WD presenta WD Blue SSD e WD Green SSD, entrambi con interfaccia SATA (per ora)

WD presenta WD Blue SSD e WD Green SSD, entrambi con interfaccia SATA (per ora)

Arrivano finalmente le proposte consumer SSD anche da Western Digital, complice sicuramente l'acquisizione di SanDisk. WD Blue SSD e WD Green SSD sono i nomi delle due serie, ricalcando la nomenclatura vista già per le note serie HDD, ovvero i dischi meccanici

di Alessandro Bordin pubblicata il , alle 14:01 nel canale Storage
Western Digital
 

L'attesa è finita. Sono proprio le parole con cui WD annuncia le soluzioni SSD, in formato 2,5 pollici e M.2 2280, destinate al mercato consumer e consumer enthusiast: WD Blue SSD e WD Green SSD, entrambi realizzati con chip TLC 15nm. La blue è per gli enthusiast, la verde per il mercato consumer, giusto per mettere subito le cose in chiaro. L'interfaccia è solo SATA 6Gbps che, se per il form factor da 2,5 pollici è praticamente sottointeso, non lo è per le unità M.2 2280 poiché ne esistono in commercio anche con la più performante PCIe. Nel corso della sessione domande/risposte, WD ha confermato che arriveranno anche le versioni M.2 2280 con interfaccia PCIe, senza però fornire una finestra temporale precisa.

La serie WD Blue SSD vanta capienze da 250, 500GB e 1TB, con prestazioni fino a 545MB/s in lettura e 525MB/s in scrittura, con garanzia di 3 anni. Il controller utilizzato è prodotto da Marvell (con il fortissimo sospetto che sotto l'etichetta WD vi sia moltissimo degli SSD SanDisk), ma WD spende molte parole sugli scenari di utilizzo in termini di durata.

La serie Blue SSD vanta infatti valori di TBW molto elevati: 100TBW per il 250GB, 200TBW per il 500GB e ben 400TBW per la versione da 1TB. La slide mostra tre scenari di utilizzo presi come campione, al fine di rendere visivamente la durata in anni anche in base al taglio. Si può notare ad esempio che, con uno scenario definito leggero di 20GB al giorno (e vi assicuriamo che tanto leggero non è), l'unità da 250GB raggiunge il suo valore di TBW dopo ben 14 anni, 28 anni per il 250GB e 56 anni per quella da 1TB. Insomma, facile che si danneggi prima qualsiasi altra componente del PC.

Con scenari più gravosi per il sistema, rispettivamente 40GB al giorno e 80GB al giorno, i valori dimezzano per ognuno dei due step. Fermo restando che per coinvolgere giornalmente un SSD a gestire 80GB serve molto impegno (nemmeno molti scenari serve ci arrivano), l'unità più capiente durerebbe teoricamente almeno 14 anni prima di alzare bandiera bianca.

Per quanto riguarda la famiglia WD Green SSD i tagli si riducono a due, 120GB e 240GB, con prestazioni tutto sommato simili in lettura, 540MB/s, e leggermente più basse in scrittura (435MB/s). Il controller non è più Marvell ma Silicon Motion. Scende anche a 80 il TBW, ma scenderà anche di conseguenza il prezzo di acquisto così come l'utilizzo medio da parte degli utenti. Sono unità che si posizioneranno nella fascia bassa di mercato, quindi è legittimo non attendersi le caratteristiche di SSD di rango più elevato.

WD sottolinea più volte che questa famiglia di SSD è pensata per scenari di utilizzo moderati. Ecco quindi che il TBW, pur inferiore rispetto alle unità Blue SSD, è in grado di soddisfare l'utenza a cui si offre. Quasi 6 anni per l'unità da 120GB e poco più di 11 anni per quella da 240GB è la vita media in base al TBW, prendendo in considerazione uno scenario da 20GB al giorno, che pochi non sono. Certo, guardando la slide nella sua parte destra sale un po' di ansia, ma è lecito notare che questi valori di TBW sono perfettamente in linea con la concorrenza, e non si sente in giro nulla riguardo a morte prematura di SSD dopo poco tempo (se non rare eccezioni di singoli modelli, non certo linee intere si questo o quel produttore).

Per tutte le unità la garanzia è di tre anni; le unità WD Blue SSD sono già disponibili a prezzi, in dollari USA, che vanno da 79,00 a 299,00$. La serie WD Green SSD arriverà più avanti ma comunque nel corso di questo trimestre, a prezzi non ancora dichiarati ma ovviamente inferiori rispetto a quelli della serie Blue, proporzionalmente alle capienze.

Aggiornamento sui prezzi in Italia: abbiamo ricevuto una segnalazione ufficiale sui prezzi in euro dei diversi prodotti annunciati, che riportiamo di seguito:

  • WD Green 240GB SSD: 89,00 €
  • WD Green 240GB SSD M.2: 95,00 €
  • WD Blue 250GB SSD: 99,00 €
  • WD Blue 250GB SSD M.2: 109,00 €
  • WD Blue 500GB SSD: 169,00 €
  • WD Blue 500GB SSD M.2: 179,00 €
  • WD Blue 1TB SSD: 339,00 €
  • WD Blue 1TB SSD M.2: 349,00 €

Alcuni test sintetici sull'unità WD Blue SSD 1TB

Di seguito alcuni screenshot dei test sintetici condotti da noi nel corso della mattinata, comprendenti, ottenuti con gli strumenti AS SSD e CrystalDiskMark, con scenari campione da 1GB, 3 GB e 10GB.


AS SSD scenario 1GB


AS SSD scenario 3GB


AS SSD scenario 3GB - IOPS


AS SSD scenario 10GB


AS SSD scenario 1GB, test Copy


CrystalDiskMark, scenario 1GB random


CrystalDiskMark, scenario 1GB 0Fill

L'unità, in base a quanto visto brevemente nei test rapidi, mostra di garantire ottimi risultati in diverse situazioni, che prescindono dalla grandezza del campione in GB analizzato o dalla composizione random-sequenziale del campione stesso. Ovviamente sono solo prime impressioni, ma WD sembra partire col piede giusto.

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13 Commenti
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Mparlav11 Ottobre 2016, 16:11 #1
Vedremo i prezzi effettivi, perchè la concorrenza Crucial, Samsung, Toshiba ed Intel si trova sugli 0.25-0.30 euro/GB.

WD ha fatto "la pacchia" con Seagate sugli hdd, ma sugli ssd il livello di concorrenza è di tutt'altro livello
aleforumista11 Ottobre 2016, 16:21 #2
con l'arrivo del marchio WD sugli ssd ormai possiamo dichiarare chiuso il discorso dei dischi meccanici
SinapsiTXT11 Ottobre 2016, 16:29 #3
Originariamente inviato da: aleforumista
con l'arrivo del marchio WD sugli ssd ormai possiamo dichiarare chiuso il discorso dei dischi meccanici


Per l'archiviazione gli HDD meccanici restano ancora una valida alternativa.
coschizza11 Ottobre 2016, 16:32 #4
Originariamente inviato da: SinapsiTXT
Per l'archiviazione gli HDD meccanici restano ancora una valida alternativa.


e lo saranno ancora per molti anni
calabar11 Ottobre 2016, 16:36 #5
Bah, memorie TLC e fascia "enthusiast" per me sono un po' un ossimoro.
E visti i grafici sulla durata, direi che non sono neppure 3D NAND, che per lo meno hanno un bel vantaggio in questo senso.

Di primo acchito insomma non mi convincono, vedremo poi col tempo e il prezzo su strada.
AleLinuxBSD11 Ottobre 2016, 16:57 #6
Non mi pare abbiano molto senso unità m2 su standard Sata.
aleforumista11 Ottobre 2016, 17:04 #7
Originariamente inviato da: SinapsiTXT
Per l'archiviazione gli HDD meccanici restano ancora una valida alternativa.


non credo che i meccanici anche nello storage di massa resteranno ancora per molto. IBM, DELL ed HP negli storage ibridi stanno usando ssd.
Con l'aumento delle bande internet home e small office e dei flussi multimediali già alcuni cloud hanno come supporto array di SSD (naturalmente non a livello delle unità che stiamo leggendo in questo articolo)
MikDic11 Ottobre 2016, 22:28 #8
>> AleLinuxBSD11 Ottobre 2016, 16:57 #6
>>> Non mi pare abbiano molto senso unità m2 su standard Sata.

Concordo, in effetti neanche io lo capisco... vero che l'incremento rispetto agli hd meccanici è di un ordine di grandezza e lo vedi tutto, mentre per il pcexpress è c.a. 1 a 3 e in alcuni casi non si vede la differenenza, ma una volta che c'erano perche strozzare l'imbuto gi attuali ssd sata, dal lato memoria tranquillamente doppiano la velocita massima sata3..
Mars4ever12 Ottobre 2016, 00:33 #9
Originariamente inviato da: aleforumista
con l'arrivo del marchio WD sugli ssd ormai possiamo dichiarare chiuso il discorso dei dischi meccanici
Me lo regali tu un SSD da 6 TB?
Haran Banjo12 Ottobre 2016, 09:15 #10
Quoto. Per l'archiviazione un 6 TB è una manna. Ci arriveremo anche con gli SSD, ma ci vorrà qualche anno ancora.

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