WhatsApp, divieto di condivisione dei dati degli utenti con Facebook dalla CNIL

WhatsApp, divieto di condivisione dei dati degli utenti con Facebook dalla CNIL

Un'organizzazione a tutela della privacy dei consumatori francesi vuole imporre il blocco della condivisione dei dati degli utenti fra le due compagnie di Zuckerberg

di Nino Grasso pubblicata il , alle 19:01 nel canale Telefonia
WhatsAppFacebook
 

La Commission Nationale de l'Informatique et des Libertés ha ordinato a WhatsApp di interrompere la condivisione dei dati degli utenti con la compagnia "madre" Facebook. Secondo quanto si legge sul sito ufficiale che ha divulgato la novità il team alla base dell'app ha un mese di tempo per conformarsi all'ordine ricevuto dalla Commissione. La richiesta nasce in seguito all'aggiornamento dei termini di servizio avvenuto l'anno scorso, di cui abbiamo parlato qui.

L'obiettivo della condivisione dei dati è offrire pubblicità mirata agli utenti, misure di sicurezza individuali e di raccogliere dati con finalità di "business intelligence", il tutto al fine di migliorare l'esperienza d'uso per i fruitori. In base alle indagini compiute dalla Commissione, tuttavia, quest'ultima ha stabilito che sebbene le intenzioni sulle misure di sicurezza fossero condivisibili, non lo sono altrettanto quelle relative alla business intelligence per svariati motivi.

Gli utenti del servizio non sanno infatti che WhatsApp raccoglie dati per questo scopo (ovvero per analizzare informazioni che possono essere utili per modifiche nella strategia aziendale), e non hanno alcun modo per disabilitare questo tipo di condivisione se non disinstallando l'applicazione. E questo, secondo il CNIL, è in "violazione delle libertà fondamentali degli utenti". Non è la prima volta che un ente europeo bacchetta Facebook sulla condivisione dei dati.

Lo scorso anno era stata la Germania ad imporre il blocco della raccolta dei dati dagli utenti del servizio di messaggistica, mentre in seguito anche il Regno Unito aveva imposto un blocco dlelo stesso tipo. A maggio Facebook ha poi pagato una multa di circa 110 milioni di euro per aver offerto informazioni "fuorvianti" in merito all'acquisizione di WhatsApp, quando la compagnia affermava che non aveva la possibilità di collegare i profili degli utenti usando le informazioni a disposizione.

L'ultima bacchettata è ancora più recente e risale a settembre, quando la UE ha chiesto a Facebook e ad altre piattaforme di fare qualcosa per i post d'odio scritti dagli utenti, altrimenti sarebbe arrivata una nuova risposta legale.

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9 Commenti
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songohan19 Dicembre 2017, 19:49 #1
Capisco il non poter accettare, per principio, che i propri dati siano usati per business intelligence ma:

1. è proprio grazie a questo modello di business che oggi possiamo 1) inviare messaggi 2) chiamare / videochiamare GRATUITAMENTE chiunque
2. usufruire di servizi email gratuiti che offrono svariati GB di spazio
3. avere gratuitamente servizi come Google Maps
4.e via dicendo

Quindi, premesso che i dati personali sono cosa sacra e la gente fa bene a difenderli

1. grazie a questo modello di business avete un sacco di servizi gratuti, di che cavolo vi lamentate?
2. nessuno vi obbliga ad installare Facebook, se non vi sta bene cosa fa TOGLIETELO
3. lo stesso dicasi per ogni servizio gratuito che raccoglie i vostri dati; se non vi sta bene cosa fa, non usatelo

Baci e abbracci
MaxFabio9320 Dicembre 2017, 00:29 #2
Originariamente inviato da: songohan
Capisco il non poter accettare, per principio, che i propri dati siano usati per business intelligence ma:

1. è proprio grazie a questo modello di business che oggi possiamo 1) inviare messaggi 2) chiamare / videochiamare GRATUITAMENTE chiunque
2. usufruire di servizi email gratuiti che offrono svariati GB di spazio
3. avere gratuitamente servizi come Google Maps
4.e via dicendo

Quindi, premesso che i dati personali sono cosa sacra e la gente fa bene a difenderli

1. grazie a questo modello di business avete un sacco di servizi gratuti, di che cavolo vi lamentate?
2. nessuno vi obbliga ad installare Facebook, se non vi sta bene cosa fa TOGLIETELO
3. lo stesso dicasi per ogni servizio gratuito che raccoglie i vostri dati; se non vi sta bene cosa fa, non usatelo

Baci e abbracci


Concordo...e aggiungo che: a me nessuno ha mai rubato dati sensibili o pubblicato informazioni private su Internet, ne capiterà per colpa di questi servizi come anche WhatsApp, per quanto me ne frega possono anche guardarmi le chat con gli amici, parenti e via discorrendo...

Torniamo al solito discorso delle intercettazioni, mi può spiare chiunque, anche l'intelligence americana se vuole può ascoltare le mie conversazioni tanto non ho nulla da nascondere, al massimo si fanno quattro risate
le_mie_parole20 Dicembre 2017, 00:35 #3
una cosa è un scelta, un'altra una frode che passa per la non comunicazione di informazioni come queste
tutto il resto è una chiacchiera, l'utente di sopra che si immola al business poi mi fa abbastanza tenerezza, lui ha tutto gratis, mentre questi fanno miliardi di miliardi senza pagare un casso ^_^ complimenti
gd350turbo20 Dicembre 2017, 08:53 #4
Ci sono violazioni della privacy e diffusione dei dati, molto peggiori...

Ad esempio:
Ho mandato un pò di reclami a tim, in cui ovviamente ho scritto il mio recapito telefonico, casualmente, dopo un pò di tempo hanno iniziato ad arrivare telefonate da parte di call center...
songohan20 Dicembre 2017, 10:21 #5
Originariamente inviato da: le_mie_parole
una cosa è un scelta, un'altra una frode che passa per la non comunicazione di informazioni come queste
tutto il resto è una chiacchiera, l'utente di sopra che si immola al business poi mi fa abbastanza tenerezza, lui ha tutto gratis, mentre questi fanno miliardi di miliardi senza pagare un casso ^_^ complimenti


Io non mi immolo al business. Sto su internet dal tempo del 28.8 e delle BBS. Ricordo ancora Hotmail con 2MB di spazio. Quando venne introdotta Gmail che offriva 1 GB sembrava fantascienza. Non mi sta bene che Google legga le mie email? Bene, smetto di usare Gmail e passo ad un servizio a pagamento.

Il discorso del Business Intelligence diventa grave se a farlo sono società che offrono servizi a pagamento. In quel caso, non c'è scusa che tenga.

In ogni altra situazione mi fate tenerezza voi, che urlate al mondo persino di che colore è la vostra merda e poi vi lamentate se Google ne registra la consistenza
Mizar7420 Dicembre 2017, 10:29 #6

Vale sempre il vecchio adagio...

Se il servizio è gratis il prodotto sei tu.
sterock7720 Dicembre 2017, 11:46 #7
I discorsi sui servizi gratuiti ci stà pienamente , l' importante è non eccedere , un po' come in tutte le cose del resto.
Ci sta anche pubblicità mirata, ecc ma il problema più grosso è un altro più subdolo e pericoloso , difficile da interpretare e concretizzare ma non èer questo remoto, anzi.
In due parole, quando hai profilato abbondantemente tutte le idee , visioni ecc di una comunità farla credere ed agire in un certo modo è già fatto.
Anche eticamente penso che una comunità abbia il diritto e la dignità di essere tale senza essere campionata come scimmie al servizio di macchine da soldi.
Ma è un concetto un po' poco sentito di questi tempi , anzi quasi astratto.
danieleg.dg20 Dicembre 2017, 13:50 #8
Originariamente inviato da: songohan
Il discorso del Business Intelligence diventa grave se a farlo sono società che offrono servizi a pagamento. In quel caso, non c'è scusa che tenga.

In ogni altra situazione mi fate tenerezza voi, che urlate al mondo persino di che colore è la vostra merda e poi vi lamentate se Google ne registra la consistenza


Il problema non è che un'azienda raccolga dati personali (e comunque legalmente interessa solo il consenso dell'utente, che sia gratuito o meno è ininfluente), ma il fatto che due aziende separate hanno condiviso tra di loro i dati personali degli utenti senza il loro consenso.
ComputArte27 Dicembre 2017, 17:44 #9

....QUANTA APPROSSIMAZIONE....

Per chi ancora crede che i servizi siano gratis non ha capito cosa STA accadendo...
I dati sono il nuovo petrolio e noi TUTTI, utenti , ne produciamo a sufficienza da consentire a TERZI la profilazione INCROCIATA che va ben oltre la pubblicità mirata...implica filtri discriminanti che calpestano tutti i diritti a partire proprio dal principio di NON discriminazione per cittadini ed imprese che è un pilastro della Costituzione Europea...ma vabbè continuiamo a ragionare a stelle e strisce....
Per chi ingenuamente o furbescamente continua a favoleggiare di servizi SOLO gratuiti probabilmente o non conosce, o fa finta di non conoscere gli algoritmi di "dynamic pricing"....che guarda caso funzionano sulla profilazione INCROCIATA dell'utente....cerchi servizi e prodotti , sperando di trovarli ai prezzi migliori, mentre NON realizzi che SOLO TU li stai vedendo ai quei prezzi ....( chiaramente più alti delle vere offerte....)
...tanto per citare un esempio....poi se volessimo essere un pochino più "stringenti" parliamo anche di parametri biometrici e dello stato di salute ...che a breve diventerà un elemento discriminante pericolossissimo....ma tanto per chi ce fa o ce è....non c'è niente da nascondere....
...e poi , constastato che i dati HANNO UN VALORE, meglio provare a VENDERLI direttamente e magari permettersi i servizi a pagamanto con una qualità VERA!!!!

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