Internet of Things e indossabili innescheranno un ciclo di innovazione per le memorie

Internet of Things e indossabili innescheranno un ciclo di innovazione per le memorie

L'avvento dei nuovi paradigmi implica una particolare attenzione al contenimento dei consumi, con le memorie particolarmente sotto pressione

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Wearables
 

Internet of Things e i dispositivi indossabili sono due fenomeni che stanno mettendo sotto pressione le tecnologie di memoria, necessitando di consumi inferiori anche a quelli dei normali dispositivi tablet e smartphone in circolazione attualmente. Non solo: i vari casi d'uso detteranno necessità specifiche e differenti tra loro anche in maniera piuttosto sensibile.

Hung Vuong, presidente del subcomitato JC-42.6 del JEDEC, dedicato alle memorie a basso cosnumo osserva come siano vari e numerosi i fattori da prendere in considerazione quando si affronta lo sviluppo di memorie: packaging, dimensioni, integrazione, interfaccia, basso consumo, densità, prestazioni e temperatura d'esercizio sono tutti elementi che possono avere priorità differenti a seconda della destinazione d'uso.

Andando oltre il mondo tablet e smartphone e spostandosi in direzione di quello degli indossabili e dei sensori per IoT, la densità e le prestazioni non rappresentano necessariamente un requisito principale. Questo genere di dispositivi di norma non hanno particolari esigenze in termini di elevati livelli di output o di conservazione di grandi quantià di dati. I principali requisiti per questo genere di applicazioni sono invece le dimensioni ridotte, i consumi contenuti, e la semplicità. L'approccio del JEDEC nell'affrontare nuovi casi d'uso per le memorie a basso consumo è di tipo demand-driven: con la maturazione dei casi d'uso sul mercato, il JEDEC si occuperà di stabilire un comitato o un gruppo tecnico per affrontare le necessità del settore.

Ramon Ramirez, analista IDC che segue da vicino l'emergente segmento dei dispositivi indossabili, osserva: "Ciò che il settore sta cercando di fare è di ridurre il tuo tablet, o smartphone o laptop a dimensioni che possano stare sugli occhi, sul polso o su qualunque altra parte del corpo". Ramirez sottolinea però che una delle sfide più importanti è trovare un modo per assicurare un'elevata autonomia per questo genere di dispositivi: "Nessuno vuole un dispositivo indossabile da togliere e caricare più volte al giorno".

La memoria utilizzata attualmente per i dispositivi smartphone e tablet è divenuta una commodity ed è ampiamente standardizzata, ma la varietà di casi d'uso possibili nel mondo wereable e IoT, dove i dispositivi saranno molto application-specific, rende abbastanza inverosimile, secondo Ramirez, uno scenario in cui un vendor di memoria sia in grado di rispondere alle esignenze di ogni dispositivo

Dello stesso avviso è Narabeh Derahcobian, presidente e CEO di Adesto Technologies, realtà che sta sviluppando memorie a basso consumo che possano rispondere alle nuove esigenze del mercato. "IoT non richiede necessariamente un'elevata densità o potenza computazionale". Sebbene alcune applicazioni possano avere anche questo tipo di esigenze, vi è una vasta gamma di applicazioni industriali che si basano sull'impiego di sensori di monitoraggio i quali non devono eseguire particolare codice o conservare significative quantità di informazioni. Questi dispositivi però devono rispettare requisiti di basso consumo e di elevata durata nel corso del tempo.

Secondo Alan Nievel, CEO di WebFeet Research, vi è un largo numero di realtà e di tipi di memoria che possono risolvere le esigenze di IoT e degli indossabili. I consumi, le prestazioni e le dimensioni devono tutti essere presi in considerazione, accanto a carichi di lavoro e capacità e IoT racchiude casi d'uso talmente variegati che non potrà esistere una proverbiale soluzione "one size fits all".

In tutto questo è inoltre opportuno osservare come si stiano affacciando sul mercato anche nuovi circuiti integrati di gestione energetica, che alleviano le necessità di dover estendere la vita delle batterie grazie alla possibilità di recuperare energia da varie fonti: in tal senso si sta muovendo anche Spansion che ha recentemente annunciato un dispositivo a doppio ingresso capace di raccogliere energia solare e cinetica.

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