Google Glass, prototipo di modello mai annunciato ad oltre 7 mila dollari su eBay

Google Glass, prototipo di modello mai annunciato ad oltre 7 mila dollari su eBay

I Google Glass Enterprise Edition non sono mai stati annunciati ufficialmente dalla società, ma un prototipo della specifica versione è attualmente in vendita su eBay. L'asta ha già raggiunto i 7 mila dollari

di Nino Grasso pubblicata il , alle 14:31 nel canale Wearables
Google
 

La notizia di un nuovo modello di Google Glass rivolto al settore Enterprise non è di certo nuova. Google non ha mai annunciato pubblicamente questo modello anche se si dice abbia lavorato con alcune startup Google for Work su alcune revisioni hardware degli occhiali smart. Secondo le indiscrezioni la società ha lavorato negli scorsi anni su un nuovo modello, la Enterprise Edition (EE), successore diretto del primo prototipo venduto al pubblico e noto come Explorer Edition (XE).

Google Glass Enterprise Edition (EE)

I Google Glass Enterprise Edition erano comparsi a fine 2015 nelle certificazioni FCC ed in seguito in un documento brevettuale della compagnia. La società sarebbe al lavoro da circa due anni su questo progetto anche se non lo ha mai confermato al pubblico. Se si esclude la certificazione FCC, il prodotto ha fatto la sua prima apparizione sulla rete solo nello scorso fine settimana all'interno di un'inserzione di vendita sul celebre portale di e-commerce e aste online eBay.

Il dispositivo dovrebbe avere grossi miglioramenti lato hardware rispetto al primo modello. Dentro l'asticella dovrebbe esserci un processore Intel Atom che dovrebbe garantire migliori performance, un'efficienza energetica superiore e una gestione del calore prodotto più efficace, oltre al supporto alle bande 5GHz per il Wi-Fi. Il dispositivo dovrebbe essere più robusto e adatto per essere utilizzato in un ambiente professionale anche grazie all'introduzione di uno chassis resistente ad intrusioni di liquidi e polvere.

Sul piano estetico non ci sono grandissimi stravolgimenti, come del resto vediamo anche sulle foto pubblicate nell'inserzione. Fra le novità troviamo un LED che si illumina quando la fotocamera è attiva, una nuova porta per la ricarica, e un prisma più voluminoso per il "display". I nuovi Glass dovrebbero supportare anche un battery pack esterno ad aggancio magnetico per aumentare l'autonomia operativa del dispositivo e renderlo finalmente compatibile per un uso prolungato.

Sebbene l'inserzione rappresenti una nuova conferma dell'esistenza del dispositivo, il futuro dei Google Glass è ancora oggi incerto. Google aveva lanciato l'ambizioso progetto credendoci molto, tuttavia una volta distribuite le prime Explorer Edition gli utenti hanno riportato i pro e i contro della soluzione: utilissimi in certi ambiti professionali, il successo dei Google Glass era minato da un'autonomia operativa ben al di sotto delle aspettative e una versatilità troppo limitata.

Google Glass Enterprise Edition (EE)

Non molti sviluppatori hanno creduto nel progetto, con i Google Glass che non avevano poi molte destinazioni d'uso per l'utente finale. Il progetto è stato così affidato a Tony Fadell, creatore di iPod e fondatore di Nest, a cui è stato dato il compito di creare una versione del tutto nuova degli occhiali smart. C'è naturalmente molta curiosità attorno al prototipo apparso su eBay (avvistat0 in primo luogo da un utente Google+): al momento in cui scriviamo l'asta ha raggiunto quota 7.200 dollari, e mancano ancora 2 giorni alla scadenza dell'inserzione.

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10 Commenti
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marchigiano21 Marzo 2016, 14:54 #1
non ci avevo mai pensato prima ma una antenna wifi o bt sempre connessa a 5mm dal cranio non è che mi faccia stare proprio tranquillo... un conto è sul polso ma sul cranio...
demon7721 Marzo 2016, 15:43 #2
Originariamente inviato da: marchigiano
non ci avevo mai pensato prima ma una antenna wifi o bt sempre connessa a 5mm dal cranio non è che mi faccia stare proprio tranquillo... un conto è sul polso ma sul cranio...


Niente panico. Queste cose sono un tantino demonizzate.
Anche volendo, le missioni a livello di onde elettromagnetiche di microricevitori BT o Wi-fi portatili sono drammaticamente basse oltre ad operare in un range di lunghezza d'onda lontanissimo dalle pericolose radiazioni ionizzanti.

Quindi anche avendo il ricevitore sulla testa di fatto è innocuo. O per lo meno causa lo stesso danno che cusano le onde radio che invadono l'atmosfera terrestre da sempre e in cui siamo immersi da quando siamo nati.
Energia.S21 Marzo 2016, 16:11 #3
Originariamente inviato da: marchigiano
non ci avevo mai pensato prima ma una antenna wifi o bt sempre connessa a 5mm dal cranio non è che mi faccia stare proprio tranquillo... un conto è sul polso ma sul cranio...


Originariamente inviato da: demon77
Niente panico. Queste cose sono un tantino demonizzate.
Anche volendo, le missioni a livello di onde elettromagnetiche di microricevitori BT o Wi-fi portatili sono drammaticamente basse oltre ad operare in un range di lunghezza d'onda lontanissimo dalle pericolose radiazioni ionizzanti.

Quindi anche avendo il ricevitore sulla testa di fatto è innocuo. O per lo meno causa lo stesso danno che cusano le onde radio che invadono l'atmosfera terrestre da sempre e in cui siamo immersi da quando siamo nati.


[COLOR="DarkRed"]LE ONDE DEL BLUETOOTH E GLI STUDI RECENTI IN FATTO DI SALUTE

Fiorenzo Marinelli, ricercatore dell’IGM-CNR di Bologna, spiega, parlando non solo del bluetooth ma anche del wi-fi e di tutte le connessioni wireless: “gli effetti delle radiofrequenze sugli organismi sono abbastanza ben documentati: si tratta di mutazioni del metabolismo e soprattutto alterazioni della sopravvivenza cellulare e della regolazione di replicazione genica”.

Marinelli conduce studi basati su esperimenti condotti con cellule in coltura che sono esposte alle frequenze di lavoro dell’ UMTS (2200MHz), del Bluetooth (2450MHz) e del Wi-Fi (2.437).

Il nuovo studio – i cui contenuti sono stati illustrati in parlamento, nel corso di un incontro sulle ‘Nuove malattie ambientali’ organizzato dall’ associazione Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (AMICA onlus).

Prosegue Marinelli, chiarendo che “Irradiando le cellule in coltura con le frequenze del wi-fi che impieghiamo negli uffici, otteniamo alterazioni pericolosissime della regolazione genica: abbiamo già molti risultati accertati in tal senso, che sono in via di ripetizione per conferma”.

La cosa più preoccupante è, continua Marinelli, che “i problemi citati vengono indotti anche se il campo NON è abbastanza potente. Ma oltre un anno di esperimenti ci indica che la potenza non è il solo fattore determinante: la sregolazione dei geni non è data tanto dalla potenza, quanto dall’ informazione portata dalla pulsazione del segnale. Quindi anche bassissime potenze possono avere effetti drammatici sulle cellule”.[/COLOR]


Studio del IMG-CNR di bologna di pochissimi anni fa...


Video di una conferenza sul tema: https://www.youtube.com/watch?v=ExIM23o4un8
demon7721 Marzo 2016, 17:48 #4
Originariamente inviato da: Energia.S
Studio del IMG-CNR di bologna di pochissimi anni fa...


Video di una conferenza sul tema: https://www.youtube.com/watch?v=ExIM23o4un8


Apperò..
però allora non mi quadra qualcosa.. siamo immersi in onde radio di ogni genere da almeno 120 anni.. (di origine antropica e che trasportano informazioni)
LMCH21 Marzo 2016, 23:34 #5
Originariamente inviato da: demon77
Apperò..
però allora non mi quadra qualcosa.. siamo immersi in onde radio di ogni genere da almeno 120 anni.. (di origine antropica e che trasportano informazioni)


Ma non a quelle frequenze specifiche e con emettitori così vicini (anche se a bassissima potenza, sono molto vicini rispetto ad altri emettitori).
Ma d'altrs parte i test sono stati fatti su cellule in coltura che non hanno le protezioni di un organismo completo con epidermide spessa come quella umana ecc.
demon7722 Marzo 2016, 09:55 #6
Originariamente inviato da: LMCH
Ma non a quelle frequenze specifiche e con emettitori così vicini (anche se a bassissima potenza, sono molto vicini rispetto ad altri emettitori).
Ma d'altrs parte i test sono stati fatti su cellule in coltura che non hanno le protezioni di un organismo completo con epidermide spessa come quella umana ecc.


Anche questo è vero.
Il vero problema di queste cose è che davvero non si riesce a dare un peso obiettivo al rischio effettivo per la salute.. (per eccesso o difetto sia chiaro)
An.tani22 Marzo 2016, 11:27 #7
Originariamente inviato da: marchigiano
non ci avevo mai pensato prima ma una antenna wifi o bt sempre connessa a 5mm dal cranio non è che mi faccia stare proprio tranquillo... un conto è sul polso ma sul cranio...


Gli auricolari BT dove li tieni ?
achab_6622 Marzo 2016, 11:34 #8

La vendita è stata annullata.-

Si segnala che la vendita di questo item è stata annullata, tutte le offerte sono state cancellate e non è più disponibile. Sarebbe utile che la testata chieda ad eBay cosa sia successo. Probabile bufala.
An.tani22 Marzo 2016, 11:45 #9
Originariamente inviato da: Energia.S
Studio del IMG-CNR di bologna di pochissimi anni fa...


Video di una conferenza sul tema: https://www.youtube.com/watch?v=ExIM23o4un8


certo che mescolare RADAR (anche 1000KW o 10^6W di potenza) e BT (2,5mW o 2,5*10^-3W) non fa onore a quella conferenza
Energia.S22 Marzo 2016, 14:08 #10
Originariamente inviato da: An.tani
certo che mescolare RADAR (anche 1000KW o 10^6W di potenza) e BT (2,5mW o 2,5*10^-3W) non fa onore a quella conferenza


e perchè mai, quando si dice che non è solo la potenza che conta per il danneggiamento delle cellule... Tutto fa parte del problema sia grandi emettitori che piccoli emettitori domestici...

"La cosa più preoccupante è, continua Marinelli, che “i problemi citati vengono indotti anche se il campo NON è abbastanza potente. Ma oltre un anno di esperimenti ci indica che la potenza non è il solo fattore determinante: la sregolazione dei geni non è data tanto dalla potenza, quanto dall’ informazione portata dalla pulsazione del segnale. Quindi anche bassissime potenze possono avere effetti drammatici sulle cellule”

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