Immuni potrà funzionare anche all'estero. L'Europa dice sì al ''roaming'' dell'app

Immuni potrà funzionare anche all'estero. L'Europa dice sì al ''roaming'' dell'app

L'Unione Europa ha detto sì alla possibilità di scambio dati per il tracciamento dei contagi da COVID-19 tramite il contact tracing delle app nazionali. Questo significa che Immuni potrà funzionare in Italia come anche in Europa.

di pubblicata il , alle 13:41 nel canale Telefonia
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La preoccupazione per l'Italia, come anche per altri stati membri dell'Unione Europea era quella di non poter tracciare i contagi da COVID-19 oltre i confini del proprio stato. Immuni, che sappiamo dallo scorso 15 giugno è divenuto attivo in tutta Italia, prevede la notifica per il contact tracing solo all'interno dei confini nazionali. Nel momento in cui però l'utente varca le frontiere per qualche viaggio, di lavoro o di piacere, l'app smette di funzionare e non permette di tracciare un contatto positivo nel paese estero. Ebbene gli Stati membri della Commissione Europea, hanno concordato la possibilità di far funzionare tutte le applicazioni nazionali anche negli altri paesi.

Immuni: funzionerà anche in Europa. Ecco come

''Con l’approssimarsi della stagione turistica'' ha dichiarato Thierry Breton, commissario per il Mercato interno ''è importante garantire che i cittadini europei possano utilizzare l’applicazione del proprio Paese ovunque si trovino in viaggio nell’Ue. Le app di tracciamento dei contatti possono essere utili per limitare la diffusione del coronavirus, in particolare nel quadro delle strategie nazionali miranti alla revoca delle misure di confinamento''.

In questo caso nell'accordo tra gli Stati membri sono stati specificate alcuni paletti che permetteranno appunto di scambiare i dati di contatto da COVID-19 tra le app nazionali. Una specie di regole sul ''roaming'' internazionale del contact tracing. Una situazione non troppo difficile visto che le applicazioni sono tutte comunque basate sulle API di Google ed Apple e dunque permettono la facile interoperabilità tra di loro nella gestione delle notifiche ma anche nel loro diretto funzionamento di scambio dati.

Immuni, lo abbiamo visto, è stata una delle prime applicazioni ad essere rilasciata in Europa. La sua attivazione è arrivata prima in 4 regioni italiane per una settimana permettendo di avere un primo test sul suo funzionamento e poi dal 15 giugno è stata completamente attivata in tutta la penisola. In questo caso l'applicazione sembra funzionare molto bene visto che ha già permesso in alcune regioni di segnalare alcuni positivi e dunque notificare questo ad altri utenti venuti a contatto con essi. Il download prosegue e al momento ha superato i 2 milioni e mezzo di utenti. Ancora pochi per tenere sotto controllo la situazione ma speriamo che gli utenti indecisi possano fare uso di uno strumento importante anche se sottovalutato come Immuni.

''Le tecnologie digitali'' ha dichiarato Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare '' sono essenziali per allertare i nostri cittadini in merito ai rischi di infezione e per interrompere le catene di trasmissione mentre si procede alla riapertura delle nostre società ed economie. Invito i nostri cittadini a farne uso, poiché queste tecnologie possono essere efficaci solo se disponiamo di una massa critica di utenti e dell’interoperabilità delle applicazioni tra un paese e l’altro dell’Ue. Non scenderemo a compromessi in materia di sicurezza dei dati, di diritti fondamentali e di tutela della vita privata in relazione a questi strumenti digitali''.

In questo caso gli Stati membri potranno già aggiornare l'applicazione e nello specifico il suo codice in modo tale da poter far funzionare il sistema anche con le altre applicazioni europee. Nel frattempo la Commissione europea creerà un servizio di gateway che permetterà appunto la trasmissione in modo efficace dei dati tra le applicazioni di contatto da parte dei server nazionali. Chiaramente in questo caso i dati trasmessi saranno minimi e riguarderanno comunque sempre e solo dati inerenti il contact tracing e dunque dati anonimi e non riconducibili all'utente.

Immuni: come funziona l'app di tracciamento

Immunilo avevamo visto qualche tempo fa in questo articolo dettagliatolavorerà completamente sul sistema creato ad hoc da Apple e Google per le notifiche ma anche per la gestione dell'intero funzionamento. Questo significa che non verrà mai utilizzato il GPS per la gestione della localizzazione dell'utente ma verrà usato il Bluetooth e questo permetterà di avere la massima sicurezza a livello di localizzazione dell'utente. E' questo un passo fondamentale perché gli utenti che la utilizzeranno non condivideranno mai alcun tipo di dato personale che verrà invece sostituito da codici ID del tutto anonimi che non verranno mai associati a nomi di persone o tanto meno a numeri di telefono o altri dati riconducibili alla persona fisica che utilizza l'app.

Nello specifico l'intero sistema di tracciamento dei contatti è basato sul Bluetooth Low EnergyCosa significa questo? Quando due utenti si avvicinano sufficientemente l'uno all'altro per un certo periodo, i loro dispositivi registrano reciprocamente il cosiddetto ''identificatore'' per prossimità mobile nella memoria locale del device. Questi ''identificatori'' sono generati da chiavi di esposizione temporanee e cambiano più volte all'ora e sono generate casualmente. Quando un utente risulta positivo per SARS-CoV-2, ha la possibilità di caricare su un server le sue recenti chiavi di esposizione temporanea anche se questa operazione può avvenire solo con la convalida di un operatore sanitario. L'app scarica periodicamente le nuove chiavi di esposizione temporanea e le utilizza per ricavare gli identificativi di prossimità a rotazione degli utenti infetti. Quindi li confronta con quelli memorizzati nella memoria del dispositivo e avvisa l'utente se si è verificato un contatto rischioso.

Non utilizzando i dati GPS di localizzazione chiaramente l'app non può dire dove si è verificato il contatto con un utente potenzialmente contagioso, né le identità delle persone coinvolte. Come detto per implementare la sua funzionalità di tracciamento dei contatti, Immuni sfrutta il framework di notifica dell'esposizione di Apple e Google. Infine oltre alle chiavi di esposizione temporanee, l'app Immuni invia anche al server alcuni dati di analisi che includono informazioni epidemiologiche e tecniche che vengono inviati allo scopo di aiutare il Servizio Sanitario Nazionale a fornire un'assistenza efficace agli utenti, in conformità con l'art. 6.2.b e 6.3 del Decreto Legge 28/2020.

Immuni: attenti alle truffe da download

Immuni dunque è l'applicazione ufficiale italiana che permette di tracciare i positivi da COVID-19. L'app è arrivata sugli store di Apple e di Google da qualche settimana e può essere scaricata da tutti permettendo dunque di avere una difesa digitale a quello che è stato definito il virus più contagioso degli ultimi anni. L'applicazione, come sappiamo e come abbiamo visto in questo articolo, permette di tracciare direttamente tramite lo smartphone i positivi avvertendo soprattutto chi è venuto a contatto con essi. 

L'applicazione può essere scaricata sia sugli smartphone Android che su quelli iOS. Per i device di nuova generazione di HUAWEI (e dunque anche HONOR) l'app è in arrivo e permetterà come avviene per gli altri due sistemi operativi di tracciare i positivi tramite i cosiddetti HMS ossia i servizi di HUAWEI. L'applicazione, che sia Android, iOS e in futuro anche HUAWEI, deve essere scaricata direttamente dal sito ufficiale di immuni o dallo store di Google ed Apple, stando però attenti in questo secondo caso a scaricare l'applicazione giusta.

Sì perché sono molte le segnalazioni giunte su alcuni errori da parte degli utenti che hanno scaricato un'applicazione dal nome simile ma che non c'entrava effettivamente nulla con l'app di tracciamento dei contagi da COVID-19 e soprattutto hanno rilasciato commenti negativi a causa della lingua inglese con cui era stata fatta. Peccato che l'applicazione non era davvero quella italiana del Ministero della Salute ma un'applicazione inglese sulla didattica che non ha proprio niente a che fare con quella originale.

Non solo perché segnalazioni su errori nei confronti di download di Immuni errate sono arrivate anche da utenti che si sono visti recapitare delle email da alcuni esperti hacker che invitavano a cliccare su di un linkche avrebbe dovuto portare sul sito del Fofi, ossia la Federazione Ordini dei farmacisti italiani. Qui la pagina avrebbe permesso di scaricare l'app Immuni. In realtà gli utenti si ritrovavano su un sito fake gestito dagli hacker in cui veniva scaricato un file in formato “EXE” denominato appunto Immuni pronto a bloccare il PC tramite un ransomware.

L'arrivo delle applicazioni per Android e iOS di Immuni dunque ha fatto scattare l'allerta al Governo e soprattutto alla Agid-Cert, ossia la struttura governativa specializzata per la cybersicurezza contro i pirati informatici che ha già apertamente allarmato i cittadini italiani di non scaricare l'applicazione da queste email ricevute perché pericolose il PC e per i dati al suo interno. Le app devono essere scaricate direttamente dal sito ufficiale di immuni o dallo store di Google ed Apple.

2 Commenti
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CYRANO18 Giugno 2020, 13:47 #1
Ottimo , avevo giusto voglia di visitare San Marino sta estate...



Clsòllmssmòksòks
Qarboz18 Giugno 2020, 22:29 #2
Nel momento in cui però l'utente varca le frontiere per qualche viaggio, di lavoro o di piacere, l'app smette di funzionare e non permette di tracciare un contatto positivo nel paese estero

Non mi è chiara questa frase. Da come è scritta sembra che l'app si accorge di essere all'estero (come? quando il telefono è in roaming?) e smette di funzionare. Oppure smette di funzionare perché all'estero (fino ad ora) usano altri sistemi non compatibili?

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