Aumentano i prezzi anche delle tariffe telefoniche: Codacons avverte

Aumentano i prezzi anche delle tariffe telefoniche: Codacons avverte

L'anno si apre con una pressione finanziaria crescente sui bilanci domestici a causa di revisioni tariffarie che investono molteplici settori, dalle telecomunicazioni alla mobilità, delineando uno scenario complesso per il potere d'acquisto dei cittadini

di pubblicata il , alle 11:31 nel canale Telefonia
VodafoneFastwebTIMIliad
 

La spirale inflattiva non vuole allentare la presa sui portafogli degli italiani, inaugurando il nuovo anno con una serie di adeguamenti tariffari che investono settori cruciali della vita quotidiana. Si tratta di un fenomeno trasversale che tocca servizi essenziali e beni di largo consumo, e che costringe i consumatori a rivedere le proprie previsioni di spesa per far fronte a uscite impreviste e spesso inevitabili. Dal settore della mobilità a quello delle comunicazioni, le variazioni di prezzo rischiano di erodere ulteriormente i risparmi accumulati.

Secondo quanto evidenziato da Codacons, che monitora costantemente l'andamento dei prezzi al consumo, l'impatto complessivo di questi aggiustamenti rischia di essere pesante. Particolare attenzione merita il comparto della telefonia, secondo l'associazione, dove si registra la fine della cosiddetta guerra dei prezzi che aveva caratterizzato gli anni passati.

Molti operatori hanno già avviato modifiche unilaterali dei contratti, introducendo clausole di indicizzazione all'inflazione o applicando rincari fissi sui canoni mensili. Tali variazioni colpiscono sia la rete fissa che quella mobile, con aggravi che possono raggiungere i 60 euro annui per utenza. Fastweb, Vodafone e Tim sono solo alcuni dei nomi coinvolti in queste dinamiche di rialzo, mentre anche per i nuovi clienti di operatori come iliad si notano adeguamenti sulle offerte in fibra ottica.

L'organizzazione sottolinea tuttavia come gli utenti abbiano ancora strumenti di difesa: di fronte a modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali, rimane valido il diritto di recesso gratuito, che permette di cambiare fornitore senza incorrere in penali o costi di disattivazione. Una facoltà che diventa essenziale esercitare per cercare alternative più convenienti in un panorama sempre più costoso.

Il settore della telefonia non sarà l'unico colpito, e in questo scenario preventivato da Codacons non sorridono nemmeno gli automobilisti, costretti a fare i conti con rincari su più fronti. I pedaggi autostradali registrano incrementi legati agli adeguamenti annuali, mentre le accise sui carburanti continuano a pesare sul costo del pieno. A preoccupare è anche il trend delle polizze RC Auto: nonostante una sinistrosità non sempre in crescita, i premi assicurativi mostrano una tendenza al rialzo, appesantendo i costi di gestione del veicolo privato.

Sono tutte voci di spesa obbligatorie, che lasciano pochi margini di manovra alle famiglie. L'elenco dei rincari si estende anche a beni e servizi minori ma frequenti, come ad esempio l'uso delle sigarette, e anche il commercio elettronico extra-UE subisce una stretta: l'introduzione di dazi o tasse specifiche sui piccoli pacchi postali provenienti da fuori Europa rende meno convenienti gli acquisti low-cost che in passato avevano attirato molti consumatori digitali.

3 Commenti
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Sandro kensan13 Gennaio 2026, 21:06 #1
Se non sbaglio il Governo meloni aveva proposto di eliminare il diritto di recesso:

«Forza Italia fa retromarcia sull’emendamento al ddl concorrenza che avrebbe introdotto la possibilità per gli operatori telefonici di adeguare automaticamente le tariffe all’inflazione, limitando di fatto il diritto degli utenti alla disdetta gratuita.»

https://www.ilfattoquotidiano.it/20...matori/8176034/

In pratica hanno messo in finanziaria il diritto delle compagnie telefoniche di potere adeguare le tariffe all'inflazione senza la possibilità di recedere gratuitamente dal contratto da parte degli utenti.

Dopo le protesto degli utenti il Governo ha fatto marcia indietro.

Praticamente era la famosa Scala Mobile che per i lavoratori è stata abolita e qui veniva ricreata per le grandi imprese.
giuvahhh14 Gennaio 2026, 00:02 #2
e per gli stipendi no
StylezZz`14 Gennaio 2026, 09:18 #3
Originariamente inviato da: giuvahhh
e per gli stipendi no


Ovvio che no, quelli sono davvero ''per sempre'' e senza rimodulazioni

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