BlackBerry: 'Non siamo in vendita, ma in un punto di svolta'

BlackBerry: 'Non siamo in vendita, ma in un punto di svolta'

Durante un'intervista per la CBC, John Chen ha delineato quello che potrebbe essere il futuro della società. Un futuro basato più sul software che sull'hardware, ma non ci sono piani di abbandonare il settore hardware

di Nino Grasso pubblicata il , alle 10:21 nel canale Telefonia
BlackBerry
 

"Non ho alcuna intenzione di vendere BlackBerry", ha detto John Chen, CEO del colosso canadese che in passato aveva dominato il settore mobile enterprise. Il dirigente, originario di Hong Kong, ha esternato il suo punto di vista durante un'intervista con la CBC: BlackBerry non verrà ceduta a terzi, almeno non lo sarà "fino a quando il valore delle nostre azioni non rifletterà le reali potenzialità che abbiamo", ha poi precisato.

"Se c'è davvero un potenziale acquirente interessato a prendersi cura dei nostri clienti, ho naturalmente la responsabilità di ascoltare eventuali proposte. Ma fino ad allora, non ha senso ascoltare". BlackBerry non si svende quindi, ed è chiaro il messaggio che vuole lanciare John Chen. Non almeno ad una cifra che riflette il valore di una società che annaspa in un mercato che invece in passato occupava in maniera più gloriosa.

Il CEO della compagnia canadese ha poi spiegato qual è il vantaggio dei propri dispositivi: "Produciamo i terminali più sicuri sul mercato. Tutti lo ammettono, persino i nostri concorrenti", sono state le sue parole. "I governi in tutto il mondo utilizzano ancora dispositivi BlackBerry. E la ragione è chiara: BlackBerry è ancora un'icona nell'industria. Ci siamo stati senza dubbio noi fra i suoi pionieri".

Durante l'intervista Chen affronta anche argomenti di cui si era già discusso in passato, ma emerge chiara la volontà di voler riportare il brand ai fasti di un tempo. Il lavoro da fare è ancora parecchio ammette il CEO, che evidenzia come BlackBerry sia a metà strada del suo processo di svolta. Il futuro della società è, stando alle sue parole, "nella sicurezza e nella privacy". Lo scorso trimestre, la società ha aggiunto 2600 clienti al suo portfolio, "e molti fra questi sono nomi grossi".

BlackBerry punta pertanto al software e ai servizi per il suo processo di svolta, ma non è previsto il totale abbandono della divisione hardware. Il motivo è forse più emotivo che strategico, ammette John Chen, ma è chiaro che togliere a BlackBerry il settore per cui è diventata celebre sarebbe una decisione estremamente rischiosa.

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
Dinofly13 Luglio 2015, 11:28 #1
Caro CEO se la società sia o meno in vendita lo decidono gli azionisti.
Cappej13 Luglio 2015, 11:40 #2
Originariamente inviato da: Dinofly
Caro CEO se la società sia o meno in vendita lo decidono gli azionisti.


non credo che gli azionisti siano del parere di vendere ad un prezzo da fame...
IMHO possono avere un futuro, pochi smartphone ma fatti bene... e un occhio di riguardo a software e sicurezza, la strada sembra buona ed un Player in più può far solo bene al mercato
BulletHe@d13 Luglio 2015, 13:44 #3
Il problema è che in generale il mondo smartphone è saturo (basta vedere MS che fatica stà facendo ad espandersi); nello specifico il punto di forza dei BB era il mercato enterprise, mercato che fra Apple e MS hanno in pratica fagocitato da BB. Quindi che BB voglia sperare di rimanere a galla solo tramite SW mi sembra possa essere solo un sogno, ormai le scelte di mercato sono state fatte ovvero Android ed Apple con MS che cerca di farsi strada (vedremo Win10 se aiuterà in tal senso). Se proprio devono rimanere tanto vale cedere a MS e incassare i soldi finche possomo
hrossi13 Luglio 2015, 22:30 #4
In effetti basta che qualcuno sia interessato a comprare le azioni di quelli che, possedendole, sono disposti a venderle. Non serve neanche il parere favorevole, basta che qualcuno ti offra di acquistare a qualsiasi prezzo e qualsiasi società quotata è virtualmente scalabile.
Di solito però il movimento improvviso di tante azioni (tali da far cambiare un CDA ad esempio) portano le stesse a gonfiare artificialmente il loro stesso valore, insomma anche le scalate aggressive tendono ad essere ostacolate dai loro stessi propositi.
Ma di certo non bastano le parole di un CEO qualsiasi a decidere le sorti di un'azienda.

Hermes

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^