Google, possibile class-action per le politiche sulla posizione degli utenti

Google, possibile class-action per le politiche sulla posizione degli utenti

Un recente articolo di AP News ha creato un polverone intorno a Google e le sue politiche "occulte" di monitoraggio della posizione degli utenti

di pubblicata il , alle 08:21 nel canale Telefonia
Google
 

Napoleon Patacsil ha denunciato Google e sta cercando di iniziare una class-action nei confronti del gigante del mondo informatico. Nella denuncia si leggono presunti danni personali dovuti alle violazioni della privacy secondo le leggi dello stato della California per via di quello che viene definito "monitoraggio occulto" della posizione degli utenti. Il tutto arriva in seguito ad un articolo di AP News in cui si legge che il monitoraggio della posizione dell'utente continua anche in seguito alla disabilitazione della funzione chiamata Cronologia delle posizioni. 

Solo in seguito alla pubblicazione dell'articolo Google ha cambiato la descrizione sul sito ufficiale, in modo da chiarire che le informazioni sulla posizione degli utenti possono venire salvate e sfruttate anche mediante altre funzionalità che devono essere anch'esse disattivate. Le accuse presenti nei documenti della denuncia sono principalmente legate alla violazione della privacy secondo la sezione 637.7 del codice penale dello stato della California, che vieta "l'uso di un dispositivo elettronico per determinare la posizione o i movimenti di una persona" senza il suo consenso.

Se la presunta violazione della privacy da parte di Google venisse affrontata con una class-action, il caso potrebbe diventare particolarmente costoso per l'azienda americana. Al momento, comunque, sono in dubbio sia la colpevolezza da parte di Big G, sia i danni nei confronti degli utenti. A difesa della multinazionale ci potrebbe essere il fatto che abilitando i servizi di geolocalizzazione si ottiene un'esperienza d'uso sensibilmente migliore, o che l'attivazione della funzionalità, o l'uso della posizione da parte di Maps, sono azioni che non recano danni evidenti agli utenti. Le accuse nei confronti di Google non terminano però con la denuncia di Patacsil.

Anche l'Electronic Privacy Information Center (EPIC) ha inviato una lettera alla FTC statunitenze per indicare che i fatti raccontati dall'articolo di AP News costituiscono una violazione di un'ordinanza firmata da Google nel 2011, visto che alla società veniva impedito di tracciare gli utenti se questi non avessero offerto il loro consenso esplicito. Quell'ordinanza era legata principalmente al social network Buzz (che non ha mai avuto molta fortuna), e le accuse erano relative all'uso di "tattiche ingannevoli e violazioni delle promesse sulla privacy verso i consumatori". Se Google non riuscisse a dimostrare la sua innocenza i danni potrebbero essere di parecchie migliaia di dollari per ogni singolo membro della ipotetica class-action..

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3 Commenti
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s0nnyd3marco23 Agosto 2018, 08:59 #1
Sarebbe anche giusto visto che queste multinazionali capiscono la lezione solo quando si tocca il loro portafogli (in modo serio, non come agicom in Italia).
ComputArte24 Agosto 2018, 03:24 #2

....non reca danni evidenti all'utente?!?!

Il danno è correlato in maniera diretta ed indiretta con il diritto alla privacy ed alla volontà dell'utente di NON essere tracciato.
I dati di profilazione scaturenti dalla geolocalizzazione CONTINUA, ineriscono l'incrocio con dati sensibili ed identificanti che rendono la promessa di anonimato semplicemente una chimera!!!!

Oramai gli "scandali" ( per i più creduloni ed ignoranti dell intimo funzionamento di uno smartphone ) sono quotidiani....vuol dire che finalmente gli occhi e le orecchie delle persone comuni si stanno attivando!

Il GDPR in Europa è una realtà che mina le fondamenta delle OTT che sono cresciute ed hanno i loro modelli di business focalizzati sulla raccolta indiscriminata e continuativa dei dati.... la pacchi sta finendo!!!!
emiliano8424 Agosto 2018, 10:51 #3
...in attesa dell'antitrust...

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