Honor cresce in Italia mentre il caro memorie svuota le fasce basse, e il foldable punta al grande pubblico

Honor cresce in Italia mentre il caro memorie svuota le fasce basse, e il foldable punta al grande pubblico

L'impennata dei prezzi delle memorie spinta dall'IA sta facendo sparire gli smartphone più economici. Honor supera il 5% di quota in Italia, allarga l'ecosistema oltre lo smartphone e prova a portare il foldable Magic V6 fuori dalla nicchia business

di pubblicata il , alle 12:21 nel canale Telefonia
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Il prezzo delle memorie è diventato la variabile che sta ridisegnando il mercato degli smartphone più di qualsiasi novità di prodotto. La domanda di chip e memoria alimentata dall'intelligenza artificiale ha innescato un rincaro che, dopo una prima parte dell'anno relativamente tranquilla, tra maggio e luglio si è fatto sentire con forza sugli scaffali. È il quadro tracciato da Pier Giorgio Furcas, vicedirettore di Honor Italia e responsabile dell'azienda per la Svizzera, in un'intervista rilasciata a Hardware Upgrade nella sede milanese del produttore.

Il meccanismo è lineare. L'IA è ormai richiesta da moltissimi settori, non solo dalla telefonia, e per funzionare ha bisogno di due ingredienti, il processore e la memoria. Quando la domanda dei settori che stanno trainando lo sviluppo dell'IA inizia ad assorbire memoria in grandi volumi, i prezzi salgono per tutti, e la memoria pesa parecchio sul costo di produzione di un telefono. Il riflesso più immediato è la scomparsa dei modelli più economici: sotto una certa soglia, spiega Furcas, proporre un prodotto è diventato insostenibile sul piano dei conti.

I numeri che porta il manager sono eloquenti. La fascia tra 0 e 99 euro, che un anno fa in questo periodo valeva circa 25 mila pezzi a settimana, oggi si aggira sui 6 mila pezzi. Non è un problema di domanda: "Non è che l'utente finale non vuole più il prodotto da 99 euro, è che non c'è più negli scaffali", osserva. E manca anche il travaso verso la fascia immediatamente superiore, quella tra 100 e 150 euro, rimasta stabile. Il consumatore, in sostanza, tiene in mano più a lungo il vecchio telefono e rimanda l'acquisto in attesa del momento giusto, orientandosi semmai verso una scelta più ragionata.

Oltre il 5% di quota, con un ecosistema che si allarga

In questo scenario Honor rivendica un traguardo importante: il superamento del 5% di quota di mercato in Italia, con un valore che Furcas colloca ormai più vicino al 6%. Il dato acquista rilievo se si considera il punto di partenza. In un mercato dominato da marchi storici, il brand è cresciuto da zero, e secondo il manager il risultato arriva da scelte selettive, comprese diverse rinunce a grossi volumi di merce che avrebbero portato numeri nell'immediato ma non rientravano nell'impostazione dell'azienda.

Honor-Furcas-2026

La forza di Honor si concentra soprattutto nella fascia media, tra i 300 e i 500 euro, dove la serie 600 e vari modelli della serie N si sono ritagliati spazio e dove il rincaro delle memorie rischia di spingere una parte della domanda. Attorno allo smartphone, però, il produttore sta costruendo un ecosistema più ampio. I tablet, in particolare lo scorso anno, hanno guadagnato quota più rapidamente dei telefoni, complice una concorrenza meno affollata. A questi si aggiungono smartwatch e altri dispositivi indossabili, con un'offerta che non si ferma più ai 39-49 euro ma sale verso i 199-249 euro, e le cuffie. L'obiettivo dichiarato è dare all'utente un catalogo più completo, così da renderlo più propenso a scegliere il marchio anche per i prodotti collegati.

Il pieghevole prova a uscire dalla nicchia

Il capitolo più delicato resta quello dei foldable. Il mercato europeo, ricorda Furcas, continua a faticare più di quello asiatico ad apprezzare il formato, e non è più una questione di prezzo. Nato come oggetto pensato per il professionista, il manager o l'architetto, il pieghevole secondo Honor può funzionare anche per un pubblico consumer, che è poi il DNA del marchio. Il punto, spiega, è comunicare che un display più ampio non serve solo per lavorare: guardare un video su una diagonale molto più generosa è un vantaggio alla portata di chiunque, senza bisogno di una motivazione professionale.

Honor-Magic-V6

A dare sostanza a questa linea arriva il nuovo Honor Magic V6, che Hardware Upgrade ha provato in una recensione dedicata. Il modello prova a smontare i compromessi che per anni hanno frenato la categoria. La resistenza, prima fonte di timori per la fragilità dello schermo interno, è stata rafforzata, con certificazioni IP68 e IP69 rare tra i pieghevoli. L'autonomia non è più un punto debole: la batteria al silicio-carbonio da 6.660 mAh è la più capiente mai vista su un foldable e supera diversi flagship tradizionali. Il comparto fotografico, con il teleobiettivo periscopico tra i più maturi del segmento, regge il confronto con i migliori. E lo spessore resta tra i più contenuti della categoria, in linea con quello di un top di gamma tradizionale. Le tre riserve storiche, fotocamera, batteria e resistenza, secondo Furcas sono oggi risolte.

Il nodo, a questo punto, è tutto di percezione. Sul piano tecnico Honor ha guidato il segmento negli ultimi anni, con pieghevoli più sottili e una cerniera più efficace nel contenere la piega visibile, un vantaggio che i concorrenti stanno provando a colmare solo ora. Il Magic V6 conferma questa posizione, ma il pubblico europeo va ancora convinto che il formato non sia riservato a chi lo usa per lavoro. La scommessa di Honor è spostare il pieghevole dall'ufficio al consumo di massa, facendo leva su un ecosistema più largo e su una gamma media solida proprio mentre il caro-memorie ridisegna le priorità di acquisto. Se la crescita degli ultimi anni indica una direzione, è su questo doppio binario, accessibilità nelle fasce che contano e ambizione nel segmento di punta, che si gioca la prossima fase.

 
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