Huawei si prepara a produrre chip in modo indipendente, senza tecnologia made in USA

Huawei si prepara a produrre chip in modo indipendente, senza tecnologia made in USA

L'azienda asiatica sempre più intenzionata a diventare indipendente, controllando anche la produzione di chip all'interno del mercato cinese così da non dipendere più da ban americani

di pubblicata il , alle 17:41 nel canale Telefonia
HuaweiTSMC
 

Le recenti iniziative messe in atto dall'amministrazione Trump hanno ostacolato in modo quasi completo l'attività di business di Huawei, forzando l'azienda prima a non avere accesso ai servizi Google sui propri dispositivi mobile e in seguito bloccando le relazioni commerciali di aziende americane con Huawei. Non solo: aziende non americane che utilizzano tecnologie Made in USA non possono fornire prodotti e servizi a Huawei senza ricevere una autorizzazione specifica da parte dell'amministrazione USA.

Una dinamica di questo tipo sta spingendo Huawei a rendersi completamente indipendente da aziende terze, o quantomeno da quelle che possono avere qualche tipo di legame con gli Stati Uniti, per evitare che questi ban possano pregiudicarne l'attività nel lungo periodo più di quanto non abbiano fatto sino ad ora.

Da questo la scelta dell'azienda di iniziare un'attività che la porti a poter produrre in modo indipendente i chip necessari alla costruzione dei propri prodotti, come indicato dal Financial Times, attraverso una partnership con l'azienda Shanghai IC. Al momento attuale la tecnologia produttiva accessibile sarebbe solo quella a 45 nanometri, un processo non così evoluto come quello a 5 nanometri che la taiwanese TSMC utilizza al momento per produrre i più sofisticati chip mobile.

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Per la fine del prossimo anno Shanghai IC prevede di poter passare alla produzione di chip con tecnologia a 28 nanometri, un balzo in avanti importante ferma restando la distanza con quanto disponibile al momento tra i principali produttori di chip semiconduttori per conto terzi.

Nei giorni scorsi, ne abbiamo parlato in questa notizia, è emersa una nuova informazione legata alla contrapposizione tra Huawei e il governo USA. Quest'ultimo avrebbe infatti autorizzato i produttori partner di Huawei a sviluppare e fornire chip all'azienda cinese con la condizione che questi non vengano utilizzati per la produzione di infrastrutture di comunicazione 5G.

E' quindi possibile che Huawei possa implementare una produzione in patria di quei chip destinati alle infrastrutture 5G, non potendo sfruttare fonderie che si servono di tecnologie USA per questo, continuando a far sviluppare i propri SoC per dispositivi mobile a TSMC e ad altre aziende che sono allo stato dell'arte per quanto riguarda la produzione di semiconduttori. Un futuro decisamente complicato per l'azienda asiatica, che ora guarda forse con un po' di speranza al previsto cambio di amministrazione USA che potrebbe protare a rivedere, almeno in parte, le forti limitazioni cui è stata soggetta nell'ultimo anno e mezzo.

5 Commenti
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WarSide09 Novembre 2020, 18:35 #1
Il problema GROSSO di Huawei è l'eventuale acquisizione di ARM da parte di nvidia (azienda US). In quel caso dovrà anche progettarseli in casa i chip, oltre a produrli.
Sandro kensan09 Novembre 2020, 21:57 #2
Originariamente inviato da: WarSide
Il problema GROSSO di Huawei è l'eventuale acquisizione di ARM da parte di nvidia (azienda US). In quel caso dovrà anche progettarseli in casa i chip, oltre a produrli.


So che Arm ha una Join Venture con una azienda cinese per cui ho letto che il Governo cinese ha voce in capitolo o potrebbe avere voce in capitolo nella vendita di Arm:

The CEOs of Nvidia and Arm expressed confidence in getting regulatory approvals for their US$40 billion merger despite Chinese experts expressing doubt that authorities in Beijing will sign off on the deal.


https://www.scmp.com/tech/big-tech/...40-billion-deal

Beijing likely to reject Arm-Nvidia deal over US fears, says former Lenovo chief engineer


https://www.scmp.com/tech/big-tech/...ars-says-former

Edit: dimenticavo un particolare importante che forse spiega il tutto, Softbank che è giapponese ha una enormità di interessi e ha una gamba almeno in Cina. I 40 miliardi sono solo una parte del capitale che softbank possiede che è un colosso tipo la nostra ENI per cui essendo una realtà economica che ha una gran parte del capitale in territorio cinese non può certo rischiare di vedersi bannata dalla Cina per cui se la Cina dice Niet allora Sofbank non venderà a Nvidia. Ecco spiegato l'articolo cinese.
Min0198710 Novembre 2020, 00:19 #3
Non solo, perchè essendo una società mondiale, deve passare per tutte le antitrust e quello europeo e cinese sono contrari o molto in dubbio, il fondatore inglese ha già esperesso il suo disaccordo alla vendita a Nvidia, quinid credo al 90% che la vendita non verrà conclusa, almeno non solo con Nvidia, più probabile far diventare ARM un consorzio con una % di valore per ogni azienda che ci entra ( cinesi,USA,EU,ect..), in questo caso la vedo mooolto probabile come cosa.
Marko_00110 Novembre 2020, 07:59 #4
improbabile dicano niet
magari bù (traslitterato semplificato),
niet è dei russi
;-)
bisogna ricordarsi che hanno milioni di ingegneri,
anche formati all'estero, e che volontà e capitali,
per fare ex novo qualcosa, non le mancano.
Cfranco10 Novembre 2020, 09:22 #5
I cinesi affonderanno l' affare ARM/nVidia a meno di non ricevere assicurazioni e contropartite che difficilmente gli USA saranno disposti a concedere.
E ovviamente i cinesi investiranno un sacco di soldi per andare in pari nelle tecnologie di produzione dei chip, il risultato di tutte le manovre di Trump sarà quello di indebolire il vantaggio tecnologico USA e rendere i cinesi ancora più pericolosi ( oltre che incacchiati )

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