Google sviluppa Audio Memory per i Pixel: una funzione che potrebbe registrare suoni e conversazioni

Google sviluppa Audio Memory per i Pixel: una funzione che potrebbe registrare suoni e conversazioni

Audio Memory è una funzione in sviluppo per i Pixel che potrebbe registrare e organizzare informazioni audio ascoltate durante la giornata. Integrata con Now Playing, consentirebbe di riconoscere musica e potenzialmente gestire conversazioni importanti

di pubblicata il , alle 10:21 nel canale Telefonia
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Google starebbe sviluppando una nuova funzione per gli smartphone Pixel denominata Audio Memory, individuata all'interno della più recente versione di Android System Intelligence destinata alla gamma Pixel 10. Le informazioni emergono dall'analisi del codice dell'applicazione e suggeriscono l'arrivo di uno strumento progettato per aiutare gli utenti a ricordare ciò che ascoltano nel corso della giornata.

Secondo le stringhe presenti nel software, l'attivazione della funzione consentirebbe di tenere traccia di vari contenuti audio, inclusa la musica riprodotta nell'ambiente circostante e conversazioni considerate importanti. Il progetto è identificato internamente con il nome in codice "blueflax", ispirato a una varietà di fiore selvatico. Al momento non esistono dettagli ufficiali sul funzionamento definitivo di questa opzione, ma le informazioni emerse suggeriscono un approccio simile a quello adottato da alcuni dispositivi e applicazioni specializzate nella registrazione ambientale.

In questo scenario, il sistema potrebbe ascoltare le conversazioni nelle vicinanze dello smartphone, trascriverle e generare successivamente note o riepiloghi tramite strumenti di intelligenza artificiale. Un'ipotesi alternativa prevede invece un utilizzo più limitato, concentrato esclusivamente sulle chiamate telefoniche o sulle conversazioni gestite tramite applicazioni compatibili.

Ulteriori dettagli su Audio Memory, la nuova funzione per i Google Pixel

Le indicazioni presenti nel codice mostrano che Audio Memory dovrebbe operare come un servizio in background incaricato di elaborare l'audio raccolto. L'esperienza utente potrebbe essere gestita da applicazioni già esistenti oppure da una futura app dedicata ai dispositivi Pixel. La nuova funzione integrerebbe inoltre il sistema Now Playing, già presente sugli smartphone Google, che riconosce automaticamente la musica riprodotta nelle vicinanze.

A questa capacità si aggiungerebbe una nuova sezione dedicata ai brani ascoltati direttamente sul dispositivo o tramite altre applicazioni. Le schermate preliminari individuate dagli analisti indicano che il riconoscimento musicale continuerà a basarsi principalmente su un database archiviato localmente sul dispositivo.

Quando un brano non viene identificato, una breve impronta digitale del contenuto audio potrebbe essere inviata ai server Google per una ricerca sicura nel cloud. Google specifica inoltre che le conversazioni e gli altri suoni registrati in background non verrebbero trasmessi ai propri server. L'elaborazione dovrebbe sfruttare il Private Compute Core, tecnologia progettata per eseguire operazioni sensibili direttamente sul dispositivo, garantendo un maggiore controllo dei dati personali da parte dell'utente.

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