L'Italia batte la media UE su 5G e fibra ottica: i dati dello Stato del Decennio Digitale UE

L'Italia batte la media UE su 5G e fibra ottica: i dati dello Stato del Decennio Digitale UE

L'Italia accelera sulla transizione digitale superando la media comunitaria in diversi indicatori chiave, dalla connettività ultra-broadband alla digitalizzazione dei servizi pubblici

di pubblicata il , alle 12:51 nel canale Telefonia
 

La quarta relazione sullo Stato del Decennio Digitale UE, pubblicata lo scorso 17 giugno, delinea un quadro di progressi concreti per il nostro Paese. L'Italia si è attestata al di sopra della media europea in segmenti cruciali come la copertura delle reti di nuova generazione e la modernizzazione delle infrastrutture pubbliche, beneficiando degli investimenti messi a terra attraverso il PNRR.

Sotto il profilo della connettività, i numeri confermano il superamento dei target comunitari. La copertura 5G ha raggiunto il 99,82%, superando il 99,38% rilevato a livello UE. Anche la fibra FTTP (Fiber To The Premises, fino ai locali degli edifici) registra una marcia spedita, toccando il 77,56% delle famiglie italiane rispetto al 74,13% europeo, con un tasso di crescita annuale del 9,6% che stacca il 7,1% medio del continente. Resta tuttavia aperto il tema del divario infrastrutturale nelle aree rurali, dove la connettività di alto profilo richiede ancora interventi mirati.

Infrastrutture e connettività: il 5G corre insieme alla fibra ottica

La trasformazione digitale ha coinvolto profondamente anche il volto della Pubblica Amministrazione. Il sistema IT-Wallet, l'integrazione di SPID e CIE, insieme alla migrazione dei dati verso infrastrutture cloud qualificate, hanno reso l'interoperabilità tra enti una realtà operativa. La Piattaforma Digitale Nazionale Dati gioca in questo senso un ruolo cruciale, gestendo oltre 1,1 miliardi di scambi informativi tra 9.000 enti differenti.

Secondo i dati rilasciati all'interno dello studio, il settore sanitario spicca per efficienza sul fronte digitale: la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 ha spinto il comparto all'89,93%, ben oltre l'86,51% registrato mediamente in Europa. Un dato corroborato dall'adozione capillare della ricettazione elettronica da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri, che nel febbraio 2026 ha coperto il 95% del bacino professionale.

Sul fronte dell'IA, l'Italia si è mossa d'anticipo con la legge 132/2025, definendo un perimetro normativo nazionale che armonizza lo sviluppo tecnologico con i principi etici previsti dall'AI Act europeo. Il Paese si distingue anche per la solidità dell'ecosistema accademico e industriale orientato alle tecnologie quantistiche, ambito in cui le capacità nazionali sono riconosciute come un asset di rilievo continentale.

Le criticità, secondo lo studio: il capitale umano

Nonostante i traguardi infrastrutturali, il report evidenzia margini di miglioramento necessari sul fronte del capitale umano. Sebbene la percentuale di cittadini con competenze digitali di base sia salita al 54% (+9% rispetto al 2025), il valore resta lontano dalla media europea del 75%. Le iniziative di facilitazione digitale, come i 4.000 Punti Digitale Facile attivi sul territorio e il Servizio Civile Digitale, cercano di colmare tale lacuna. Rimane di sostanza il tema degli specialisti ICT. Con una presenza ferma al 3,8% degli occupati - a fronte di un target decennale fissato al 10% - la formazione di nuove figure professionali rappresenta oggi la sfida più impegnativa.

2 Commenti
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mh3g24 Giugno 2026, 13:07 #1
E per i vari milioni di utenti non coperti da nulla che si fa?
Mars9524 Giugno 2026, 16:05 #2
Si però il 5G per i livelli infimi di segnale imposti dalle normative italiane alla fine prende male in molti posti e la fibra arriva ovunque tranne che a casa mia

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