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Poliziotti usano il dito di un morto per sbloccare lo smartphone. Etico averlo fatto?

Poliziotti usano il dito di un morto per sbloccare lo smartphone. Etico averlo fatto?

In USA alcuni poliziotti si sono presentati nei locali delle Pompe Funebri per ottenere un dito del defunto e permettere così la scansione e lo sblocco dello smartphone. Secondo voi hanno fatto bene? Hanno oltrepassato il limite alla decenza?

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Telefonia
 

Victoria Armstrong, 28 anni, si trovava a Sylvan Abbey Funeral Home, l'obitorio della cittadina di Clearwater il giorno in cui due detective si sono presentati con in mano il telefono di Linus F. Philip, il fidanzato della ragazza, ucciso da alcuni colpi di arma da fuoco da un ufficiale di polizia durante un conflitto armato. I due poliziotti hanno chiesto di vedere il cadavere del ragazzo per utilizzare le dita delle mani nel tentativo di sbloccare lo smartphone in loro possesso ma bloccato dal sensore per le impronte digitali.

Un tentativo che ha subito alzato il polverone sulle questioni etiche dell'azione dei due detective. I due poliziotti volevano sbloccare lo smartphone per ottenere ulteriori informazioni riguardanti l'inchiesta sulla morte del giovane ma anche analizzare il contenuto per una diversa indagine sulla droga. Quello che ha destato scalpore però è stato non solo il fatto di voler utilizzare le dita di un giovane ormai morto ma anche di non aver chiesto deliberatamente il permesso né alla famiglia del giovane né alle autorità delle pompe funebri.

Non è chiaro quale sia stato lo smartphone del ragazzo ma di fatto si è visto nel corso degli ultimi anni come non sia effettivamente possibile sbloccare un device tramite il sensore delle impronte digitali se queste non risultano di una persona comunque viva. Con il Touch ID dell'iPhone, ad esempio, il sensore oltre alla tecnologia capacitiva prende in considerazione anche la carica elettrica proveniente dalla pelle di una persona che dunque deve essere viva.

Tralasciando questo però la questione più importante riguarda effettivamente il lato umano della situazione. L'azione dei due detective ha in qualche modo mancato di rispetto alla compagna del defunto che ha ammesso proprio di sentirsi violata dall'azione della polizia. Ci si chiede se tutto questo sia giusto a livello etico nei confronti di una persona defunta. E' chiaro che una persona deceduta non può far valere le sue intenzioni successivamente e soprattutto non può difendersi nei confronti di chi invece cerca di ledere in qualche modo le proprietà. Forse si dovrebbe pensare ad una maggiore dignità soprattutto nei confronti di chi ha perso la vita?

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53 Commenti
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IlCosta26 Aprile 2018, 10:09 #1
Beh se lo hanno fatto senza permesso dalla famiglia o da un giudice allora direi che non va bene.
Se invece avevano un'autorizzazione valida allora non ci vedo problemi.
Neverlost26 Aprile 2018, 10:12 #2
etico o meno tanto quanto lo sarebbe aprire i cassetti,i diari,documenti,le foto ricordo o gli armadi di casa di un morto.
al13526 Aprile 2018, 10:16 #3
ma dove sta la notizia? si fa da secoli, anche di "peggio" per indagare. tutto è lecito -cit-
dwfgerw26 Aprile 2018, 10:27 #4
ovviamente non è etico.. Tornando al punto tecnologico della notizia, in iphone, come giustamente scritto, la corona in acciaio intorno al vetrino in zaffiro del sensore, ha una funzione di massa, che consente al ssitema di attivarsi e fuznionare. Quindi molto probabilmente si tratterà di un android di vario genere, che ha la solita funzionalità da cartellino..
domthewizard26 Aprile 2018, 10:33 #5
"Forse si dovrebbe pensare ad una maggiore dignità soprattutto nei confronti di chi ha perso la vita?"


dignità per un delinquente? anche no, grazie. dov'era la dignità di questo tizio quando ha deciso di intraprendere uno scontro armato con le forze di polizia? è dignitoso invece spacciare droga che nuoce alla vita di migliaia di persone? certa feccia non meriterebbe neanche il funerale, in una fossa comune e via avanti il prossimo
J.C.26 Aprile 2018, 10:34 #6
Come inventarsi dei problemi dove non ci sono. La ragazza è morta e servivano le sue impronte a fini investigativi. I morti non hanno bisogno di 'difendersi', nè di proteggere la loro dignità. Sono corpi in decomposizione, ma noi amiamo porci problemi inutili.
turcone26 Aprile 2018, 10:39 #7
si capisce che tutta l'azione della famiglia è dettata dal fatto di avere un risarcimento economico dalla polizia
poi se uno è morto perde il proprio diritto alla privacy quindi mi sembra tutto campato per aria
domthewizard26 Aprile 2018, 10:39 #8
io comunque non ho ancora capito questa Victoria Armstrong di 28 anni cosa c'entra con la notizia: era viva? era morta? si trovava lì a piangere il moroso?
Mparlav26 Aprile 2018, 10:39 #9
E' eticamente sbagliato farlo nel corso del funerale.

Ma dal punto di vista legale, il Quinto Emendamento USA copre solamente la possibilità di non rivelare il PIN/passcode da parte dell'indiziato.
Per avere "accesso" ad un cadavere, serve solo l'autorizzazione del giudice.

Altrimenti l'indiziato (vivo) può essere obbligato a poggiare il dito sul sensore impronte di qualsiasi marca (ci sono sentenze in tal senso) o "prestare" la sua faccia, per un riconoscimento facciale.
teknobrain26 Aprile 2018, 10:41 #10
notiziona nuovissima, se ne parla da almeno un mese...

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