WhatsApp e la condivisione dei dati con Facebook: la società fa chiarezza

WhatsApp e la condivisione dei dati con Facebook: la società fa chiarezza

Ha scatenato un polverone l'avviso apparso su WhatsApp che obbliga gli utenti ad accettare il data sharing con Facebook. L'azienda è tornata sull'argomento rassicurando gli utenti sull'assoluta sicurezza del client di messaggistica

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Telefonia
WhatsAppFacebook
 

Dopo aver modificato i termini e le politiche sulla privacy, consentendo la condivisione dei dati con Facebook, WhatsApp sta ora rassicurando gli utenti facendo chiarezza su quello che fattivamente dobbiamo attenderci dalla novità. La scorsa settimana WhatsApp ha iniziato a informare gli utenti degli aggiornamenti ai termini di servizio e alla politica sulla privacy dell'app, novità che comunque non dovrebbero coinvolgere gli utenti italiani. Ne avevamo parlato qui.

Gli accordi aggiornati, a cui gli utenti devono acconsentire per continuare a utilizzare WhatsApp, danno esplicitamente alla società madre Facebook l'accesso a una grande quantità di dati degli utenti. Sebbene WhatsApp condivida da anni alcuni dati degli utenti con Facebook, c'è una novità abbastanza profonda: l'aggiornamento infatti obbliga tutti gli utenti ad accettare il data sharing con Facebook, inclusi quelli che in passato avevano scelto di rinunciare alla condivisione dei dati.

Lo scopo è, al solito, il miglioramento dell'esperienza d'uso sul social network di Zuckerberg, integrando in maniera più capillare il servizio di messaggistica sulla piattaforma social e, infine, fornire un'esperienza più coerente agli utenti dei due servizi. Una delle destinazioni d'uso dei dati di WhatsApp potrebbe essere la proposta di annunci mirati su Facebook, con quest'ultima che porterebbe un consistente beneficio economico dall'acquisizione del client di messaggi.

WhatsApp e il data sharing con Facebook: l'azienda fa chiarezza

L'avviso apparso su WhatsApp è stato però riportato dai media in tutto il mondo e non è stato accolto proprio positivamente, a tal punto che dalla divulgazione della novità c'è stata una vera diaspora a vantaggio dei concorrenti, primi fra tutti Signal e Telegram, che hanno registrato dati di crescita importantissimi negli scorsi giorni. Proprio per questo, forse, WhatsApp ha deciso di chiarire la situazione attraverso post sulle piattaforme social e sul sito ufficiale.

L'azienda tiene a precisare che "l'aggiornamento delle politiche sulla privacy non influisce sulla privacy dei messaggi con amici e familiari", aggiungendo alcune note anche sulle FAQ su come affrontare i problemi di privacy relativi alla condivisione di dati con Facebook. Qui si legge che né WhatsApp, né Facebook, hanno accesso ai messaggi privati degli utenti, e anche tutte le conversazioni audio e video rimangono totalmente private. I registri degli utenti relativi a messaggi o chiamate rimangono anch'essi privati, e non vengono salvati in remoto. Lo stesso accade con posizioni condivise, informazioni di contatto e partecipazione ai gruppi, dati che rimangono tutti assolutamente privati e posseduti solo ed esclusivamente dai diretti interessati.

WhatsApp afferma inoltre che la maggior parte dei dati condivisi con Facebook deriva dalla comunicazione con le aziende che utilizzano servizi di hosting Facebook o dopo aver utilizzato servizi di commercio proprietari come gli Shop. In entrambi i casi WhatsApp potrebbe condividere con Facebook i dati d'uso dell'app, e usarli per mostrare annunci mirati agli utenti. Nella nuova comunicazione apparsa sui social, però, è chiaro che WhatsApp si è concentrata su quanto non condivide con la società madre, e non su quanto in realtà condivide.

Nelle nuove FAQ, ad esempio, non viene evidenziato che - come si legge nell'informativa sulla privacy aggiornata - WhatsApp condivide con Facebook alcune informazioni sul dispositivo e le interazioni dell'utente, come ad esempio l'indirizzo IP e "altre informazioni" non meglio specificate da nessuna parte. Sono comunque novità che non dovrebbero riguardare direttamente gli utenti italiani. Possiamo dormire ancora sonni tranquilli, quindi, almeno per il momento.

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22 Commenti
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domthewizard13 Gennaio 2021, 11:05 #1
"In entrambi i casi WhatsApp potrebbe condividere con Facebook i dati d'uso dell'app, e usarli per mostrare annunci mirati agli utenti"

e questo si sapeva altrimenti il disclaimer non avrebbe avuto necessità di esistere. ora però resta da chiarire se l'algoritmo "legge" le conversazioni whatsapp per proporre pubblicità in facebook o se questa pubblicità sarà direttamente in whatsapp


che poi suppongo facebook = tutto l'universo che ci gira intorno, quindi anche instagram
Zurlo13 Gennaio 2021, 11:20 #2
Mia nonna diceva che quando il diavolo quando ti alliscia vuole l'anima.

Un fracasso di gente si sta spostando su Telegram o Signal; forse la prossima mossa di Facebook sara' un po' piu' attenta a spiegare cosa accade PRIMA di farti accettare qualcosa per forza

Whatsapp restera' l'app di riferimento per l'instant messaging "a perdere", con una crepa da una parte.
belta13 Gennaio 2021, 11:25 #3
Uso Signal (per chat/sms) e Telegram (come "social" da quasi due anni, non ho epurato Whatsapp al tempo solo perché lavoro con personaggi che ha difficoltà a inviare una c.... di email, altrimenti sarebbe già sparito come failbook e instavac, chissà che sia la volta buona.
io78bis13 Gennaio 2021, 11:28 #4
Lasciando perdere l'odio per FB e Whatsapp, non credo che Telegram o Signal non utilizzino i dati dei propri utenti per scopi di lucro.

Nessuno fa le cose a gratis e in qualche modo i soldi per pagare l'infrastruttura tecnologica li devono raccogliere.
Marko_00113 Gennaio 2021, 11:41 #5
dati per telegram
Da mercoledì scorso a domenica è stato installato
545mila volte, il triplo rispetto allo stesso periodo
della settimana precedente.
per Signal, domenica è stato installato da 810mila persone in tutto il mondo,
quasi 18 volte di più rispetto al numero di download del 6 gennaio.
per gli adoratori di Musk, esso ha twittato "use signal"
https://twitter.com/elonmusk/status/1347165127036977153
TW condiviso dall'hipster Jack Dorsey.
ma è una piccola controversia tra aziende/idee concorrenti, nulla di che.
-
se l'ecosistema di M.Z. legge i vostri testi, vede i vostri like/dislike
e vede ciò che allegate, oltre a darvi messaggi mirati,
si premura di farsi gli affari vostri e,
non che santo che scenda in terra che lo impedisca,
lo farà per i suoi profitti e per gli altri scopi dei suoi associati,
non tutti di natura commerciale.
domthewizard13 Gennaio 2021, 11:46 #6
Originariamente inviato da: belta
Uso Signal (per chat/sms) e Telegram (come "social" da quasi due anni, non ho epurato Whatsapp al tempo solo perché lavoro con personaggi che ha difficoltà a inviare una c.... di email, altrimenti sarebbe già sparito come failbook e instavac, chissà che sia la volta buona.


il problema è che whatsapp è ormai radicato nei niubbi e nelle persone anziane, che non sanno neanche cosa siano telegram e signal. fino a quando non faranno una campagna pubblicitaria massiccia, tipo con gli influencer, whatsapp la farà da padrone sia perchè questi ultimi sono legati ad instagram (quindi whatsapp e facebook), sia perchè l'utente medio ha, appunto, account anche su facebook ed instagram quindi alla fine cambierebbe ben poco
StIwY13 Gennaio 2021, 11:58 #7
L'unica cosa chiara è che bisogna mandare al diavolo zucckeroberg e il suo impero del nulla. Instachil, uotzapp buonciorno kaffè e merdbook.
lollo913 Gennaio 2021, 12:00 #8
si è fatto molto più baccano del dovuto, almeno in EU

WA opera in EU con whatsapp ireland. lo stesso accade per facebook, instagram e compagnia cantante, hanno tutti la filiale europea da qualche parte, i server fisicamente in EU, e la ridondanza dei dati accade solo a livello di regione. internamente FB li condivide a livello globale, come sempre stato e sempre ammesso.

ma il tutto accade dietro GDPR in EU il data controller è europeo, con tutto quello che ne consegue in materia di data collection, data retention, opposizioni degli utenti e via dicendo.

se, ed è tutto da dimostrare, facebook o chi per loro, non dovesse seguire pedissequamente quanto imposto da GDPR rischierebbe davvero grosso a questo giro, specie dopo gli scandali degli ultimi anni in cui sono stati coinvolti più o meno direttamente.

l'unico punto un po' fumoso è nelle clausole contrattuali standard della commissione EU che consentono di andare in deroga a certi aspetti del GDPR, cosa che whatsapp fa già come ogni big IT, ed intende continuare a fare (si veda Our Global Operations qui).
sarebbe davvero il caso che l'EU le rivedesse in termini di compliance rispetto al GDPR (non che non lo siano, ma non c'è un matching 1:1 per ogni aspetto nei confronti del GDPR, andrebbe desunto dal legalese stretto. WA e gli altri big giocano la partita qui)
belta13 Gennaio 2021, 13:10 #9
Originariamente inviato da: domthewizard
il problema è che whatsapp è ormai radicato nei niubbi e nelle persone anziane, che non sanno neanche cosa siano telegram e signal. fino a quando non faranno una campagna pubblicitaria massiccia, tipo con gli influencer, whatsapp la farà da padrone sia perchè questi ultimi sono legati ad instagram (quindi whatsapp e facebook), sia perchè l'utente medio ha, appunto, account anche su facebook ed instagram quindi alla fine cambierebbe ben poco


Facciano quello che gli pare, io non sono ne un "influencer" (che ai miei tempi chiamavamo "PR" ne tanto meno uno che va dietro a questi personaggi.
Io Facebook e Instagram li ho usati e non li voglio più vedere, ho bazzicato un po di più su Twitter ma mi sono reso conto che mi portava via davvero troppo tempo e l'ho eliminato, francamente sto molto meglio così, mi spiace solo per la piega che ha preso Youtube dove anche li c'è una censura stretta e una pubblicità ogni 40 secondi ... infatti quei pochi canali che seguo li guardo dal Pc, la app la uso solo per gestire la lista "guarda più tardi".
Ma lo so è tutto gratis per cui non posso pretendere nulla come mi è già stato fatto notare, non fosse che con i dati degli utenti fanno vagonate di miliardi.
Per me possono bellamente esplodere tutti domani mattina, si stava davvero meglio al mondo quando questi erano solo un'idea di qualche universitario sociopatico.
belta13 Gennaio 2021, 13:11 #10
Originariamente inviato da: StIwY
L'unica cosa chiara è che bisogna mandare al diavolo zucckeroberg e il suo impero del nulla. Instachil, uotzapp buonciorno kaffè e merdbook.


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