Immuni pubblica tutti i dati di download, di notifiche e di utenti positivi! Eccoli

Immuni pubblica tutti i dati di download, di notifiche e di utenti positivi! Eccoli

Contro il COVID-19 una delle strategie che gli utenti possono mettere in atto per difendersi è senza dubbio quella di scaricare l'app Immuni, ossia l'app per il tracciamento dei contagi da COVID-19 che è attiva in tutta Italia dagli inizi dell'estate. A distanza di qualche mese ecco i dati (precisi) sui download e non solo.

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Telefonia
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L'applicazione per il tracciamento dei contagi da COVID-19, Immuni, è stata attivata in tutta Italia dallo scorso mese di giugno. Un passo importante, che permette di rendersi fondamentale nei prossimi mesi, se gli italiani scaricheranno l'applicazione e creeranno quel sistema di difesa che va ben oltre la semplice segnalazione di un positivo da Coronavirus. L'app Immuni degli sviluppatori italiani Bendign Spoons è nelle cronache da mesi, da quando la startup italiana ha avuto il consenso da parte del Governo di creare l'applicazione di tracciamento dei positivi da COVID-19 per la ripresa delle attività in Fase 2 e poi anche Fase 3. Una fase di test era partita lo scorso 8 giugno in 4 regioni d'Italia (con il successo di aver segnalato già 3 positivi) per poi essere attiva ovunque dallo scorso 15 giugno.

A distanza di qualche mese arriva la pubblicazione dei dati ufficiali e precisi da parte del Ministero della Salute dei download dell'applicazione da parte degli italiani ma anche di quante notifiche ha attivato l'app Immuni e di quanti positivi ha rilevato. Un'applicazione che si appresta a varcare i 7 milioni di download con oltre 5.000 notifiche inviate e più di 330 positivi accertati.

Immuni: ecco i dati precisi di download e altro

Seguendo i dati pubblicati sulla pagina ufficiale dell'applicazione Immuni si scopre che al 1° Ottobre 2020, ossia a distanza di 4 mesi, l'app è stata scaricata per la precisione da 6.679.118 utenti italiani. Un risultato buono ma che di certo si distanzia da quei numeri che assicurerebbero una copertura perfetta e rilevamento su tutto il territorio italiano. In questo caso seguendo l'andamento del grafico scopriamo che nell'ultimo periodo, probabilmente per l'accentuarsi dei contagi, l'applicazione ha visto un incremento dei download sintomo che gli italiani in qualche modo stanno capendo che anche questo è un valido strumento per la rilevazione dei contagi da Coronavirus.

Nello specifico osserviamo anche che dai dati arrivati dal Ministero della Salute ci sono state notifiche da parte di Immuni per oltre 5.329 volte e che gli utenti positivi segnalati dall'app sono risultati 338. Numeri non esagerati chiaramente ma che comunque permettono di avere un quadro del funzionamento efficace dell'app che potrebbe ancora meglio adeguarsi se tutti gli italiani la scaricassero nei loro device.

Immuni: come funziona l'app di tracciamento

Ricordiamo che Immunie lo avevamo visto qualche tempo fa in questo articolo dettagliatolavora completamente sul sistema creato ad hoc da Apple e Google per le notifiche ma anche per la gestione dell'intero funzionamento. Questo significa che non viene mai utilizzato il GPS per la gestione della localizzazione dell'utente ma usa il Bluetooth permettendo di avere la massima sicurezza a livello di localizzazione dell'utente. E' questo un passo fondamentale perché gli utenti che la utilizzeranno non condivideranno mai alcun tipo di dato personale che verrà invece sostituito da codici ID del tutto anonimi che non verranno mai associati a nomi di persone o tanto meno a numeri di telefono o altri dati riconducibili alla persona fisica che utilizza l'app.

Nello specifico l'intero sistema di tracciamento dei contatti è basato sul Bluetooth Low EnergyCosa significa questo? Quando due utenti si avvicinano sufficientemente l'uno all'altro per un certo periodo, i loro dispositivi registrano reciprocamente il cosiddetto ''identificatore'' per prossimità mobile nella memoria locale del device. Questi ''identificatori'' sono generati da chiavi di esposizione temporanee e cambiano più volte all'ora e sono generate casualmente. Quando un utente risulta positivo per SARS-CoV-2, ha la possibilità di caricare su un server le sue recenti chiavi di esposizione temporanea anche se questa operazione può avvenire solo con la convalida di un operatore sanitario. L'app scarica periodicamente le nuove chiavi di esposizione temporanea e le utilizza per ricavare gli identificativi di prossimità a rotazione degli utenti infetti. Quindi li confronta con quelli memorizzati nella memoria del dispositivo e avvisa l'utente se si è verificato un contatto rischioso.

Non utilizzando i dati GPS di localizzazione chiaramente l'app non può dire dove si è verificato il contatto con un utente potenzialmente contagioso, né le identità delle persone coinvolte. Come detto per implementare la sua funzionalità di tracciamento dei contatti, Immuni sfrutta il framework di notifica dell'esposizione di Apple e Google. Infine oltre alle chiavi di esposizione temporanee, l'app Immuni invia anche al server alcuni dati di analisi che includono informazioni epidemiologiche e tecniche che vengono inviati allo scopo di aiutare il Servizio Sanitario Nazionale a fornire un'assistenza efficace agli utenti, in conformità con l'art. 6.2.b e 6.3 del Decreto Legge 28/2020.

L'applicazione può essere scaricata sia sugli smartphone Android che su quelli iOS. Per i device di nuova generazione di HUAWEI (e dunque anche HONOR) l'app è in arrivo e permetterà come avviene per gli altri due sistemi operativi di tracciare i positivi tramite i cosiddetti HMS ossia i servizi di HUAWEI. L'applicazione, che sia Android, iOS e in futuro anche HUAWEI, deve essere scaricata direttamente dal sito ufficiale di immuni o dallo store di Google ed Apple, stando però attenti in questo secondo caso a scaricare l'applicazione giusta.

Abbiamo visto nella spiegazione dei dettagli tecnici dell'applicazione Immuni che su alcuni smartphone più vecchi non sarebbero adatti all'installazione dell'applicazione. Nello specifico l'applicazione può venire scaricata ed installata in questi device:

  • iOS: iPhone con iOS versione 13.5 o superiore. I modelli di iPhone che supportano iOS 13.5 sono iPhone 11, 11 Pro, 11 Pro Max, Xr, Xs, Xs Max, X, SE (seconda generazione), 8, 8 Plus, 7, 7 Plus, 6s, 6s Plus, SE (prima generazione)
  • Android: smartphone con Bluetooth Low Energy, Android versione 6 (Marshmallow, API 23) o superiore e Google Play Services versione 20.18.13 o superiore (tutti e tre i requisiti sono necessari per usare Immuni).
172 Commenti
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Saturn05 Ottobre 2020, 11:33 #1
l'app è stata scaricata per la precisione da 6.679.118 utenti italiani


Scaricata e fino a qui ci siamo, ma sarebbe più interessante e utile conoscere quante sono le utenze effettivamente attive. Perchè molti italiani l'hanno scaricata, poi per diverse problematiche tecniche o semplicemente per un cambio di pensiero, l'hanno poi anche rimossa. Ecco quello si che sarebbe stato un dato ancora più importante e sicuramente diverso sul quale discutere.
Ginopilot05 Ottobre 2020, 11:43 #2
Originariamente inviato da: Saturn
Scaricata e fino a qui ci siamo, ma sarebbe più interessante e utile conoscere quante sono le utenze effettivamente attive. Perchè molti italiani l'hanno scaricata, poi per diverse problematiche tecniche o semplicemente per un cambio di pensiero, l'hanno poi anche rimossa. Ecco quello si che sarebbe stato un dato ancora più importante e sicuramente diverso sul quale discutere.


Interesse puramente accademico, molto piu' interessanti i numeri relativi alle segnalazioni.
Mantis-8905 Ottobre 2020, 11:45 #3
Io purtroppo sono tra quelli che l'hanno scaricata e disinstallata dopo poco... Anche da disattivata dopo qualche ora mi iniziava a darmi problemi al bluetooth fino a renderlo inutilizzabile, e dovevo riavviare il telefono per risolvere..
greeneye05 Ottobre 2020, 11:56 #4
Più che altro sono i 338 positivi che sanciscono l'insuccesso dell'app.

Facendo 2 conti sui positivi di questo periodo c'e' meno dell'1 per mille di probabimità che l'app abbia segnalato un possibile contatto con una persona infetta.
lucusta05 Ottobre 2020, 12:11 #5
fosse anche uno solo è stata comunque utile.
la statistica è rigida: un proiettile sparato contro la folla di 100.000 persone colpisce forse una sola persona e alla fine non importa a praticamente nessuno, ai fini statistici, tranne a chi l'ha preso... pensa se quello che l'ha preso sei tu.
quindi, fosse anche uno solo, l'app ha pienamente avuto successo.
sierrodc05 Ottobre 2020, 12:16 #6
Solito commento:
Installata. Se mi segnalasse il rischio contagio, anche se la probabilità di essere malato fosse bassa, me ne starei a casa buono buono evitando spesa,genitori ecc ecc per un po'.
A me basta questo.
radeon_snorky05 Ottobre 2020, 12:19 #7
io avrei chiamato l'app "new social madia free to play ferragnez milf torrent"

oppure

bastava collegare l'app ad una qualche lotteria degli scontrini (vi ricorda qualcosa?)

oppure

obbligo di app a livello di s.o.

avete forse paura di servire a qualcosa? (contenere una forma virulenta sconosciuta che potrebbe essere fatale a voi o ad un parente prossimo)

secondo me il 90% di chi se l'è vista davanti su playstore ha pensato "tanto è inutile"

Vash_8505 Ottobre 2020, 12:23 #8
Beh, ma il numero di download totali lo si vede anche dal playstore di google, non so sull'app store ma non credo che fosse un dato segreto.
Bisognerebbe capire quante persone hanno l'app installata ed attiva con tutti i permessi attivi, io l'ho avuta per settimane installata per poi scoprire che senza il toggle del gps attivo non funzionava
diabolikum05 Ottobre 2020, 12:23 #9
Installata e dopo 2 giorni disinstallata. Su Huawei P30 e P30Pro non funziona.
canislupus05 Ottobre 2020, 12:27 #10
Originariamente inviato da: lucusta
fosse anche uno solo è stata comunque utile.


Ehm no... non funziona così... neanche quando si parla di decessi (è brutto dirlo, ma la realtà è questa).
L'efficacia di qualsiasi cosa deve essere commisurata allo sforzo necessario per ottenerla.
In un mondo ideale TUTTE le malattie richiederebbero il medesimo impegno per cercare di curarle, purtroppo siamo consapevoli che solo quelle più diffuse (o economicamente appetibili) vengono poi realmente affrontate.
E questo è un discorso che può essere esteso a qualsiasi causa di morte nel mondo.

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