Google annuncia Gemma 4 E2B per TPU sui Pixel 10, il modello per l'IA generativa senza internet

Google annuncia Gemma 4 E2B per TPU sui Pixel 10, il modello per l'IA generativa senza internet

Google ha presentato Gemma 4 E2B per TPU, la variante del suo modello linguistico aperto progettata per funzionare in locale sul chip Tensor G5 dei Pixel 10

di pubblicata il , alle 10:11 nel canale Telefonia
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Google ha presentato Gemma 4 E2B per TPU, una nuova variante del suo modello linguistico aperto pensata per girare nativamente sull'unità di elaborazione tensoriale (TPU) del Tensor G5, il chip a bordo dei Pixel 10. L'annuncio è arrivato durante l'evento I/O Connect India, a pochi giorni dalla tappa di Berlino della stessa serie di eventi satellite organizzati da Mountain View.

Gemma è la famiglia di modelli aperti di Google costruita per funzionare direttamente sul dispositivo, senza appoggiarsi ai server cloud. La quarta generazione era stata introdotta ad aprile, quando Google l'aveva già indicata come base per il futuro Gemini Nano 4, il modello che gestirà le funzioni IA più evolute dei prossimi smartphone della gamma.

La variante E2B annunciata oggi sfrutta la TPU integrata nel Tensor G5. Google la descrive come un modello "allo stato dell'arte, potente ma estremamente leggero". Il supporto copre Pixel 10, Pixel 10 Pro, Pixel 10 Pro XL e Pixel 10 Pro Fold.

Gemma 4 E2B per TPU è l'LLM che gira nativamente sui Pixel 10

Il pacchetto di funzioni multimodali abilitate da Gemma 4 E2B comprende tre strumenti principali:

  • AI Chat permette conversazioni approfondite con l'assistente anche senza connessione, un dettaglio che Google sottolinea citando l'uso a 30.000 piedi di quota, quindi in aereo.

  • Ask Image consente di inquadrare un oggetto, una pianta o un problema tecnico e ottenere un'identificazione con lo 0% di dati inviati in rete.

  • Ask Audio gestisce invece la trascrizione di lezioni e appunti vocali interamente sul dispositivo, senza che l'audio lasci mai il telefono.

  • Tra le dimostrazioni figura anche Mobile Actions, la funzione che consente di comandare funzioni chiave del telefono, come il WiFi o le mappe, tramite voce o testo gestiti in locale e non instradati verso il cloud.

Google ha indicato due scenari applicativi concreti. Nel retail, il modello converte l'idea di una ricetta in una mappa precisa e localizzata degli scaffali del negozio, il tutto senza connessione. In ambito automobilistico, un meccanico può ottenere una diagnosi visiva immediata semplicemente fotografando un componente difettoso.

Resta da capire quanto queste funzioni regga alla prova dei fatti fuori dagli scenari da demo: il salto da un modello leggero come l'E2B a un'esperienza d'uso realmente affidabile in condizioni offline, con oggetti poco comuni o audio rumoroso, è la vera incognita. Per ora Google ha mostrato la direzione, la conferma sul campo arriverà con l'uso quotidiano dei Pixel 10.

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