Huawei, 75 miliardi dal governo cinese per diventare un colosso. Ma l'azienda smentisce

Huawei, 75 miliardi dal governo cinese per diventare un colosso. Ma l'azienda smentisce

Il colosso multinazionale cinese avrebbe ricevuto un supporto enorme da parte del governo cinese per la sua espansione nei mercati internazionali, mettendo in evidenza i legami fra le due entità. L'azienda ha però smentito tutto.

di pubblicata il , alle 10:41 nel canale Telefonia
Huawei
 

Huawei ha subito risposto ad un report del Wall Street Journal secondo il quale il successo dirompente dell'azienda degli ultimi anni è stato frutto di ingenti investimenti statali, pari a decine di miliardi di dollari statunitensi. Secondo l'azienda, però, il supporto ottenuto dal governo cinese non è stato diverso da quello garantito ad altre realtà private connazionali, sottolineando come alla base della propria espansione internazionale ci sia stata una strategia commerciale mirata, attraverso la quale veniva reinvestita parte del fatturato in ricerca e sviluppo.

75 miliardi di dollari dal governo per l'espansione globale di Huawei

Huawei ha precisato che negli ultimi tre decenni ha reinvestito tra il 10 e il 15% del proprio fatturato nello sviluppo di nuovi servizi e tecnologie, sottolineando come l'articolo del Journal si basasse su "informazioni false e scarsa capacità di analisi" che avrebbero condotto ad una speculazione selvaggia circa le capacità di crescita del colosso cinese. Di seguito riportiamo un estratto del commento divulgato dall'azienda nei confronti del report originale:

"Il successo di Huawei è il risultato del nostro pesante investimento in R&D negli ultimi 30 anni, della nostra attenzione rivolta alle esigenze dei clienti e della dedizione dei nostri oltre 190 mila dipendenti in tutto il mondo. Il Wall Street Journal è un media professionale, quindi dobbiamo mettere in discussione motivi e scopo di questo articolo".

Pubblicato lo scorso 25 Dicembre, l'articolo in questione sosteneva che Huawei abbia ricevuto dal governo cinese un supporto economico quantificabile in 75 miliardi di dollari, consentendo all'azienda di offrire termini di servizio estremamente competitivi ad un prezzo di vendita del 30% inferiore rispetto alla concorrenza diretta. Nel report vengono citati analisti, clienti e analisi sui dettagli finanziari dell'azienda, che hanno portato a galla diversi tipi di sostegni economici: il più grande è stato pari a circa 46 miliardi di dollari in qualità di prestiti, linee di credito e altri tipi di supporto da finanziatori statali.

Il colosso cinese ha poi goduto di esenzioni fiscali negli ultimi 25 anni, secondo l'articolo, pari ad almeno 25 miliardi di dollari, all'interno di un programma di incentivi statali volto ad espandere il settore tecnologico in Cina. Huawei avrebbe inoltre ricevuto altri 3,6 miliardi di dollari in sovvenzioni e scontistiche di varia natura. Per calcolare il sostegno ricevuto da Huawei, il Journal ha dichiarato di aver analizzato anche il modo in cui gli incentivi finanziari statali - adeguati nei cambiamenti nel loro campo di applicazione nel corso degli anni - hanno consentito al produttore cinese di investire in maniera più libera.

Huawei smentisce: "Nessun supporto esclusivo da parte della Cina"

L'analisi ha inoltre confrontato i pagamenti fiscali effettuati da Huawei con la responsabilità fiscale prevista in assenza di incentivi, mentre ha escluso altre forme di supporto, come benefici fiscali salariali, abbattimenti delle imposte sulla proprietà, agevolazioni fiscali come ad esempio la deducibilità fiscale per le spese, fra cui quelle di ricerca e sviluppo. In risposta Huawei ha dichiarato di aver investito quasi 73 miliardi di dollari negli ultimi 10 anni, di cui 15 miliardi solo nel 2018 e 4 miliardi nello sviluppo delle tecnollogie 5G fra il 2009 e il 2019, più di quanto avrebbero investito nella tecnologia i colossi americani ed europei.

Huawei ha inoltre sottolineato come non abbia mai beneficiato di trattamenti esclusivi da parte del governo cinese, e di aver avuto con quest'ultimo legami identici a quelli mantenuti da tutte le altre società private connazionali:

"Ogni azienda tecnologica che opera in Cina ha diritto a determinati sussidi da parte del governo, purché vengano soddisfatte determinate condizioni", ha scritto l'azienda nella risposta. "I sussidi forniti alle società tecnologiche sono utilizzati principalmente per sostenere i programmi di ricerca. Huawei richiede i sussidi governativi come può farlo qualsiasi altra società privata. Non abbiamo mai ricevuto trattamenti aggiuntivi o speciali. Il nostro capitale operativo proviene principalmente dalle nostre operazioni commerciali e dai finanziamenti esterni, e non dai sussidi governativi".

Nella difensiva Huawei si lascia anche ad un attacco esplicito nei confronti della pubblicazione: l'azienda ha infatti dichiarato che il Journal ha pubblicato in passato una serie di articoli "in mala fede e irresponsabili" danneggiando la sua reputazione. Il colosso ha inoltre scritto che "si riserva il diritto di intraprendere azioni legali" nei confronti del media statunitense.

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8 Commenti
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Sandro kensan27 Dicembre 2019, 17:45 #1
Ma il Wall street journal è uno dei quei giornali ad avere pubblicato in prima pagina le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein che hanno permesso agli USA di conquistare un nuovo Stato?
Max(IT)27 Dicembre 2019, 18:23 #2
Si certo come no... la smentita di Huawei ha la stessa credibilità di una campagna elettorale di Renzi ...
frank808527 Dicembre 2019, 20:32 #3
non c'è un media affidabile... quindi inutile schierarsi. tutti inventano le storie che vogliono
ma quello che è sicuro è che gli USA non hanno presentato alcune prova riguardo le accuse per il caso Huawei, quindi
questo può essere solo un ulteriore tentativo di infangamento dell'immagine di un'azienda probabilmente innocente.
appunto quel 'probabilmente' resta finchè suddette prove non vengono alla luce... ma allo stato attuale la vittima è huawei non il governo USA, dopotutto queste ipotetiche
aggressioni contro la sicurezza nazionale non si sono materializzate.

In generale credo che sia il vano tentativo di una potenza di sminuirne un'altra in ascesa che rischia di adombrarne la supremazia, idem per tutta la storia dei dazi.
ovviamente lo scopo finale di questa strategia (di propaganda) è di far sapere a chiunque riconosca in qualche modo come veritieri gli USA, che la cina è il nemico... per ora
ritengo legittime tentativi di difesa di Huawei, perchè dopotutto documenti schiaccianti sulle relazioni con PCC non sono stati pubblicati quindi più che articoli del genere visto fin ora non possono uscire.
chico_ve27 Dicembre 2019, 21:32 #4
Originariamente inviato da: Max(IT)
Si certo come no... la smentita di Huawei ha la stessa credibilità di una campagna elettorale di Renzi ...


"Eh, ma la Cina è vittima della prepotenza amerikana." La Cina, povera verginella, rispettosa dei diritti umani, democratica, pienamente leale commercialmente parlando, lei che conosce il pieno rispetto dei lavoratori che sono considerati esseri umani e non schiavi. Lei sì che ha da insegnare all'Occidente bieco e invidioso dei suoi successi.
blobb27 Dicembre 2019, 21:43 #5
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/telef...isce_86193.html

Il colosso multinazionale cinese avrebbe ricevuto un supporto enorme da parte del governo cinese per la sua espansione nei mercati internazionali, mettendo in evidenza i legami fra le due entità. L'azienda ha però smentito tutto.

Click sul link per visualizzare la notizia.


ed anche se fosse??? cosa cambia??
clachi30 Dicembre 2019, 16:03 #6
Originariamente inviato da: Max(IT)
Si certo come no... la smentita di Huawei ha la stessa credibilità di una campagna elettorale di Renzi ...


Ettepareva...è arrivato!
Mparlav30 Dicembre 2019, 16:47 #7
Prestiti agevolati e vantaggi fiscali.
Dove sarebbe la novità?
Non l'hanno fatto e non lo fanno solo in Cina.

Basta citare le denunce e contro denunce al WTO per Airbus e Boeing e gli aiuti di Stato che hanno ricevuto.
aqua8430 Dicembre 2019, 16:53 #8
concordo con quel: E se anche fosse??

e poi, per quelli che ce l'hanno con La Cina, dovrebbero sapere che se la Cina è così è quasi esclusivamente grazie a "noi", perchè hanno vissuto e vivono di export.

e adesso si ha paura??

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