Xiaomi, Apple e Samsung non violano le leggi taiwanesi sulla privacy

Xiaomi, Apple e Samsung non violano le leggi taiwanesi sulla privacy

Conclusa un'inchiesta che ha coinvolto 12 produttori di smartphone, tra cui il neo-colosso cinese, oltre ad Apple e Samsung. Nessuno ha violato nessuna legge ma la NCC Taiwanese richiederà comunque maggiori garanzie a tutela del consumatore

di pubblicata il , alle 15:41 nel canale Telefonia
SamsungAppleXiaomi
 

La National Communications Commission di Taiwan ha annunciato nei giorni scorsi la conclusione di un'inchiesta sui metodi con cui determinati smartphone trasmettono dati personali, individuando che nessuna delle 12 compagnie toccate dalle indagini ha violato le leggi locali sulla privacy.

L'indagine ha preso il via lo scorso mese di settembre come ispezione delle pratiche della compagnia cinese Xiaomi dopo i sospetti secondo cui i prodotti della compagnia inviassero automaticamente informazioni dell'utente verso i server situati in Cina. Altri 11 produttori di smartphone, inclusi produttori esteri (rispetto a Taiwan) come Apple e Samsung sono poi stati aggiunti all'indagine all'inizio del mese di dicembre.

Xiaomi ha occupato le prime pagine dei giornali nel corso dell'estate, dopo che lo smartphone Redmi Note della compagnia è stato scoperto ad inviare informazioni private, come messaggi e foto, verso i server cinesi senza l'esplicita autorizzazione dell'utente. Le accuse sono state limitate inizialmente solo a Xiaomi, e in seguito estese ad altri prodotti e servizi sospettati di essere in violazione del Personal Information Protection Act, una legge taiwanese.

Il vicepresidente della NCC ha dichiarato lo scorso mese: "Il punto chiave è che le compagnie devono comunicare al consumatore se stanno raccogliendo i suoi dati personali o li stanno trasferendo altrove. La nostra legge è piuttosto rigida". Oltre a Xiaomi, Apple e Samsung, l'inchiesta ha toccato anche prodotti di LG, Sony, Huawei, ZTE, HTC, Asustek, Far EasTone, Taiwan Mobile e InFocus.

Sebbene le indagini non abbiano individuato alcuna violazione, il responsabile dell'NCC, James Lou, ha affermato che l'agenzia sta comunque pensando di richiedere ai produttori di smarthpone maggiori garanzie a tutela dei consumatori.

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1 Commenti
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ComputArte07 Gennaio 2015, 11:20 #1

Paese che vai usanza che trovi!

Anche se i taiwanesi hanno una legge che protegge ( o dovrebbe proteggere ) la privacy dell'utente, la conclusione è che nonostante i terminali copiano e mandano in cloud , su uno spazio NON proprietario dell'utente, questo non viola la legge..... In Europa, questo non sarebbe possibile....in linea teorica....ma non staimo in una situazione diversa!

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