Account bloccati a chi rivende i propri Pixel: Google ci ripensa

Account bloccati a chi rivende i propri Pixel: Google ci ripensa

Gli account Google degli utenti che hanno partecipato allo schema della rivendita verranno ripristinati, con Google che ha fatto dietro front dopo aver gestito male l'intera vicenda

di pubblicata il , alle 18:01 nel canale Telefonia
GooglePixel
 

Dopo circa un giorno di esame Google sta ripristinando gli account delle persone che avevano acquistato alcuni Google Pixel per conto di un commerciante del New Hampshire condividendo parte del profitto una volta rivenduticon un certo margine. Ad oggi non è ancora chiaro quanti account siano stati disabilitati fra i partecipanti di questo schema ma secondo Daniel Eleff, che ha pubblicato originariamente la notizia, potrebbero essere oltre 200, alcuni per parecchi giorni.

Se da una parte l'azione di Google può rappresentare aggressiva ed esagerata, dall'altra Big G ha il coltello dalla parte del manico, e la ragione. I termini di servizio della compagnia proibiscono chiaramente la rivendita commerciale di dispositivi acquistati dal suo negozio online o tramite Project Fi, tuttavia la società sta sbloccando gli account coinvolti perché alcuni degli acquirenti finali non erano a conoscenza della regola.

Google ha dichiarato che "molti degli account sospesi erano stati creati solo ed esclusivamente per realizzare lo schema di vendita", e quindi erano account secondari che non contenevano al loro interno molti dati personali associati al'utente.

Inizialmente Google ha sospeso gli account senza dare molte spiegazioni, scrivendo in un'email che la sospensione era dovuta ad una presunta violazione dei Termini di Servizio della compagnia. Parecchi utenti hanno cercato di dedurre per giorni il motivo di un'azione così aggressiva da parte di Big G senza riuscirci fino a quando la notizia e le e-mail sono rimbalzate online diffondendosi. Fino ad oggi parecchi fra gli utenti coinvolti non riuscivano ad accedere a documenti di lavoro, dati medici, e altre informazioni sensibili affidate ai servizi di Google.

La manovra di Google è stata vista come eccessiva dai più, anche perché difficile da definire. Alcuni account ad esempio sono stati disabilitati perché l'e-mail utilizzata per il ripristino era stata utilizzata per comprare alcune unità per la rivendita, tuttavia in altri casi con le stesse caratteristiche il blocco non c'è stato. La gestione della vicenda non è stata certosina né da parte dei venditori, né da quella di Google, tuttavia la conclusione è positiva per tutti e gli account bloccati all'interno dello schema delle rivendite verranno tutti sbloccati.

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4 Commenti
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Imp21 Novembre 2016, 19:12 #1
I termini di servizio non soprassiedono le leggi vigenti.
La clausola di Google sembra vessatoria e probabilmente non avrebbe retto in tribunale.
Il commerciante potrebbe avere dei grattacapi, ma non a causa di Google, ma dell'ufficio delle tasse.
3jem21 Novembre 2016, 20:34 #2
forse si forse no, e di certo bloccare le mail e magari cancellarle è una faccenda non tanto semplice
Emin00122 Novembre 2016, 00:31 #3
@3jem Dici così perché non hai mai provato a recuperare la password da un account google senza codici di backup e numero di telefono di recupero. Equivale ad un soggiorno di 24 ore all'inferno, da questo posso dedurre che per loro le nostre mail valgono meno di zero.
deggial22 Novembre 2016, 09:17 #4
Se Google mi bloccasse uno dei miei 15 (circa) pseudo-account, probabilmente ci rimarrei male per almeno 5 minuti.

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