Hop Mobile sfida Samsung e vince: risarcimento milionario per violazione di brevetto

Hop Mobile sfida Samsung e vince: risarcimento milionario per violazione di brevetto

Hop Mobile, azienda italiana che opera nel settore delle telecomunicazioni e della telefonia mobile, ottiene un'importante vittoria giudiziaria nei confronti di Samsung. Il Tribunale di Milano ha accertato la violazione da parte della società sud coreanoa di una tecnologia brevettata da Hop Mobile e stabilito un risarcimento del danno pari a 2 milioni di euro.

di Salvatore Carrozzini pubblicata il , alle 19:01 nel canale Telefonia
Samsung
 

Le diatribe giudiziarie che hanno visto coinvolta Samsung sul terreno dei brevetti e della proprietà intellettuale non sono certamente una novità, basta ricordare le interminabili battaglie legali con Apple. Quando però il nome della controparte coincide con Hop Mobile, una società italiana con sede a Brescia e con risorse molto più limitate di quelle a cui può accedere il colosso coreano, il caso non passa inosservato, soprattutto se l'esito della vicenda si chiude con la sentenza  del Tribunale di Milano favorevole all'azienda italiana e l'obbligo di risarcire il danno quantificato in 2 milioni di euro. 

Samsung

Samsung SGH-D880, uno dei cellulari realizzati utilizzando la tecnologia di Hop Mobile in violazione del brevetto 

La materia del contendere riguarda la violazione del brevetto, ottenuto da Hop Mobile alla fine del 2001, relativo al "Terminale telefonico multinumero", per dirla più semplicemente, un cellulare dual SIM. L'azienda, nel sito ufficiale, descrive nei seguenti termini il contenuto del brevetto che, oggi, può apparire ormai scontato, ma che non era tale all'epoca dell'assegnazione - ovvero oltre 15 anni fa.

Il brevetto riguarda un terminale telefonico mobile di utente che comprende in un unico involucro, almeno due moduli integrali ognuno in grado di supportare autonomamente il collegamento con la rete cellulare e di condividere le periferiche necessarie al funzionamento operativo del terminale, quali la tessera, il display, il microfono, l'auricolare, i connettori di input/output, la batteria, l'antenna ed un'eventuale porta a raggi infrarossi, almeno due schede SIM inserite in rispettivi alloggiamenti ricavati nell'involucro e assegnabili selettivamente ai singoli moduli integrati; ed un processore con la relativa memoria destinato a gestire la condivisione delle periferiche da parte dei moduli integrati e l'assegnazione delle schede SIM a detti moduli secondo un programma prestabilito.

Nel 2008 Hop Mobile e Eko Mobile, l'azienda che commercializzava la tecnologia brevettata dall'azienda bresciana, hanno citato Samsung per la sopra citata violazione con un giudizio che si è concluso solo a giugno scorso. I telefoni cellulari all'interno dei quali Samsung, senza averne il diritto, ha utilizzato la tecnologia di Hop Mobile sono tre: SGH-D880, B7722 e C6112. I giudici non hanno potuto verificare la sussistenza della violazione in rapporto ad altri quattro cellulari (SGH-D980, B5702, C3212 e B7722i) per problemi legati allo stato di funzionamento. 

I legali di Hop Mobile avevano chiesto al Tribunale di Milano di disporre un risarcimento del danno ancor più elevato - 10 milioni di euro - ed hanno confermato che proporranno appello alla sentenza, pur favorevole ai propri assistiti. Da sottolineare il fatto che ad essere condannate al risarcimento del danno subito da Hop Mobile sono sia la divisione italiana, sia la sede centrale di Samsung, colpevole di non aver rispettato il divieto del Tribunale di vendere i cellulari contestati, stabilito poco dopo l'inizio della procedura giudiziaria nel 2008. Un comportamento illecito posto in essere con la collaborazione di 34 distributori nei confronti dei quali Hop Mobile, ha agito, raggiungendo accordi con risarcimenti simbolici, o deciderà di agire in futuro. La casa madre dovrà corrispondere una penale di 50 euro per ogni terminale venduto non rispettando il divieto. 

Per completezza di informazione si precisa che anche Eko Mobile ha ricevuto una condanna per atti di concorrenza sleale, commessi informando i media dell'accaduto. Modi e forme evidentemente ritenute eccessive del Tribunale che, per lo specifico comportamento illecito, ha stabilito l'obbligo di risarcimento del danno pari a 50.000 euro. Sanzione che non cambia il valore simbolico della vicenda, ben sintetizzato dall'avvocato di Eko Mobile, Cesare Galli, che ha dichiarato al Corriere.it

I grandi colossi sfruttano la forza dei numeri, mentre le armi fondamentali delle piccole società sono i brevetti. È la loro qualità che fa la differenza. Questo è un esempio clamoroso che spero venga preso ad esempio

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5 Commenti
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zbear21 Luglio 2016, 21:57 #1

Ahahahahahahaha

Fantastico, tutta l'operazione GLI E' COSTATA 48 milioni di euro.
E se poi perdono il ricorso (contro che cosa, la multa o il risarcimento?) sono falliti ....
gerko22 Luglio 2016, 01:39 #2
50.000 euro non 50.000.000!
Anderaz22 Luglio 2016, 07:35 #3
Ah, questi sono quelli grazie ai quali avere un telefono dual sim in Italia è stata per anni un'impresa.
Portocala22 Luglio 2016, 09:15 #4
Solo 8 anni per avere la sentenza. Cosa stavano aspettando? Obsolescenza tecnologica?
djfix1323 Luglio 2016, 09:42 #5
questi non sono brevetti ma idee di massima su come dovrebbe essere un terminale, ho libri pieni di idee strampalate che poi sono stati costruiti e venduti finiti!
allora vale anche il brevetto di "auto senza ruote" così quel giorno che le faranno volanti non potranno toglierle per non violare un mio brevetto...tutte cazzate!

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