Spotify perde i testi delle canzoni nel piano base, che diventa sempre più spoglio

Spotify perde i testi delle canzoni nel piano base, che diventa sempre più spoglio

Spotify ha disabilitato l'accesso ai testi delle canzoni per gli utenti del servizio gratuito nel tentativo di incentivare gli abbonamenti a pagamento

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Telefonia
Spotify
 
37 Commenti
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k0nt306 Maggio 2024, 11:50 #11
Originariamente inviato da: jepessen
Che e' la stessa cosa che fanno tutte le multinazionali. Vedi ad esempio i prezzi di Disney+ aumentare dopo aver convertito diversi clienti. Vedi tutte le compagnie telefoniche (a parte Iliad) che aumentano i prezzi degli abbonamenti dopo averti abbindolato con "passa a XXX a questo prezzo stracciatissimo" per correggerlo pochi mesi dopo. E basta che ci pensi su un attimo che ti verranno in mente decine di casi analoghi.

Direi la stessa cosa per qualsiasi azienda che applica strategie del genere, ma nel caso di Spotify il fenomeno è amplificato imo
AlexSwitch06 Maggio 2024, 11:52 #12
Originariamente inviato da: k0nt3
Hanno profitti bassissimi per essere un'azienda che fattura diversi miliardi di euro ogni quarter. Per questo applicano queste strategie aggressive per convincere gli utenti a passare al piano premium. Se introducessero un piano a 5€ molti di quelli che pagano 11€ passerebbero al nuovo piano, se invece rimuovessero il piano free perderebbero la massa critica di utenti.


Allora, come ha scritto The_ouroboros, meglio levarlo il free... D'altronde se non riesci a tenerlo in piedi senza sacrificare utili, la tecnica del grimaldello non serve ad una ceppa!!
Marcus Scaurus06 Maggio 2024, 13:16 #13
Tra tutti forse l'abbonamento Spotify è quello che sfruttiamo di più. In macchina con i bambini c'è Spotify, quando ascolto musica lo faccio su Spotify e mia moglie lo stesso. Non c'è, quasi letteralmente, un giorno che non lo usiamo.

Fatti due conti lui è sopravvissuto, insieme a Disney e Prime, gli altri sono a rotazione.

Ovviamente ognuno faccia le proprie scelte, quel che mi preme dire è proprio SCEGLIETE. Scegliete a cosa abbonarvi e fatelo consapevolmente e di volta in volta. Bisogna stargli dietro, ma mollare soldi a tutti e tutti i mesi è proprio farsi prendere in giro.
Antonio F2.06 Maggio 2024, 15:38 #14
io sto pensando di abbandonare youtube premium e spostarmi su spotify (l'app per ios e' imbarazzante)
Giuss06 Maggio 2024, 15:46 #15
Tanto la versione free era praticamente inutilizzabile anche prima
DjLode06 Maggio 2024, 16:02 #16
Originariamente inviato da: Giuss
Tanto la versione free era praticamente inutilizzabile anche prima


Per il tipo di musica che ascolto, la funzione "shuffle" è quella che odio di più, ma posso passarci sopra. Ascoltando la playlist ci inserisce dentro della roba che non c'entra niente con la suddetta. E se devo sorbirmi un mischione di canzoni a caso più le nuove ogni tanto... Per i mixati è veramente una mazzata.
azi_muth06 Maggio 2024, 16:20 #17
Originariamente inviato da: k0nt3
Il problema non è che vogliono fare soldi, piuttosto che lo fanno dopo aver fidelizzato mezzo miliardo di utenti con un business model non sostenibile, dopo aver messo fuori mercato altre aziende che invece hanno sempre offerto il proprio servizio a pagamento. Ho visto boicottaggi di massa per molto meno onestamente.


Non è affatto un business model non sostenibile...è la norma...anche se qualcuno crede che esistano pasti gratis...in realtà è uno schema già visto e rivisto.
E' proprio questo il business model di tutti quelli che propongono servizi a sottoscrizione: c'è una prima fase che sfrutta prezzi bassi o la gratuità per diffondersi, fidelizzare il cliente e se hanno tasche abbastanza profonde mettere fuori mercato i concorrenti. Una volta raggiunto l'obiettivo secondo cui la minima parte di "paganti" rendono sostenibile il business è il momento di "tirare su la rete" e convertire anche i "freerider" i paganti: molti rinunceranno il servizio, ma tutti quelli che si "convertono" sono quelli su cui guadagnano sul serio.
Antonio F2.06 Maggio 2024, 18:51 #18
Originariamente inviato da: azi_muth
Non è affatto un business model non sostenibile...è la norma...anche se qualcuno crede che esistano pasti gratis...in realtà è uno schema già visto e rivisto.


quoto.
e' sempre stato cosi': per inserirti nel mercato fai prezzi ridicoli, fai regali, coccoli il cliente, ma e' per farsi un nome, poi mica puoi continuare cosi', o fallisci.
k0nt306 Maggio 2024, 18:54 #19
Originariamente inviato da: azi_muth
Non è affatto un business model non sostenibile...è la norma...anche se qualcuno crede che esistano pasti gratis...in realtà è uno schema già visto e rivisto.
E' proprio questo il business model di tutti quelli che propongono servizi a sottoscrizione: c'è una prima fase che sfrutta prezzi bassi o la gratuità per diffondersi, fidelizzare il cliente e se hanno tasche abbastanza profonde mettere fuori mercato i concorrenti. Una volta raggiunto l'obiettivo secondo cui la minima parte di "paganti" rendono sostenibile il business è il momento di "tirare su la rete" e convertire anche i "freerider" i paganti: molti rinunceranno il servizio, ma tutti quelli che si "convertono" sono quelli su cui guadagnano sul serio.

Non è sostenibile perché il mondo della musica funziona diversamente. Se continuano ad alzare il prezzo per gli utenti e ridurre la fetta che prendono gli artisti non vanno lontano.
Attualmente è un business per le case discografiche, tutto qui.
Se vuoi la versione lunga: https://www.wired.com/story/spotify...reaming-future/
azi_muth06 Maggio 2024, 19:04 #20
Originariamente inviato da: k0nt3
Non è sostenibile perché il mondo della musica funziona diversamente. Se continuano ad alzare il prezzo per gli utenti e ridurre la fetta che prendono gli artisti non vanno lontano.
Attualmente è un business per le case discografiche, tutto qui.
Se vuoi la versione lunga: https://www.wired.com/story/spotify...reaming-future/


Infatti se leggi l'articolo il problema non è perdere gli utenti che usano gratis il servizio ma guadagnare di più senza alzare il prezzo di abbonamento agli utenti paganti.
La mossa di togliere features sul servizio gratuito serve proprio a spostare utenti verso il modello a pagamento per incassare di più senza dover aumentare il prezzo a chi è già sottoscrittore.
Tra l'altro ridurre gli utenti free quasi sicuramente riduce anche i costi variabili e aumenta la redditività.

E' tipico di tutti questi servizi a sottoscrizione.

Che poi le case discografiche tendano a spremere gli artisti non è certo una novità causata dallo streaming.
E' una vecchissima storia. Prince fece una battaglia per anni persino cambiando nome...

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