Western Digital riduce le spese di esercizio

Western Digital riduce le spese di esercizio

Rdiuzione della produzione e taglio della forza lavoro, questa la ricetta di Western Digital per fare fronte al periodo di crisi

di Andrea Bai pubblicata il , alle 14:51 nel canale Storage
Western Digital
 

Western Digital ha annunciato un importante programma di riorganizzazione con lo scopo di ridimensionare i propri costi d'esercizio. Unitamente all'annuncio la compagnia ha rilasciato una revisione delle previsioni per il secondo trimestre fiscale che si concluderà il 26 dicembre 2008 per via di una consistente flessione nella domanda di hard disk.

La previsione emessa lo scorso 23 ottobre indicava stime di fatturato tra i 2,025 miliardi di dollari e i 2,150 miliardi di dollari: la previsione è stata notevolmente abbassata e parla ora di un fatturato, per il trimestre di dicembre, compreso tra gli 1,7 e gli 1,8 miliardi di dollari. Western Digital ha inoltre adottato una serie di contromisure atte a sistemare le giacenze d'inventario e a regolare l'offerta in relazione alla domanda del mercato.

John Coyne, presidente e CEO dell'azienda, ha dichiarato: "Nell'attuale situazione macroeconomica ci aspettiamo una debolezza della domanda persistente sino alla metà del 2009 e di conseguenza abbiamo deciso di ridurre immediatamente la produzione e le spese di esercizio".

Le misure che Western Digital adotterà per fare fronte a questo delicato momento comprendono la riduzione dei compensi della dirigenza (compresi i consiglieri d'amministrazione), il taglio di 2500 posti di lavoro (il 5% della forza lavoro), un abbassamento delle ore di produzione del 20% circa attuato tramite la riduzione dell'impiego di lavori temporanei e dello straordinario, la chiusura di uno dei tre stabilimenti produttivi in Thailandia, la chiusura o la cessione di uno dei due stabilimenti impegnati nella produzione di substrati in Malesia e la riduzione delle spese nell'anno fiscale 2009 da 750 milioni di dollari a 500 milioni di dollari.

Tutte queste misure saranno portate a termine entro la fine del mese di Marzo 2009 e comporteranno una spesa complessiva di circa 150 milioni di dollari che sarà spalmata sul bilancio del trimestre di dicembre e di marzo. La nuova rotta intrapresa da Western Digital dovrebbe tuttavia generare un risparmio di 150 milioni di dollari all'anno.

"Abbiamo preso queste decisioni per rafforzare la nosta posizione finanziaria e per rafforzare l'operatività in un esteso periodo di recessione, continuando comunque ad investire in tecnologie, prodotti e processi per poter assicurare lo sviluppo del nostro business" ha commentato Coyne.

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16 Commenti
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tommy78118 Dicembre 2008, 15:09 #1
io mi chiedo una cosa però,le vendite di pc è in aumento, di netbook pure, non so ma alle volte mi puzza che la "crisi" venga usata per giustificare riassetti societari che già erano in programma...
Nemesis218 Dicembre 2008, 15:22 #2
Io piuttosto mi chiedo, tutti a razionalizzare e ridurre le spese per una struttura più dinamica e leggera dell'impresa... ma si rendono conto che togliendo tutti questi posti di lavoro o spostandoli nei paese emergenti nessun più comprerà i loro prodotti?

Sopportare qualche mese di negativo ma mantenere i dipendenti, questa sarebbe una scelta oculata in vista di uno sviluppo sostenibile. Purtroppo non si sono accorti che la crisi non è momentanea, le aziende e le produzioni industriali sono troppo efficienti, producono troppo e non si sà a chi vendere i prodotti di massa a basso costo.

Si dovrebbe imparare a guadagnare di meno.

Tommy hai grosso modo ragione, in molti casi è solo l'occasione presa al volo per giustificarsi e pulirsi l'animo.

Guadagnate meno, fate guadagnare di più i dipendenti e vedrete come li vendete gli hard disk.
MarK_kKk18 Dicembre 2008, 15:38 #3
Sbaglio o parlano di tagli degli stipendi anke per la dirigenza?
Cmq sia non è vero ke se vanno nei paesi emergenti noi nn compriamo più, continuiamo a comprare come sempre, e anzi compreremo di più xkè costa di meno il prodotto finito.
Lo fanno da anni tantissimoe multinazionali, sono le leggi di mercato ke parlano kiaro.
Cmq questa non è la sede giusta per aprire un dibattito di questo tipo, solo non riduciamoci a dar la colpa questo o a quello xkè lascia a casa degli operai (fareste lo stesso anke voi se foste al suoi posto), ma prendiamocela con il sistema ke non funziona. Forse l'economia non è così autonoma come volevano farci credere...
SwatMaster18 Dicembre 2008, 15:48 #4
Sarebbe interessante fare una stima di tutte le persone lasciate a casa per colpa della "crisi".

Interessante, oddio... Da mettersi le mani nei capelli, scusate.
Severnaya18 Dicembre 2008, 15:49 #5
ma questo nn sono capaci di fare gli imprenditori... nn sanno neanche il significato della parola
Sylvester18 Dicembre 2008, 16:26 #6
Il problema come diceva qualche lezione fa il mio prof di Economia Politica, è che le aziende vogliono fare profitti "occidentali" e pagare il lavoro a costo del "terzo mondo".
Questa strategia nel breve periodo è molto remunerativa, perchè massimizza ovviamente i profitti, ma nel lungo è distruttiva perchè impoverisce in pratica i loro futuri clienti, creando reddito non più dove poi i prodotti verranno venduti
LZar18 Dicembre 2008, 16:48 #7
E' sempre così con le aziende quotate al Nasdaq, appena c'è sentore di crisi devono dare segnali di reazione agli investitori per tenerli buoni. Non che abbiano molta scelta, del resto.

Significativo il fatto che i tagli e le chiusure vengano fatti in Malesia e Thailandia, del resto immagino che WD negli Stati Uniti abbia solo i quartieri generali.

Comunque, stavo notando che se riducessero del 10% gli stipendi/bonus dei 4 Key Executives elencati su Yahoo finance nel profilo della società, avrebbero già recuperato un milione di dollari!
Cooperdale18 Dicembre 2008, 17:05 #8
Va tutto a troie...
IlGranTrebeobia18 Dicembre 2008, 17:12 #9
Beh, le "crisi" grandi o piccole sono da sempre state usate come scusante per riassetti e licenziamenti programmati da tempo, aggiungiamo che questa si sta facendo sentire veramente ed ecco fatto.

Però dovremmo iniziare a scandalizzarci per quello che ci accade vicino, la fiat ad esempio, che sposta la produzione all'estero da tempo e gli operai italiani se lo prendono non dico dove... In Italia ormai fanno ben poco. Meno male che è un'azienda italiana... Certo finchè c'è da tifare la Ferrari siamo tutti felici.
Lybra8518 Dicembre 2008, 17:16 #10
Originariamente inviato da: tommy781
io mi chiedo una cosa però,le vendite di pc è in aumento, di netbook pure, non so ma alle volte mi puzza che la "crisi" venga usata per giustificare riassetti societari che già erano in programma...


La penso esattamente come te, molte aziende e non solo di elettronica hanno iniziato ad Ottobre coi licenziamenti quando la crisi era ancora tutta finanziaria e i consumi erano sostanzialmente invariati...la cosa mi è sempre puzzata ma in tempi di crisi è possibile fare quei tagli che in tempi normali comporterebbero dure lotte sindacali e sociali

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