Il Digital Networks Act è stato rimandato: troppi aspetti ancora da chiarire

Il Digital Networks Act è stato rimandato: troppi aspetti ancora da chiarire

L'approvazione del Digital Networks Act è stata rimandata a causa dei troppi nodi ancora da sciogliere: il testo definitivo dovrebbe arrivare a gennaio 2026.

di pubblicata il , alle 18:01 nel canale Telefonia
 

Il Digital Networks Act (noto anche come l'acronimo di DNA) ha l'obiettivo di riformare il quadro normativo che regola il mercato delle telecomunicazioni in UE. Si tratta di una misura molto importante e che, inevitabilmente, coinvolge tutti protagonisti del settore. I tempi per la definizione del nuovo pacchetto si stanno allungando. Il DNA andrà ad affiancare altri interventi normativi come il DMA.

Tutto rimandato

L'iter legislativo del Digital Networks Act procede a ritmo lento e la sua approvazione è si allontana. L'obiettivo era arrivare a un'approvazione già nel corso del mese di dicembre ma la Commissione Europea ha posticipato al 20 gennaio 2026 la data di pubblicazione del nuovo pacchetto di norme. I temi in gioco sono tanti e trovare la quadra sembra essere più complicato del previsto.

Il DNA punta a definire un nuovo quadro normativo chiaro per tutti gli operatori del settore, con l'obiettivo anche di incentivare lo sviluppo di 5G (ma sarebbe già ora di prepararsi al 6G) e della fibra ottica. La Commissione europea ha lanciato, lo scorso giugno, una "call for evidence" con l'obiettivo di raccogliere contributi e pareri dalle aziende del settore ma anche dalle Autorità locali e dai rappresentanti dei consumatori.

Con il DNA, l'UE punta a superare la frammentazione nazionale, avvicinandosi a un vero e proprio mercato unico per il settore delle telecomunicazioni. Dalla call for evidence, però, sono emersi tanti punti critici e per la Commissione servirà, quindi, più tempo per raggiungere un testo definitivo. La data di gennaio 2026 potrebbe essere ulteriormente posticipata.

Da segnalare che la Commissione europea ha scelto di posticipare anche la revisione del Cybersecurity act con cui si andranno a definire le responsabilità dell'agenzia europea per la sicurezza informatica (Enisa) e tutte le questioni legate alla sovranità digitale anche in tema di cybersicurezza.

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