Anche il Cile dice 'NO!' allo smartphone a scuola: dal 2026 divieto totale durante le lezioni
Il Cile ha approvato una legge che vieta l'uso degli smartphone in tutte le scuole dal marzo 2026, con eccezioni limitate a emergenze e bisogni educativi certificati. L'obiettivo è migliorare concentrazione, risultati scolastici e relazioni sociali. Il provvedimento attende solo l'approvazione formale del presidente Gabriel Boric
di Vittorio Rienzo pubblicata il 09 Dicembre 2025, alle 09:52 nel canale TelefoniaIl Cile si prepara a cambiare radicalmente il rapporto tra studenti e tecnologia in classe: il parlamento ha approvato una legge che vieta l'uso degli smartphone in tutte le scuole del Paese, dalle primarie alle secondarie, con entrata in vigore prevista per marzo 2026. Il provvedimento, sostenuto da una larga maggioranza, attende solo la firma finale del presidente Gabriel Boric, che ha già dichiarato il proprio appoggio.
Secondo il ministro dell'Istruzione Nicolas Cataldo, la diffusione dei telefoni tra gli studenti rappresenta un problema serio per l'apprendimento, con impatti evidenti su attenzione, rendimento e interazione sociale. La decisione nasce anche da anni di richieste da parte di genitori e insegnanti, che hanno denunciato come la presenza costante degli smartphone comprometta lo sviluppo emotivo e la partecipazione alle attività scolastiche.

Il divieto sarà rigido: gli studenti non potranno avere con sé un telefono durante le lezioni. Sono previste unicamente tre eccezioni precise:
- situazioni di emergenza;
- studenti con bisogni educativi specifici, certificati da un'autorità competente;
- condizioni mediche che richiedono monitoraggio tramite smartphone, anch'esse documentate.
La scelta del Cile rientra in una tendenza internazionale sempre più diffusa: secondo i dati UNESCO citati dal parlamento, circa il 40% dei sistemi educativi nel mondo ha introdotto restrizioni sull'uso dei telefoni in classe, un valore in forte crescita rispetto all'anno precedente. Paesi come Brasile, Finlandia, Corea del Sud, Paesi Bassi e Francia hanno già adottato regolamenti simili. Anche l'Italia ha adottato una politica meno tollerante nei confronti dello smartphone in classe.
L'obiettivo dei provvedimenti è ovvio: in un contesto ormai dominato da social network e influencer che generano una distorsione della realtà, l'istruzione prova a mettere un freno alla "dipendenza da smartphone" per creare un ambiente non solo più sicuro, ma anche capace di "riconnettere" i più giovani al mondo reale, alle attività in presenza e, soprattutto, alle relazioni sociali.










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