cardio frequenzimetro serio ci mancherebbe, ma se avesse un margine di errore di una piccola percentuale tipo 5-10% andrebbe benissimo perché ti potresti fare un'idea precisa
se Watch mi dice che ho un battito irregolare come faccio a fidarmi? è come non averlo...
non penso sia un problema del mio perché ho letto altre lamentele a riguardo, o è il tipo di cinturino che non da a Watch il contatto giusto con il braccio oppure devono rivedere il loro sistema di misurazione del battito perché così non serve
giovanni6919 Dicembre 2017, 09:35 #6
Originariamente inviato da: OttoVon
Basta leggersi l'eula senza sparare ipotesi. Si o no, senza: "se... forse... ma...".
Alla fine il problema che pone pare sia uno, i soldi.

Non può truffare l'eventuale assicurazione sulla vita, o sanitaria, affermando il falso.
Perché hanno il dato di quando ha avuto la paraculite a lavoro.


Mi spiego meglio: sono i continui dati personali sulla salute di una persone che possono essere catalogati nel bene o nel male per inferire in futuro le patologie più probabili. Non stai fregando nessuno te; sono loro che se e quando andrai a chiedere un'assicurazione avranno le basi di dati su cui valutare un premio il cui valore sarà calibrato su quei dati. Lo scopo è diminuire il più possibile l'alea di far pagare un premio meno di quello che dovrebbe essere. Una cosa è una visita, un ECG, ecc ; un'altra un continuo monitoraggio che fa aumentare la base dati. Mettili insieme agli stili di vita di cui si lascia via via traccia nei social e tutto serve a costruire il profilo del soggetto. Big Data come Grande Fratello.

Se nell'EULA c'è scritto 'i suoi dati saranno valutati secondo la legge sulla privacy' per te è una garanzia? Sappiano bene che quella legge serve a tutelare chi i dati li gestisce, non i cittadini.

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