Previsioni di vendite in lieve crescita per i tablet sino al 2020

Previsioni di vendite in lieve crescita per i tablet sino al 2020

Le stime di ABI Research parlano di un mercato dei tablet che andrà incontro ad una crescita annuale media contenuta nel 3% sino al 2020: un mercato ormai in piena maturità nel quale la pressione competitiva continua ad essere molto alta

di Marzio Tonutti pubblicata il , alle 14:31 nel canale Tablet
 

Nel corso del 2020 verranno venduti un totale di 156 milioni di tablet, alla luce delle stime formulate da ABI Research. Questo dato, qualora verrà confermato dai dati di mercato, implicherebbe un tasso annuo di crescita nelle vendite dei tablet pari al 3% nel periodo dal 2015 al 2020.

Questo dato conferma come il mercato dei tablet sia ormai giunto a piena maturità, come del resto conferma il dato di vendita in contrazione nel 2015 rispetto a quanto registrato nel 2014. Questi dispositivi hanno raccolto l'interesse degli utenti, soprattutto consumer, facendo segnare tassi di crescita nelle vendite a ritmi quasi vertiginosi negli ultimi anni. Il punto di svolta è arrivato nel 2014, con una crescita molto più contenuta che in passato che si è tramutata in una contrazione nell'anno da poco concluso.

Del resto è la stessa natura dei tablet che porta i consumatori a non procedere con un aggiornamento del proprio prodotto con tempistiche che sono quelle tipiche del mondo PC, ma usando un arco temporale ben più dilatato. Manca quindi una domanda di nuovi prodotti che vadano a sostituire modelli che siano diventati obsoleti, in quanto il tasso di obsolescenza non è così elevato come per altre tipologie di prodotti.

Nel corso del 2015 il 57% circa dei tablet di tipo branded venduti sul mercato è stato caratterizzato da schermi compresi tra 7 e 8,9 pollici di diagonale; il 23% è invece abbinato a schermi da 10 pollici o superiori. In generale il mercato sembra continuare a premiare i tablet di più piccola dimensione, in virtù del loro costo più contenuto.

L'introduzione sul mercato di tablet caratterizzati da schermi con diagonale di 12 o più pollici non sembra in grado di incentivare la domanda al punto da compensare appieno la diminuzione nelle vendite dei notebook con schermi di dimensioni tradizionali, indicativamente sino a 10 pollici di diagonale.

E' questo un mercato altamente competitivo e che tale continuerà ad essere nel corso dei prossimi anni, caratterizzato da volumi di vendita che resteranno di fatto stabili e da una domanda che dovrà costantemente venir stimolata dai produttori sia intervenendo sui prezzi dei prodotti sia cercando di proporre soluzioni tecniche peculiari. Quello dei tablet è un mercato meno sensibile al contenuto tecnologico interno dei componenti (ad esempio alle specifiche del SoC utilizzato) ma che premia quelle soluzioni che mostrano una migliore integrazione tra hardware e funzionalità software rispetto alle concorrenti.

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46 Commenti
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Encounter15 Gennaio 2016, 14:44 #1
Ovvio dopo 2-3 anni lo butti e ne prendi un altro
nickmot15 Gennaio 2016, 14:47 #2
Originariamente inviato da: Encounter
Ovvio dopo 2-3 anni lo butti e ne prendi un altro


O lo butti e torni al PC.

Ciò che dici comunque è vero anche per gli smartphone, ma per i big del settore la situazione non è più così florida, le vendite iniziano a calare.
Simonex8415 Gennaio 2016, 15:58 #3
In un mondo reale è difficile avere crescite infinite, una volta piazzato un tablet in ogni casa bisogna aspettare l'obsolescenza per tornare a vendere
Thehacker6615 Gennaio 2016, 16:39 #4
L'obsolescenza programmata vorrai dire
Simonex8415 Gennaio 2016, 16:40 #5
Ma va, quella non esiste, è una leggenda
cdimauro15 Gennaio 2016, 16:43 #6
metropolitana. Che è dura a morire, purtroppo, e continua a fare vittime.
nickmot15 Gennaio 2016, 16:50 #7
Originariamente inviato da: Simonex84
Ma va, quella non esiste, è una leggenda


Originariamente inviato da: cdimauro
metropolitana. Che è dura a morire, purtroppo, e continua a fare vittime.


In realtà esiste, ma non è un complotto ne i kill switch come si immagina qualcuno.

Semplicemente per abbassare i prezzi la qualità costruttiva, dei componenti, etc. è calata molto, di conseguenza anche la durata, durata che certamente è stimata in fase progettuale affinché possa superare la garanzia agevolmente ma non necessariamente durare per periodi più lunghi.

Aggiungiamo la sempre maggiore quantità di componenti integrati che porta a difficili riparazioni, o riparazioni con costi superiori al nuovo o riparazioni impossibili per introvabilità dei pezzi di ricambio.

Aggiungiamo il fatto che è ovvio interesse dei produttori spingerti a comprare un nuovo modello ed ecco che l'obsolescenza "programmata" esiste.

In fondo esempi di produttori falliti perché i loro prodotti erano troppo durevoli e quindi la gente non li ricomprava esitono.
cdimauro15 Gennaio 2016, 17:23 #8
A meno che non dimostri che gli apparecchi siano appositamente progettati per durare un certo periodo di tempo, non si può parlare di obsolescenza programmata.

Quelli che hai citato sono, piuttosto, gli effetti di un consumismo sfrenato che ha portato a un enorme allargamento del bacino d'utenza dei prodotti (di cui ne beneficiano oggi una quantità di persone di gran lunga superiore rispetto al passato), ma al prezzo di un'economicizzazione nella produzione, che ovviamente ha riflessi nella qualità finale.
mrk-cj9415 Gennaio 2016, 22:35 #9
Originariamente inviato da: nickmot
In realtà esiste, ma non è un complotto ne i kill switch come si immagina qualcuno.

Semplicemente per abbassare i prezzi la qualità costruttiva, dei componenti, etc. è calata molto, di conseguenza anche la durata, durata che certamente è stimata in fase progettuale affinché possa superare la garanzia agevolmente ma non necessariamente durare per periodi più lunghi.

Aggiungiamo la sempre maggiore quantità di componenti integrati che porta a difficili riparazioni, o riparazioni con costi superiori al nuovo o riparazioni impossibili per introvabilità dei pezzi di ricambio.

Aggiungiamo il fatto che è ovvio interesse dei produttori spingerti a comprare un nuovo modello ed ecco che l'obsolescenza "programmata" esiste.

In fondo esempi di produttori falliti perché i loro prodotti erano troppo durevoli e quindi la gente non li ricomprava esitono.


anche produttori falliti perchè i prodotti erano inaffidabili (vedi tutte le compagnie automobilistiche inglesi)
oliverb18 Gennaio 2016, 09:05 #10
cmq l'obsolescenza programmata è anche un bel rischio per il marchio.
Metti che un prodotto dopo 2-3 anni già non funziona più, col caxxo che lo ricompro della stessa marca oltre a parlarne male con tutti

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