Ricarica wireless veloce come quella via cavo grazie alla luce, parola di Microsoft

Ricarica wireless veloce come quella via cavo grazie alla luce, parola di Microsoft

AutoCharge è un nuovo approccio alla ricarica wireless, con il quale si considera l'invio di raggi luminosi per caricare la batteria di un dispositivo

di Nino Grasso pubblicata il , alle 12:21 nel canale Telefonia
Microsoft
 

Sebbene l'autonomia operativa degli smartphone stia aumentando considerevolmente di generazione in generazione, basta un'operazione leggermente più complessa e duratura per poter compromettere la possibilità di arrivare fino a sera. Un buon rimedio alla problematica si è rivelata essere la ricarica wireless, ma per via di alcune restrizioni fisiche si tratta ancora di una tecnologia poco diffusa su larga scala. Fra le società che più hanno puntato sulla funzionalità troviamo Microsoft, che sta considerando una sua possibile evoluzione.

Microsoft AutoCharge

Alcuni ricercatori della società con sede a Pechino, Yunxin Liu, Zhen Qin e Chunshui Zhao, hanno delineato i caratteri di una tecnologia che descrivono come AutoCharge. Sfruttando raggi luminosi, questa permette di localizzare uno smartphone e ricaricarlo. Il caricatore prototipale mostrato può essere installato ad esempio in soffitto e funziona in due fasi: la modalità di rilevamento permessa da una fotocamera Kinect per verificare la presenza di oggetti simili a smartphone, e una modalità di ricarica che coinvolge l'uso di una torcia UltraFire CREE XM-L T7 Focusing LED ad alta potenza.

AutoCharge può sincronizzarsi con lo smartphone via Bluetooth o con un LED installato sullo smartphone per lo scambio di informazioni quali il livello di carica. Se il sistema rileva uno smartphone tramite la fotocamera (il prototipo utilizza Kinect, ma è probabile che verranno realizzate soluzioni ad-hoc nel tempo), e poi verifica un livello di carica basso (e impostabile dall'utente), allora verrà lanciata la ricarica attraverso un raggio luminoso che andrà a colpire un pannello fotovoltaico installato sul dispositivo. Se lo smartphone verrà spostato o non sarà più nel raggio visivo del sistema, il sistema si spegnerà nel giro di 50ms, mentre per il processo di rilevamento e inizio della ricarica è necessario poco più di un secondo.

È interessante notare che AutoCharge si basa sull'energia solare, più matura e sicura per il corpo umano rispetto alle radiazioni elettromagnetiche utilizzate sulle tecniche di ricarica wireless ad oggi diffuse, ma soprattutto in grado di diffondersi in maniera lineare via LED e non radiale. In questo modo aumenta considerevolmente l'efficienza della ricarica, con i ricercatori che affermano che oltre al processo di rilevamento, anche quello di ricarica sarà molto rapido: si parla, infatti, di velocità simili a quelle dei più comuni caricabatteria via cavo.

Microsoft AutoCharge, funzionamento

Attraverso le nuove metodologie mostrate da Microsoft scopriamo pertanto che la ricarica wireless è fattibile e potenzialmente del tutto innocua per l'organismo umano. Al momento l'apparecchio utilizza un fascio luminoso a LED, che in effetti potrebbe rivelarsi fastidioso a chi si trova nella stessa stanza in cui avviene la ricarica. I ricercatori hanno tuttavia ammesso che la tecnologia è possibile anche con luci ad infrarossi invisibili all'occhio umano.

Al momento gli attuali limiti reali della tecnologia sono relativi al costo e agli ingombri di un sistema simile, troppo elevati in relazione alla destinazione d'uso. AutoCharge potrebbe però gettare le basi per la diffusione della ricarica wireless rendendola davvero un'alternativa valida (ed efficiente) alla ricarica via cavo tradizionale. Restiamo in attesa di sviluppi di una tecnologia che si presenta come molto interessante, e soprattutto di un più idoneo prototipo a raggi infrarossi. Non crediamo, tuttavia, che la commercializzazione al grande pubblico possa avvenire in tempi brevi.

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27 Commenti
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Italia 120 Gennaio 2015, 12:36 #1
"Sebbene l'autonomia operativa degli smartphone stia aumentando considerevolmente di generazione in generazione"

Tipo da 8 a 6 ore ?
Bivvoz20 Gennaio 2015, 12:44 #2
Ho cercato di capire cosa sia una torcia UltraFire CREE XM-L T7, non ho trovato dettagli sulla T7 ma ho trovato la T6 ed è una normalissima torcia elettrica led solo che ha un flusso luminoso di 2000 lumen.

La tecnologia sembra anche interessante ma rendiamoci conto che se tengo lo smartphone in carica sulla scrivania con questo metodo devo tenere su gli occhiali da sole

Immaginatevi la scena:
Arrivate a casa la sera, appoggiate lo smartphone sulla scrivania e dal soffitto scende una colonna di luce in stile biblico a cui manca solo mr. Bean che scende dal cielo
bobafetthotmail20 Gennaio 2015, 13:03 #3
Originariamente inviato da: Bivvoz
Ho cercato di capire cosa sia una torcia UltraFire CREE XM-L T7, non ho trovato dettagli sulla T7 ma ho trovato la T6 ed è una normalissima torcia elettrica led solo che ha un flusso luminoso di 2000 lumen
Dici poco... è un faro tascabile che può accecare a 250 metri.
Usa batterie 18650 al litio da 3000 mAh (una cella delle batterie al litio da portatile), non batterie alcaline.
E ne secca una in poche ore.

se tengo lo smartphone in carica sulla scrivania con questo metodo devo tenere su gli occhiali da sole
Hanno parlato di infrarossi per un modello commerciale.
Cloud7620 Gennaio 2015, 13:10 #4
un raggio luminoso che andrà a colpire un pannello fotovoltaico installato sul dispositivo


Alla fine il tutto si riduce a questo. Tutto sto casino di torce attaccate al soffitto, telecamere autocercanti e fasci super luminosi per una ricarica wireless su un pannello fotovoltaico???
Ma cosa si sono fumati?
acerbo20 Gennaio 2015, 13:15 #5
che bojata, una delle cose piu' inutili che abbia letto nell'ultimo periodo. Ma mettere delle superfici fotosensibili sul retro degmi smartphone per ricaricarli col sole é troppo semplice da fare?
-Falcon-20 Gennaio 2015, 13:19 #6
Originariamente inviato da: acerbo
che bojata, una delle cose piu' inutili che abbia letto nell'ultimo periodo. Ma mettere delle superfici fotosensibili sul retro degmi smartphone per ricaricarli col sole é troppo semplice da fare?


Oggi le superfici di cui parli riescono a mala pena a ricaricare un orologio!
NiubboXp20 Gennaio 2015, 13:23 #7
Quanti soldi e risorse sprecati per evitare alle persone la fatica di attaccare un cavetto... e nel mentre altri muoiono di fame e non hanno neanche la luce... l economia ha storpiato il nostro essere umani, in essere clienti... soldi, soldi, soldi, produttivita, mercato azionario etc etc inventiamo pure cose inutili che non servono a nulla senza focalizzarsi sui veri problemi...
acerbo20 Gennaio 2015, 13:26 #8
Originariamente inviato da: -Falcon-
Oggi le superfici di cui parli riescono a mala pena a ricaricare un orologio!


sfruttando tutta la cover posteriore di uno smartphone moderno con display da 5" non riesci a ricaricare una batteria da 2.200 mAh? Penso che se ci investissero 4 soldi in ricerca e sviluppo potrebbero raggiungere pure tempi di ricarica ragionevoli invece di cagare fuori ste idiozie che nell'uso quotidiano non serveno a nulla
bobafetthotmail20 Gennaio 2015, 13:27 #9
Originariamente inviato da: acerbo
che bojata, una delle cose piu' inutili che abbia letto nell'ultimo periodo. Ma mettere delle superfici fotosensibili sul retro degmi smartphone per ricaricarli col sole é troppo semplice da fare?
Dal sole non ottieni neanche lontanamente quello che puoi ottenere da un faretto puntato e focalizzato.
inkpapercafe20 Gennaio 2015, 13:48 #10
Idea interessante. Fascio di luce led estremamente focalizzato in un unico punto. Molto più efficace della luce solare DIFFUSA (PS i cellulari si caricano di notte di solito, non di giorno).
Basterebbe un pannello solare fatto su misura piccolo come la lente di una camera

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