Viv, i creatori di Siri mostrano per la prima volta al pubblico la nuova IA rivoluzionaria

Viv, i creatori di Siri mostrano per la prima volta al pubblico la nuova IA rivoluzionaria

Dai creatori di Siri è in arrivo Viv, una nuova intelligenza artificiale che vuole rivoluzionare il mercato degli assistenti virtuali

di pubblicata il , alle 10:51 nel canale Telefonia
 

Uno degli esponenti chiave nello sviluppo di Siri, che poi è diventata l'iconica assistente virtuale degli iPhone, ha mostrato oggi Viv. Dag Kittlaus ha solcato il palco dell'evento TechCrunch Disrupt NYC dando la prima dimostrazione al pubblico di quello che il suo nuovo progetto è in grado di fare. Viv è "un'interfaccia intelligente per tutto" e, a differenza degli altri assistenti virtuali disponibili su piazza, punta tutto sulla interoperabilità con servizi di terze parti.

Viv è un assistente virtuale che può rispondere a richieste complesse e ramificate, e non solamente a semplici domande secche. Ma non si tratta solo di un botta e risposta, visto che Viv vuole risolvere dei problemi reali alla stregua dei bot che Zuckerberg ha lanciato qualche settimana fa su Facebook. Durante la dimostrazione, che riportiamo in video all'interno della pagina, Kittlaus ha esordito con le solite domande di rito sul clima, per poi porre a Viv quesiti più complessi.

Fra le domande: "Ci saranno più di 70°F vicino al Golden Gate Bridge dopo le 5 del pomeriggio di dopodomani?", a cui nessun assistente virtuale può rispondere ad oggi. Nonostante le tante variabili della query, Viv ha impiegato solo qualche istante per offrire una risposta al suo interlocutore. La forza della nuova IA sta però nelle richieste meno convenzionali, come con ordini di vario tipo: similmente a quanto avviene con i bot di Messenger, Viv risolve problematiche.

Può ad esempio prenotare un albergo, effettuare pagamenti, ordinare fiori, il tutto in meno di un minuto. Quello che rende Viv davvero differente rispetto a tutte le altre soluzioni è il desiderio del team di sviluppo di renderlo multi-piattaforma. Viv non funzionerà solo su smartphone, e non si fermerà nemmeno al supporto su desktop. Il nuovo assistente vuole infatti arrivare anche nell'ambito della domotica, nei gadget IoT e della smart-home, dove può fare la differenza.

Viv potrebbe essere un'alternativa ad Alexa, l'assistente di Amazon, con la differenza che può funzionare su qualsiasi piattaforma e accettare qualsiasi tipologia di ordine. In più, il software è in grado di apprendere con l'esperienza: Viv non gestisce le richieste solo con set predefiniti di funzioni, ma ha la capacità di creare programmi dal nulla per completare query che vanno oltre quelle preimpostate dagli sviluppatori. È, sulla carta, qualcosa di unico nella categoria di software.

Sul palco dell'evento tutto è andato come sperato e Viv ha risposto in maniera ineccepibile alle domande di Kittlaus. Tuttavia, come abbiamo già visto molte volte, gli assistenti basati sull'intelligenza artificiale si comportano nell'uso quotidiano in maniera certamente meno precisa e affidabile rispetto a quanto mostravano di saper fare durante le presentazioni. Vedremo come si comporterà Viv nella prova "reale" di tutti i giorni, ma non sappiamo quando: il team non ha infatti ancora annunciato una data di rilascio per il pubblico di massa.

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2 Commenti
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Pino9011 Maggio 2016, 00:55 #1
"ha la capacità di creare programmi dal nulla per completare query che vanno oltre quelle preimpostate dagli sviluppatori"



Caspita! Ma in che senso?

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Dalla fonte:
Kittlaus detailed the real secret sauce of Viv was something called “dynamic program generation,” which allows the AI-powered assistant to understand intent and generate a program itself to best answer the query.

“Instead of having to write every code instructed, you’re really just describing what you want it to do,” said Kittlaus. “The whole idea of Viv is that developers can go in and build any experience that they want.”


Non si capisce molto bene, ma se DAVVERO genera codice dal niente è un conto, se accetta invece "semplicemente" un linguaggio dichiarativo (anche estremamente ampio come può essere un sotto insieme dell'inglese) non è qualcosa di così rivoluzionario, stessa cosa se accetta una descrizione dell'azione sotto forma di un file più o meno strutturato e poi lo compila/interpreta.

Sarebbe davvero carino un approfondimento da parte della @Redazione!

Qualcuno ha notizie più precise???
ComputArte11 Maggio 2016, 12:50 #2
mi allinero alla richjiesta di Pino90 :-)

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