Google, raccolti dati da app di terze parti per migliorare i propri servizi? Le accuse

Google, raccolti dati da app di terze parti per migliorare i propri servizi? Le accuse

Nuove accuse per Google relative a un'eventuale pratica commerciale scorretta nei confronti degli sviluppatori di app concorrenti

di pubblicata il , alle 16:41 nel canale Telefonia
GoogleAndroid
 

Nuova tegola su Google per quanto riguarda la gestione dei dati delle app di terze parti su Android. Secondo quanto riporta The Information, un programma interno noto come Android Lockbox avrebbe consentito ai dipendenti dell'azienda di accedere a dati su come gli utenti interagiscono con app e servizi di terze parti, il tutto attraverso i Google Mobile Services preinstallati sulla maggior parte dei dispositivi Android. Google ha così avuto accesso a informazioni sensibili, come ad esempio quanto spesso gli utenti hanno utilizzato un'app e per quanto tempo.

Ancor più grave il presunto movente: secondo le fonti queste informazioni sono state utilizzate per tenere sotto controllo i concorrenti dei servizi proprietari, come ad esempio per monitorare l'utilizzo di Facebook e di Instagram, e si pensa anche che Google abbia usato i dati per pianificare il lancio di Shorts, l'alternativa proprietaria di TikTok. I dipendenti di Google devono comunque richiedere l'autorizzazione per visualizzare questi dati in alcuni casi, e le richieste non sempre vengono accettate. Secondo la fonte Android Lockbox ottiene le informazioni più utili quando gli utenti accettano di condividere i dati con Google durante la prima configurazione di Android.

Questi dati consentono a Google di offrire un'esperienza personalizzata, secondo quanto si legge nella stessa schermata di scelta, ma The Information afferma che ricevendoli Google può sfruttare le informazioni per competere in maniera più efficace con gli avversari di mercato. In risposta all'articolo Google ha ammesso di avere accesso ai dati di utilizzo delle app concorrenti, ma ha affermato che il programma è pubblico e che anche altri sviluppatori possono accedere ad informazioni simili. Tuttavia, è lecito supporre che la mole di dati raccolta da Google non sia neanche paragonabile, visto che può attingere da qualsiasi dispositivo con i Google Mobile Services, mentre i singoli sviluppatori possono ottenere i dati solo dai telefoni su cui sono state installate le loro app.

Google ha dichiarato che i dati non forniscono informazioni su come le persone utilizzino le singole app e sono anonimi, quindi non consentono di riconoscere l'identità del singolo utente. L'azienda ha inoltre specificato che la raccolta di dati viene indicata agli utenti, e che questi ultimi hanno libero controllo sulle operazioni potendole gestire in maniera capillare. Google utilizza delle API disponibili anche agli sviluppatori di terze parti, utili non solo per migliorare i servizi, ma anche per offrire informazioni utili ai sistemi di risparmio energetico in modo da allocare intelligentemente le risorse alle app utilizzate più di frequente, o per le funzionalità di benessere digitale o per migliorare la ricerca delle app su Google Play Store.

Le nuove accuse arrivano in un momento in cui Google è sotto i riflettori dell'antitrust americana, con Sundar Pichai che deve testimoniare al Congresso. Nel frattempo anche il Dipartimento di Giustizia pare essere intenzionato ad aprire un fascicolo antitrust ai danni dell'azienda, ma in ogni caso si tratta di indagini concentrate sui business di ricerca e di pubblicità, non su eventuali pratiche commerciali scorrette con Android. Google non è l'unica società che è stata accusata di aver tentato di raccogliere dati dai telefoni sui servizi concorrenti. Nel 2017, un'indagine del Wall Street Journal affermava che Facebook aveva utilizzato un servizio VPN di sua proprietà, Onavo, per monitorare i servizi concorrenti e pianificare le sue acquisizioni. L'app è stata chiusa nel 2019.

19 Commenti
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ajelis10125 Luglio 2020, 17:24 #1
"Google ha dichiarato che i dati non forniscono informazioni su come le persone utilizzino le singole app e sono anonimi,"

Perché non obbligano per legge i produttori di SO a rilasciare in Open Source la parte di SO che raccoglie e gestisce i dati?

Dobbiamo per forza continuare a fidarci a vita delle dichiarazioni di qualche portavoce?
marcram25 Luglio 2020, 17:53 #2
Originariamente inviato da: ajelis101
"Google ha dichiarato che i dati non forniscono informazioni su come le persone utilizzino le singole app e sono anonimi,"

Perché non obbligano per legge i produttori di SO a rilasciare in Open Source la parte di SO che raccoglie e gestisce i dati?

Dobbiamo per forza continuare a fidarci a vita delle dichiarazioni di qualche portavoce?

Perché alla gente la cosa non interessa...
Vedi ogni articolo in cui si parla di privacy: la maggior parte della popolazione non sa o non capisce di cosa si sta parlando, gli altri o sono accondiscendenti perché tanto "non hanno nulla da nascondere", oppure sostengono che tanto ci sono app che fanno di peggio...
Se gli utilizzatori fossero appena un po' più istruiti e consapevoli, allora queste aziende dovrebbero per forza cambiare modo di fare...
Italia 126 Luglio 2020, 08:42 #3
Originariamente inviato da: marcram
Perché alla gente la cosa non interessa...
Vedi ogni articolo in cui si parla di privacy: la maggior parte della popolazione non sa o non capisce di cosa si sta parlando, gli altri o sono accondiscendenti perché tanto "non hanno nulla da nascondere", oppure sostengono che tanto ci sono app che fanno di peggio...
Se gli utilizzatori fossero appena un po' più istruiti e consapevoli, allora queste aziende dovrebbero per forza cambiare modo di fare...


Giustissimo. La maggior parte degli utenti ancora non comprende che quando scrive qualcosa o mette una foto, una mail, la scrive in un server accessibile a qualcuno, non é scritta solo sullo schermo.

Secondo me andrebbe "forzato" l'utilizzo di un patentino per accedere ad internet, giusto per far avere un'infarinatura base alla gente
canislupus26 Luglio 2020, 09:18 #4
Non si tratta di non rendersi conto, semplicemente non ci si vuole stressare anche per questo "problema".
Viviamo in un'era nella quale l'informazione è alla base di ogni commercio.
Spesso i servizi non vengono erogati in forma "gratuita" se non si rinuncia ad una parte della propria privacy.
Se pretendete che una società vi fornisca qualcosa, senza chiedere NULLA (compresi i vostri dati personali), quella si chiama beneficenza.
marcram26 Luglio 2020, 09:40 #5
Originariamente inviato da: Italia 1
Giustissimo. La maggior parte degli utenti ancora non comprende che quando scrive qualcosa o mette una foto, una mail, la scrive in un server accessibile a qualcuno, non é scritta solo sullo schermo.

Secondo me andrebbe "forzato" l'utilizzo di un patentino per accedere ad internet, giusto per far avere un'infarinatura base alla gente

Dovrebbero fare come quando vogliono sensibilizzare contro il vizio del fumo, o gli incidenti stradali: mostrare alla gente dei casi reali in cui i dati rilasciati con troppa leggerezza hanno portato a conseguenze rilevanti. Tipo pubblicità progresso.
C'è un video su YT, "pizzeria Google", divertente, ma fa pensare...
Originariamente inviato da: canislupus
Non si tratta di non rendersi conto, semplicemente non ci si vuole stressare anche per questo "problema".
Viviamo in un'era nella quale l'informazione è alla base di ogni commercio.
Spesso i servizi non vengono erogati in forma "gratuita" se non si rinuncia ad una parte della propria privacy.
Se pretendete che una società vi fornisca qualcosa, senza chiedere NULLA (compresi i vostri dati personali), quella si chiama beneficenza.

Non sempre.
Intanto ci sono aziende senza scopo di lucro, che vivono di volontariato e donazioni.
Poi ce ne sono molte altre che vivono vendendo i servizi premium, e forniscono un servizio base gratuito per aumentare la base di utenza e invogliare nuovi clienti premium.
Le aziende invece con scopo di lucro, che forniscono tutto gratis... quelle sì danno da pensare...
Max(IT)26 Luglio 2020, 10:14 #6
Dve sarebbe la notizia ? L’esistenza stessa di Android è motivata dalla necessità di raccolta dati di Google. O qualcuno pensava che Google avesse creato Android per il bene dell’umanità?
Google non è una ONLUS, è una società il cui core business è l’advertising. Android agli occhi di Google è costituito solo da un mare di account dai quali ricavare ogni genere di dato. I dati sono raccolti in gran parte in forma anonima, verissimo, perché a Google di farsi i fatti del singolo non importa nulla. Loro cercano solo il modo più efficace di vendere pubblicità mirata.
È ora di smettere di credere che i servizi offerti da Google siano gratuiti. Li si paga solo con una “moneta” diversa.
canislupus26 Luglio 2020, 10:24 #7
Originariamente inviato da: Max(IT)
Dve sarebbe la notizia ? L’esistenza stessa di Android è motivata dalla necessità di raccolta dati di Google. O qualcuno pensava che Google avesse creato Android per il bene dell’umanità?
Google non è una ONLUS, è una società il cui core business è l’advertising. Android agli occhi di Google è costituito solo da un mare di account dai quali ricavare ogni genere di dato. I dati sono raccolti in gran parte in forma anonima, verissimo, perché a Google di farsi i fatti del singolo non importa nulla. Loro cercano solo il modo più efficace di vendere pubblicità mirata.
È ora di smettere di credere che i servizi offerti da Google siano gratuiti. Li si paga solo con una “moneta” diversa.


Ma infatti non vedo come si possa pensare che una società come Google possa sopravvivere sulla speranza che qualcuno gli doni del denaro.
In questo caso la sua moneta sono le informazioni degli utenti che vende per ricerche di mercato sicuramente mirate e migliori (per chi le compra) in quanto si basano sulle preferenze di navigazione.
Quindi io non mi scandalizzo assolutamente e non ne faccio una guerra ideologica.
canislupus26 Luglio 2020, 10:29 #8
Originariamente inviato da: marcram
Non sempre.
Intanto ci sono aziende senza scopo di lucro, che vivono di volontariato e donazioni.


Io sto parlando di SOCIETA' A SCOPO DI LUCRO... le Onlus non le considero dato che esistono in funzione del fatto che qualcuno gli eroghi del denaro in forma gratuita (e magari sono le stesse cattive società private o dipendenti pagati da società private cattive... )

Poi ce ne sono molte altre che vivono vendendo i servizi premium, e forniscono un servizio base gratuito per aumentare la base di utenza e invogliare nuovi clienti premium.


A me sembra che anche nei servizi gratuiti, spesso venga richiesto di poter accedere ad alcune informazioni personali.
Una società non vive senza denaro, questo è un dato di fatto e anche il servizio free ha dei costi che qualcuno deve pagare.
Se non hai una base premium importante, mi sembra LOGICO chiedere a quella che non paga con denaro, ti compensare in altra forma.


Le aziende invece con scopo di lucro, che forniscono tutto gratis... quelle sì danno da pensare...


Non c'è nessun complottismo da ipotizzare.
Gratis non esiste e tutto ha un costo, anche quello che tu reputi tale in quanto volontario (e io ho lavorato dentro una Onlus nella mia vita e ti assicuro che i suoi dipendenti erano pagati... alcuni anche in maniera importante... giustamente)
marcram26 Luglio 2020, 12:17 #9
Originariamente inviato da: canislupus
Io sto parlando di SOCIETA' A SCOPO DI LUCRO... le Onlus non le considero dato che esistono in funzione del fatto che qualcuno gli eroghi del denaro in forma gratuita (e magari sono le stesse cattive società private o dipendenti pagati da società private cattive... )

Considero le società senza scopo di lucro nel senso che stavamo parlando di servizi erogati gratuitamente. Poi che ricevano donazioni da società brutte e cattive, non importa, finché forniscono un servizio senza chiedere in cambio dati personali da rivendere...

A me sembra che anche nei servizi gratuiti, spesso venga richiesto di poter accedere ad alcune informazioni personali.
Una società non vive senza denaro, questo è un dato di fatto e anche il servizio free ha dei costi che qualcuno deve pagare.
Se non hai una base premium importante, mi sembra LOGICO chiedere a quella che non paga con denaro, ti compensare in altra forma.

Spesso sì, ma non sempre. Basta saper scegliere, se si ha possibilità di scelta.
Parlo proprio di società che hanno un modello per cui le entrate dei servizi premium sono sufficienti a fornire anche il servizio free. E ce ne sono.

Non c'è nessun complottismo da ipotizzare.
Gratis non esiste e tutto ha un costo, anche quello che tu reputi tale in quanto volontario (e io ho lavorato dentro una Onlus nella mia vita e ti assicuro che i suoi dipendenti erano pagati... alcuni anche in maniera importante... giustamente)

Nessuno parla di complottismo. Al massimo di costi nascosti. Che poi non sono veramente nascosti, se sai di cosa si parla, ma alla maggior parte della gente sono nascosti.
Non per niente Facebook è stata obbligata a togliere il "gratis" dalla pagina di registrazione, no? Perché spacciava per gratuito ciò che gratuito non era. Ma, nonostante questo, non viene comunque esplicitato che i dati personali raccolti servono a finanziare il servizio, quindi in parte possiamo ancora parlare di comportamento non troppo corretto...

Gratis esiste, spesso viene abusato come termine, ma non vuol dire che non esista. Anch'io ho contribuito spesso a progetti opensource, e non ho chiesto niente in cambio.
I dipendenti di cui parli tu sono figure di cui certe Onlus hanno bisogno, e che hanno necessità di assumere retribuite in quanto non hanno una corrispettiva figura che si sia offerta di fare lo stesso lavoro da volontario. Se una Onlus avesse la disponibilità di volontari che copra tutti i suoi fabbisogni, potrebbe non pagare nessun dipendente. Qualche volta succede.
canislupus26 Luglio 2020, 13:00 #10
Originariamente inviato da: marcram
Considero le società senza scopo di lucro nel senso che stavamo parlando di servizi erogati gratuitamente. Poi che ricevano donazioni da società brutte e cattive, non importa, finché forniscono un servizio senza chiedere in cambio dati personali da rivendere...


E' un non ragionamento.
Non chiedono i dati personali da rivendere proprio perchè hanno un'altra fonte di ingresso di denaro.
Se nessuno gli elargisce pecunia, stai tranquillo che quasi nessuna società senza scopo di lucro esisterebbe.
Ti meraviglierai, ma NESSUNA società può operare senza fondi (anche se rinunciasse ad una paga personale). Anche solo il trasporto di un bene richiede un mezzo (con relativa manutenzione, assicurazione, etc...), un guidatore (che potrebbe anche essere un volontario in forma gratuita) e il carburante (che non credo ti venga donato).


Spesso sì, ma non sempre. Basta saper scegliere, se si ha possibilità di scelta.
Parlo proprio di società che hanno un modello per cui le entrate dei servizi premium sono sufficienti a fornire anche il servizio free. E ce ne sono.


Sono una minoranza rispetto al resto.
I servizi premium per ripagare anche MILIONI di utilizzatori free o hanno dei costi inavvicinabili oppure devono per forza di cose anche rivendere le informazioni personali.
Tenere in piedi una infrastruttura tecnologica per 10.000.000 di persone di cui solo 100.000 paganti richiede esborsi molto importanti. Quindi a meno di far pagare cifre immonde a quei 100 mila, devi per forza di cose vendere i dati dei restanti 9,9 milioni.


Nessuno parla di complottismo. Al massimo di costi nascosti. Che poi non sono veramente nascosti, se sai di cosa si parla, ma alla maggior parte della gente sono nascosti.


Sono nascosti se pensi che a questo mondo esista lo spirito di sacrificio e di immolazione per gli altri.
Io di santi al momento non ne conosco.


Non per niente Facebook è stata obbligata a togliere il "gratis" dalla pagina di registrazione, no? Perché spacciava per gratuito ciò che gratuito non era. Ma, nonostante questo, non viene comunque esplicitato che i dati personali raccolti servono a finanziare il servizio, quindi in parte possiamo ancora parlare di comportamento non troppo corretto...


Si può essere più chiari ovviamente, ma solo un ingenuo o una persona in malafede può pensare che una società con migliaia di dipendenti possa erogare un servizio a qualche miliardo di persone e non avere una fonte di reddito.


Gratis esiste, spesso viene abusato come termine, ma non vuol dire che non esista. Anch'io ho contribuito spesso a progetti opensource, e non ho chiesto niente in cambio.


TU hai dato il TUO lavoro in forma gratuita, ma in qualsiasi società NON esiste che non vi siano costi... anche se il costo del personale fosse zero, avresti costi per le forniture e tutto il resto... quindi salvo che gli stessi lavoratori si autotassino (e a questo punto sarebbe da chiedersi come possano avere reddito e chi glielo paghi), è solo una partita di giro.


I dipendenti di cui parli tu sono figure di cui certe Onlus hanno bisogno, e che hanno necessità di assumere retribuite in quanto non hanno una corrispettiva figura che si sia offerta di fare lo stesso lavoro da volontario. Se una Onlus avesse la disponibilità di volontari che copra tutti i suoi fabbisogni, potrebbe non pagare nessun dipendente. Qualche volta succede.


Mai conosciuta una di questo tipo.
E in ogni caso ripeto che il costo del personale non è l'unico costo.
Società (a scopi di lucro o meno) che non abbiamo uscite non possono esistere a questo mondo e al contempo devono avere delle entrate in qualche forma (advertising, donazioni, vendita)...

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