Xiaomi pronta al grande ribaltone: la decisione inaspettata dopo mesi difficili

Xiaomi pronta al grande ribaltone: la decisione inaspettata dopo mesi difficili

Xiaomi potrebbe aver aumentato i target per le spedizioni di smartphone nel corso del 2026, passando da 90 a 110 milioni. Questa scelta sarebbe legata a una stabilizzazione della crisi delle memorie

di pubblicata il , alle 09:21 nel canale Telefonia
Xiaomi
 

Xiaomi ha registrato un primo trimestre del 2026 molto negativo, almeno per quanto riguarda la sua attività nel mercato smartphone. Per l'azienda cinese, infatti, le spedizioni sono calate del 19,2% e la colpa principale è da ricercare nella crisi delle memorie che sta danneggiando, in modo particolare, la fascia bassa del mercato. Le cose, però, potrebbero cambiare a breve.

Xiaomi alza le stime

Un nuovo report riporta un cambio di approccio di Xiaomi alla crisi delle memorie. L'azienda avrebbe incrementato il target di spedizioni di smartphone per il 2026, passando da 90 milioni di unità a 110 milioni di unità. La crescita dovrebbe essere legata, principalmente, ai modelli entry-level.

Secondo le prime informazioni trapelate online, Xiaomi crede in una stabilizzazione della crisi delle memorie, con la possibilità di accedere a condizioni più vantaggiose per la fornitura di componenti. Questo scenario, quindi, permetterebbe a Xiaomi di registrare un secondo semestre del 2026 decisamente migliore rispetto al primo.

La situazione andrà monitorata con attenzione nel corso delle prossime settimane. Il settore delle memorie sta vivendo una fase delicata e anche i produttori hanno confermato che oggi le memorie costano troppo.

L'aumento del costo dei componenti rappresenta una minaccia seria per il segmento degli smartphone di fascia bassa, terreno di conquista per Xiaomi che, da anni, è un riferimento del mercato per chi è alla ricerca di modelli economici. Con i costi elevati di RAM e memorie di storage, i produttori si trovano costretti a proporre smartphone con una dotazione di memoria contenuta oppure sono obbligati ad aumentare i prezzi.

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