WhatsApp testa un cloud tutto suo per i backup su iPhone

WhatsApp testa un cloud tutto suo per i backup su iPhone

WhatsApp ha iniziato a testare su iPhone un sistema di backup cloud proprietario, alternativo a iCloud: 2GB gratuiti, poi piani a pagamento fino a 1TB, con crittografia end-to-end sempre attiva e nessuna possibilità di disattivarla

di pubblicata il , alle 14:21 nel canale Telefonia
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WhatsApp ha portato in beta su iPhone il suo sistema di backup su cloud proprietario, finora testato soltanto su Android. La novità è stata individuata nella versione 26.28.10.16, distribuita tramite TestFlight, e introduce per la prima volta un'alternativa reale a iCloud per la conservazione delle chat.

Al momento gli utenti Android affidano i backup a Google Drive, mentre su iPhone la destinazione predefinita resta iCloud. Con l'arrivo della nuova funzione, entrambe le piattaforme potranno scegliere tra il servizio nativo del produttore e lo spazio cloud gestito direttamente da WhatsApp, selezionabile dalle impostazioni di backup della chat.

Il colosso di Menlo Park metterà a disposizione 2GB di storage gratuito sui propri server. Per chi ha archivi più corposi è previsto un piano da 50GB a circa 0,99 dollari al mese, cifra allineata al livello base di iCloud+, oltre a un'opzione da 1TB ancora in fase di definizione su tariffe e condizioni.

Crittografia end-to-end sempre attiva, la differenza con iCloud

La sicurezza è l'elemento che distingue davvero la proposta di WhatsApp da iCloud. I backup ospitati sui server dell'azienda saranno protetti da crittografia end-to-end attiva di default, senza possibilità di disattivarla: un livello di protezione superiore a quello attuale di iCloud, dove va abilitata manualmente tramite la funzione Advanced Data Protection.

Per proteggere l'accesso ai dati, WhatsApp punterà sulla passkey come metodo consigliato, con password o una chiave di cifratura a 64 cifre come alternative. Restano invece invariate le regole su Google Drive e iCloud, dove la crittografia dei backup è tuttora opzionale e a discrezione dell'utente.

La funzione, per ora, non è attiva nemmeno per i beta tester e WhatsApp non ha comunicato una finestra di lancio. Lo sviluppo era partito in parallelo su Android già ad aprile 2026: è plausibile che l'azienda punti a un rilascio simultaneo sulle due piattaforme, ma tempi e tariffe definitive restano ancora da confermare.

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