Google pronta a cambiare marcia con i Pixel 11. Arriverà il chip Tensor G6 a 2nm di TSMC
Il futuro dei Pixel si delinea con chiarezza: mentre il Tensor G5 dei Pixel 10 rappresenta un primo passo verso l'indipendenza da Samsung, sarà il Tensor G6 a 2nm dei Pixel 11 a segnare la vera svolta tecnologica per Google.
di Bruno Mucciarelli pubblicata il 25 Giugno 2025, alle 10:31 nel canale TelefoniaL'ecosistema mobile di Google si prepara a vivere una trasformazione radicale che si articolerà su due generazioni successive di smartphone. Se da un lato i Pixel 10, attesi per il termine dell'estate, introdurranno il primo processore Tensor completamente svincolato dalla partnership con Samsung, dall'altro sarà necessario attendere i Pixel 11 del 2026 per assistere al vero salto qualitativo dell'azienda di Mountain View.
La transizione verso TSMC: un cambio di rotta strategico
Il Tensor G5 che alimenterà la decima generazione di Pixel rappresenta un momento di svolta storico per Google. Per la prima volta dalla nascita della famiglia Tensor nel 2021, l'azienda americana ha deciso di interrompere la collaborazione con Samsung Foundry, affidando invece la produzione del proprio SoC a TSMC, il colosso taiwanese leader mondiale nella manifattura di semiconduttori. Una scelta strategica che porta con sé l'adozione del processo produttivo a 3nm (N3E), una tecnologia che promette miglioramenti significativi in termini di efficienza energetica e gestione termica rispetto alle precedenti generazioni. Il chip, identificato internamente con il nome in codice "Laguna Beach", utilizzerà la tecnologia di packaging InFO POP esclusiva di TSMC e supporterà configurazioni con 16GB di RAM.

Tuttavia, i primi riscontri prestazionali suggeriscono cautela nelle aspettative. I benchmark preliminari di Geekbench 6 mostrano punteggi di circa 1323 punti in single-core e 4004 in multi-core, valori inferiori rispetto al Tensor G4 attuale. Questi risultati, seppur provvisori e soggetti a ottimizzazioni software future, indicano che il G5 rappresenta più una fase di transizione che una rivoluzione prestazionale.
Tensor G6: l'architettura del futuro
Le vere aspettative si concentrano sul Tensor G6, il processore destinato ai Pixel 11 che dovrebbe debuttare nel 2026. Secondo le indiscrezioni più recenti, Google starebbe valutando l'adozione del processo produttivo a 2nm di TSMC per questo chip di nuova generazione. L'importanza di questa scelta tecnologica non può essere sottovalutata. Storicamente, Google ha sempre accusato un ritardo rispetto alla concorrenza nell'adozione dei nodi produttivi più avanzati: il primo Tensor del 2021 utilizzava un processo a 5nm quando i rivali già implementavano soluzioni a 4nm. Con il G6 a 2nm, l'azienda potrebbe finalmente colmare questo gap tecnologico, posizionandosi all'avanguardia nel settore mobile.
L'evoluzione verso processi produttivi sempre più miniaturizzati comporta vantaggi fondamentali che si riflettono direttamente sull'esperienza utente. La maggiore densità di transistor ottenibile con il nodo a 2nm consente di integrare più funzionalità in spazi ridotti, traducendosi in prestazioni superiori e consumi energetici ottimizzati. Per Google, che ha orientato l'intera filosofia progettuale dei Tensor verso l'ottimizzazione delle operazioni di intelligenza artificiale e machine learning on-device, questo salto tecnologico potrebbe rappresentare un catalizzatore decisivo. La maggiore efficienza computazionale del 2nm permetterebbe di implementare algoritmi AI più complessi senza compromettere l'autonomia, aprendo scenari inediti per funzionalità innovative.

Un ecosistema in evoluzione
La strategia di Google appare chiara: utilizzare il Tensor G5 come ponte tecnologico verso una nuova era, per poi sprigionare tutto il potenziale dell'architettura custom con il G6. Questa roadmap riflette un approccio maturo, che privilegia la stabilità e l'ottimizzazione progressiva rispetto a salti tecnologici azzardati. Il passaggio a TSMC non rappresenta solo un cambio di fornitore, ma l'opportunità per Google di sviluppare un'integrazione hardware-software ancora più profonda, seguendo il modello di successo di Apple.

Con il controllo completo della catena di sviluppo, dalla progettazione alla produzione, Google potrà finalmente competere ad armi pari con i leader del settore mobile. La vera rivoluzione dei Pixel, dunque, è rimandata al 2026, quando il Tensor G6 a 2nm dovrebbe finalmente materializzare le ambizioni tecnologiche di Google nel settore degli smartphone flagship.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoCambio di produttore di chip...
Sai che evoluzione...
IMHO
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