Garante Privacy: multa da 9,5 milioni di euro a TIM per violazioni nel telemarketing
Il Garante Privacy ha sanzionato TIM con una multa da 9,516 milioni di euro per violazioni legate al telemarketing, contestando consensi acquisiti illecitamente, controlli insufficienti sui partner e criticità nella gestione dei diritti degli utenti. Il Codacons chiede verifiche più rigorose contro i call center abusivi.
di Manolo De Agostini pubblicata il 01 Agosto 2026, alle 13:01 nel canale TelefoniaTIM
Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto a TIM una sanzione amministrativa di 9 milioni e 516 mila euro al termine di un procedimento che ha evidenziato numerose violazioni della normativa sulla privacy e sul telemarketing. L'Autorità ha contestato all'operatore telefonico carenze nei controlli sulla rete di vendita, l'acquisizione illecita di dati personali attraverso alcuni call center abusivi e una gestione non conforme delle richieste avanzate dagli utenti per l'esercizio dei propri diritti.
L'indagine è nata da migliaia di reclami e segnalazioni ricevuti nel corso del 2025, circa 7.000 secondo il Garante, riguardanti chiamate promozionali effettuate per conto di TIM. Le telefonate provenivano spesso da numerazioni non registrate nel Registro degli operatori di comunicazione (ROC) oppure da numeri alterati mediante tecniche di spoofing, con l'obiettivo di far apparire il contatto come proveniente da soggetti legittimati. In numerosi casi le chiamate erano indirizzate anche a utenti iscritti al Registro pubblico delle opposizioni (RPO), che avrebbero dovuto essere esclusi dalle campagne promozionali.

Nel corso delle attività istruttorie, il Garante ha ricostruito un meccanismo che consentiva di trasformare un contatto inizialmente irregolare in un processo apparentemente conforme alle regole. Secondo quanto accertato, gli operatori abusivi contattavano gli utenti proponendo offerte TIM e, dopo aver manifestato interesse, questi ricevevano via SMS un collegamento a una pagina web riconducibile a un partner ufficiale della rete commerciale dell'azienda.
Attraverso quel portale l'utente veniva invitato a compilare un modulo di richiesta di ricontatto, la cosiddetta "lead". Successivamente il cliente veniva richiamato da un call center che utilizzava una numerazione regolarmente iscritta al ROC, così da far apparire la procedura di acquisizione del consenso e la successiva contrattualizzazione come pienamente regolari, nonostante l'origine del contatto fosse riconducibile a una telefonata effettuata in violazione della normativa.
L'Autorità ha ritenuto non sufficienti le spiegazioni fornite da TIM. Nel provvedimento viene infatti ribadito che l'adesione a un codice di condotta non solleva il titolare del trattamento dall'obbligo di verificare costantemente l'operato dei partner commerciali e di assicurare che l'intera filiera del telemarketing rispetti le disposizioni in materia di protezione dei dati personali.
Oltre alle contestazioni relative alle campagne promozionali, il Garante ha rilevato anche criticità nella gestione dei diritti degli interessati. In particolare, sono stati evidenziati ritardi o omissioni nelle risposte alle richieste di accesso ai dati, cancellazione e opposizione al trattamento, insieme a procedure di disiscrizione giudicate eccessivamente complesse e, in alcuni casi, non funzionanti.
La sanzione economica è accompagnata da una serie di prescrizioni che TIM dovrà attuare. L'azienda sarà infatti tenuta a modificare le procedure di generazione delle lead, rafforzare i controlli sui soggetti che operano nella rete di vendita e migliorare i sistemi dedicati alla gestione dei diritti degli utenti, introducendo verifiche più efficaci lungo l'intera catena del telemarketing.
Sul provvedimento è intervenuto anche il Codacons, che ha definito la decisione del Garante un'ulteriore conferma della necessità di contrastare il fenomeno dei call center abusivi. L'associazione, da tempo impegnata sul tema delle telefonate commerciali indesiderate, ha invitato le aziende dei settori energetico e delle telecomunicazioni ad aumentare la vigilanza sugli operatori ai quali affidano le attività di telemarketing.
Secondo il presidente del Codacons, Gianluca Di Ascenzo, i call center irregolari continuano a operare in violazione delle norme, arrecando danni sia ai consumatori sia agli operatori che rispettano la legislazione vigente, oltre a incidere negativamente sull'immagine delle stesse aziende committenti. L'associazione ritiene quindi che il provvedimento possa rappresentare un incentivo ad adottare sistemi di controllo più rigorosi nei confronti dei partner incaricati delle attività promozionali.










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18 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoTranne quando chiama il callcenter di TIM col messaggio registrato per passare a TIM.
Le telefonate spam arrivano lo stesso, anche da Tim. Meno del passato però.
Forse anche per la multa che Tim ha già annunciato aumenti sul mobile
Secondo me sono miliardi di perdite ogni anno se sommiamo tutto.
Comunque l'unica soluzione è vietare i contratti on line per la telefonia e l'energia e poterli fare solo di persona oppure con SPID. Sono decenni che ci dicono di avere risolto il problema e ieri ho ricevuto le solite 2-3- telefonate dei call center a cui non rispondo ma che potrebbero essere telefonate autentiche, questo significa che stanno da decenni impedendo alla gente di avere un telefono che serve per telefonare e ricevere telefonate, con un danno economico incredibile per ogni cittadino italiano.
A mio parere, non bloccano questi call center perchè sono una, seppur misera e vergognosa, risposta alla fame di lavoro.
I call center della Lombardia? Restano nel territorio dei La Russa (in Sicilia) per altri sei anni
In pochi mesi la giunta Fontana ha firmato tre provvedimenti da 400 milioni. Che mantengono a Paternò, la città di Ignazio e Romano, i servizi di prenotazione telefonica del Pirellone. Per conservare il consenso elettorale in Sicilia
https://lespresso.it/c/inchieste/20...-sei-anni/50369
Intendi lavoratori e datori di lavoro come questi?
Se lavorare deve significare fottere il prossimo, è bene che rimangano disoccupati!
Sui callcenter c'è stata una stretta sul energia gas, ma hanno lasciato liberi di fottere la gente sulla telefonia e altre.
Eh evidentemente qualcuno di potente ha storto il naso
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