App Store, secondo Microsoft le autorità devono indagare Apple

App Store, secondo Microsoft le autorità devono indagare Apple

Il capo dei legali di Microsoft attacca Apple per le regole troppo restrittive dell'App Store e l'esistenza di alcuni paletti ritenuti arbitrari. Secondo Brad Smith le regole vigenti non farebbero bene alla concorrenza e le autorità dovrebbero indagare.

di pubblicata il , alle 10:31 nel canale Telefonia
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Microsoft ritiene che sia giunto il momento che le autorità indaghino approfonditamente sull'App Store di Apple. Il presidente e capo del dipartimento legale, Brad Smith, ha parlato in un'intervista a Politico di come Apple gestisce l'App Store e come questo stia impattando sulla competizione, con l'imposizione degli abbonamenti in app tramite il sistema di Apple e l'impossibilità di rimandare all'esterno dello store per siglare abbonamenti. Un'uscita non casuale, sull'onda delle indagini avviate dalla Commissione Europea nei giorni scorsi.

"Se guadate all'industria odierna, ritengo che troverete sempre più negozi di app che hanno eretto muri e barriere sempre più formidabili per accedere ad altre applicazioni rispetto a qualsiasi cosa esistesse nell'industria 20 anni fa", ha affermato Smith. "Hanno imposto requisiti che dicono sempre più che c'è un solo modo per arrivare sulla piattaforma, ed è passare attraverso il cancello che loro stessi hanno creato. In alcuni casi hanno stabilito un pedaggio davvero alto, il 30% di tutto il fatturato va a chi ha imposto il pedaggio". Smith non nomina mai Apple, ma Bloomberg ha successivamente chiesto lumi a Microsoft, ottenendo conferma del fatto che il soggetto era l'App Store.

Un altro caso che ha messo Apple nel mirino della critica riguarda Hey, un'app di email in abbonamento approvata da Apple ma i cui successivi aggiornamenti sono stati respinti perché l'app viola le regole dell'App Store in quanto non funziona in alcun modo senza abbonamento. Apple fa delle eccezioni, per esempio per app come Netflix, ma come dichiarato da Phil Schiller "l'email non è e non è mai stata un'eccezione inclusa in questa regola. […] La versione originale dell'app iOS è stata approvata per errore e non avrebbe mai dovuto essere disponibile sullo store".

Questo potere decisionale ha scatenato dibattiti sul presunto ruolo dell'azienda, definita da alcuni monopolista. "Ritengo che il tempo sia arrivato, che si tratti di Washington DC o Bruxelles, per un dibattito più mirato circa la natura degli app store, le regole in gioco, i prezzi e gli strumenti e se esista una giustificazione nella legge antitrust per tutto quello che è stato creato", ha affermato Smith.

Non bisogna dimenticare che nella sua storia Microsoft ha più volte dovuto incrociare la strada con le autorità antitrust, spesso dovendosi piegare a cambiamenti delle proprie politiche e software nonché a pagare multe salate. Sembra quindi che a Redmond siano seduti sulla riva del fiume, attendendo che una volta tanto a passare non sia il loro cadavere ma quello di un concorrente.

Tra l'altro Microsoft conosce bene i paletti dell'App Store, in quanto vi è si è scontrata diverse volte negli ultimi anni, più recentemente nel caso del lancio del servizio di game streaming xCloud. Per adeguarsi alle politiche dell'App Store il servizio in versione anteprima è arrivato su iOS con un singolo gioco e in formato limitato rispetto alla versione Android.

18 Commenti
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pengfei20 Giugno 2020, 11:08 #1
Penso che l'obbligo di trasparenza in fase di acquisto dei contenuti (specificando a quanto ammonta la tassa addebitata dallo store) sarebbe già un buon passo in avanti, spingerebbe la concorrenza tra gli store, o ad abbassare la tariffa nel caso di Apple, agli utenti non farebbe piacere farsi ricordare che stanno versando il 30% extra sugli acquisti dopo aver speso una fucilata per comprare il telefono
Abbastanza distopico anche questo controllo totale sulle applicazioni installabili, soprattutto se dovesse espandersi ulteriormente con l'ipad pro che va a sostituire quote di mercato di macbook e pc, o se dovessero adottare la stessa chiusura sui prossimi macbook arm
Gringo [ITF]20 Giugno 2020, 11:17 #2
Più chiuso è l'eco sistema apple, meglio è per tutti, se uno paga un rene e continua a dare anche l'altro, significa che è contento e noi siamo più contenti, secondo me adirittura i prezzi sono bassi, è pur sempre il telefono migliore di tutti con il sistema operativo più efficiente al mondo.
Ben venga 2000€ a telefono e 50€ ad app, se ne guadagna il qualità.
sbaffo20 Giugno 2020, 11:22 #3
in effetti più che bruxelles dovrebbero intervenire in Usa, in europa iOS ha circa il 20% del mercato mentre in america il 50%, quindi la posizione dominante ce l ha lì non qui.

Il problema per apple e che la chiusura fa parte del dna di iOS, perciò sarà più difficile aprirsi.

@ gringo
metti almeno una faccina per far capire che sei ironico, perché qualcuno qui ti prende sul serio.
Marko_00120 Giugno 2020, 11:30 #4
"sull'onda dell'EU" non significa "in EU"
Politico è "an American political journalism company based in Arlington County, Virginia, that covers politics and policy in the United States"
Piedone111320 Giugno 2020, 11:52 #5
Originariamente inviato da: sbaffo
in effetti più che bruxelles dovrebbero intervenire in Usa, in europa iOS ha circa il 20% del mercato mentre in america il 50%, quindi la posizione dominante ce l’ha lì non qui.


Io trovo assurdo ( e gia da tempo immemore) che il produttore del dispositivo sia l'unico in grado di vendere software anche di terze parti.
Il fatto che non possano esistere altri canali per acquistare software su un determinato os di fatto determina un monopolio ( ristretto ad un bacino di utenza, ma pur sempre un monopolio altamente limitante).
Come se microsoft imponesse arbitrariamente l'acquisto del software per i suoi os esclusivamente tramite il suo store ( e no, windows non è l'os con la maggioranza di utenti dato che è scavalcato da android e forse anche da ios)
Personaggio20 Giugno 2020, 12:54 #6
Da quel che ho capito, il problema non è che si prende il 30% del costo dell'APP o degli introiti pubblicitari, ma anche il 30% di un possibile abbonamento. Netflix semplicemente minacciò di non fare un'APP per iOS se dei 10$/€ di abbonamento ne doveva dare 3 ad Apple e così hanno chiuso un occhio, lo stesso è avvenuto con Spotify e credo con tutte le APP di streaming audio/video.

Per le norme europee il problema non sussiste perché solo in caso di posizione dominante ne sono previste alla tutela della libertà e dell'apertura di un sistema operativo. Microsoft su PC ha circa l'85% del mercato dei SO e non potrebbe mai fare un unico app store su Windows, lo stesso vale per Android con quasi il 90% degli smartphone e il 75% dei Tablet, permettendo l'uso quindi di altri app store (vedi quelli di Huawei, Xiaomi, Amazon e Samsung oltre cmq alla possibilità di installare app a mano).
Ma Apple con le sue % molto basse del 10/25% tra PC, Smartpone e Tablet può sostanzialmente fare come gli pare perché il consumatore finale o lo sviluppatore può sempre andare dalla concorrenza la quale è molto più diffusa.

Negli USA è diverso, Le norme che tutelano i consumatori valgono in qualsiasi situazione, e la posizione dominante è solo un'aggravante.

Ma anche lì bisogna stare attenti. Lo Smartphone è ancora considerato nel mondo un telefono, cioè un dispositivo la cui funzione principale è chiamare e inviare messaggi e non quindi un prodotto general purpose. Perché se non si cambia questo allora va a finire che anche i SO di Stampanti, TV, automobili, lavatrici o altri prodotti di consumo smart, dovrebbero permettere l'utilizzo di app di 3e parti senza troppi vincoli e sarebbe un danno per il mercato.
Eress20 Giugno 2020, 13:10 #7
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/telef...pple_90236.html

Il capo dei legali di Microsoft attacca Apple per le regole troppo restrittive dell'App Store e l'esistenza di alcuni paletti ritenuti arbitrari. Secondo Brad Smith le regole vigenti non farebbero bene alla concorrenza e le autorità dovrebbero indagare.

Click sul link per visualizzare la notizia.

M$ che parla di concorrenza!
Piedone111320 Giugno 2020, 13:12 #8
Originariamente inviato da: Personaggio
Da quel che ho capito, il problema non è che si prende il 30% del costo dell'APP o degli introiti pubblicitari, ma anche il 30% di un possibile abbonamento. Netflix semplicemente minacciò di non fare un'APP per iOS se dei 10$/€ di abbonamento ne doveva dare 3 ad Apple e così hanno chiuso un occhio, lo stesso è avvenuto con Spotify e credo con tutte le APP di streaming audio/video.

Per le norme europee il problema non sussiste perché solo in caso di posizione dominante ne sono previste alla tutela della libertà e dell'apertura di un sistema operativo. Microsoft su PC ha circa l'85% del mercato dei SO e non potrebbe mai fare un unico app store su Windows, lo stesso vale per Android con quasi il 90% degli smartphone e il 75% dei Tablet, permettendo l'uso quindi di altri app store (vedi quelli di Huawei, Xiaomi, Amazon e Samsung oltre cmq alla possibilità di installare app a mano).
Ma Apple con le sue % molto basse del 10/25% tra PC, Smartpone e Tablet può sostanzialmente fare come gli pare perché il consumatore finale o lo sviluppatore può sempre andare dalla concorrenza la quale è molto più diffusa.

Negli USA è diverso, Le norme che tutelano i consumatori valgono in qualsiasi situazione, e la posizione dominante è solo un'aggravante.

Ma anche lì bisogna stare attenti. Lo Smartphone è ancora considerato nel mondo un telefono, cioè un dispositivo la cui funzione principale è chiamare e inviare messaggi e non quindi un prodotto general purpose. Perché se non si cambia questo allora va a finire che anche i SO di Stampanti, TV, automobili, lavatrici o altri prodotti di consumo smart, dovrebbero permettere l'utilizzo di app di 3e parti senza troppi vincoli e sarebbe un danno per il mercato.


Veramente gli os sono:
Android 41.64%
Windows 35.26%
iOS 17.46%
Mac OS 3.78%
Linux 0.84%
iPadOS 0.56%
Unknown 0.25%
Chrome OS 0.17%
Series 40 0.02%
Windows Phone OS 0.01%

E li devi considerare nel loro complesso, altrimenti un tablet windows esce fuori dai pc, un tableta android con tastiera diventa un pc, un pc con modulo hspa diventa un dispositivo mobile ecc.
Poi non è oramai convinzione comune ( e dato di fatto) che un dispositivo in grado di far girare software non è più limitato al suo formato fisico?
Insomma cos'è che ti fa rientrare un dispositivo nel settore pc come insieme completamente sganciato da tutti gli altri dispositivi?
Un surface insomma è un pc o un tablet?
rientra in quale insieme?
calabar20 Giugno 2020, 17:51 #9
Sarà che dopo aver provato a fare lo stesso, in Microsoft hanno capito che se non possono averlo anche loro, allora non deve averlo nessuno!

@Piedone1113
Il problema è che considerarli nel loro complesso non permette di distinguere tra ambiti d'uso molto differenti.
Se poi consideriamo che per molte attività lavorative sei costretto ad utilizzare dispositivi di una certa categoria, capirai che vincolare l'utente è facile anche se nel calderone dei sistemi operativi ricopri una percentuale non egemone.

Detto questo, concordo perfettamente con quanto hai affermato in precedenza:
Originariamente inviato da: Piedone1113
Io trovo assurdo ( e gia da tempo immemore) che il produttore del dispositivo sia l'unico in grado di vendere software anche di terze parti.
Personaggio20 Giugno 2020, 18:56 #10
Originariamente inviato da: Piedone1113
Veramente gli os sono:
Android 41.64%
Windows 35.26%
iOS 17.46%
Mac OS 3.78%
Linux 0.84%
iPadOS 0.56%
Unknown 0.25%
Chrome OS 0.17%
Series 40 0.02%
Windows Phone OS 0.01%

E li devi considerare nel loro complesso, altrimenti un tablet windows esce fuori dai pc, un tableta android con tastiera diventa un pc, un pc con modulo hspa diventa un dispositivo mobile ecc.
Poi non è oramai convinzione comune ( e dato di fatto) che un dispositivo in grado di far girare software non è più limitato al suo formato fisico?
Insomma cos'è che ti fa rientrare un dispositivo nel settore pc come insieme completamente sganciato da tutti gli altri dispositivi?
Un surface insomma è un pc o un tablet?
rientra in quale insieme?


Per quanto riguarda la posizione dominante, in tutta europa Smartphone, Tablet e PC sono tre domini differenti. E ci sono caratteristiche fondamentali che li definiscono come tali, e parlo a norma di legge. E' uno smartphone un dispositivo che permette di telefonare, quindi un dispositivo di 12" se permette di telefonare è considerato uno smartphone. Mentre la distinzione tra Tablet è PC è data prima di tutto dalla tastiera integrata, ma anche dalla tipologia di sistema operativo. Un dispositivo ARM con tastiera estraibile e touch se ha Windows 10 o MacOS è considerato, sempre per la norma in vigore, un PC, se ha Windows 10 S, Android o iPadOS un tablet.
I dispositivi venduti come eBook fanno parte del dominio dei tablet

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