SSD esterni SanDisk guasti, un firmware non basta: il problema è hardware?
Secondo una società di recupero dati austriaca, gli SSD esterni di SanDisk Extreme Portable e SanDisk Extreme Pro Portable hanno difetti hardware importanti che provocano malfunzionamenti. I problemi non sarebbero risolvibili via software, WD dovrebbe ritirare i prodotti dal mercato.
di Manolo De Agostini pubblicata il 14 Novembre 2023, alle 09:41 nel canale StorageWestern DigitalSandisk
Qualche tempo vi avevamo riportato dei gravi problemi degli SSD esterni SanDisk Extreme Portable e Extreme PRO Portable (in particolare il modello da 4 TB), colpiti da improvvise perdite di dati, fino a diventare in alcuni casi illeggibili.
Western Digital disse che avrebbe rilasciato un firmware per risolvere la situazione. Sulla vicenda è caduto il silenzio, se non che in questi giorni, una società austriaca specializzata nel recupero dati, Attingo, ha dichiarato che il problema è tutt'altro che aggirabile con un aggiornamento software, sarebbe infatti legato a difetti di progettazione e di produzione, ovvero tutto sarebbe riconducibile all'hardware.

Markus Häfele, CEO di Attingo, ha spiegato che i componenti usati in questi SSD sono troppo grandi per il PCB, cioè sporgono e hanno uno scarso contatto. Inoltre, la saldatura usata provoca bolle, forse perché realizzata male o per fattori come l'umidità e la temperatura. Tutto questo porterebbe prima a un funzionamento intermittente e poi al definitivo trapasso dell'SSD.
Häfele consiglia quindi a tutto coloro possiedono un SSD SanDisk incriminato e iniziano a osservare sporadici problemi di fare immediatamente copie di backup: recuperare i dati è un'operazione costosa, spesso a tre cifre, per cui se sull'SSD ci sono informazioni sensibili o sentimentalmente importanti meglio salvarle in più supporti o sul cloud.
La società austriaca afferma di ricevere SSD SanDisk Extreme PRO guasti almeno una volta alla settimana. Inoltre, ha notato che le unità più recenti presentano della resina epossidica per fissare i componenti critici, segno che in casa WD potrebbero aver compreso il difetto di progettazione. Secondo Attingo, Western Digital avrebbe dovuto ritirare gli SSD dal mercato e rimetterli in commercio solo dopo una revisione del progetto. Durante l'estate i consumatori statunitensi hanno avviato azioni legali collettive (class action) contro WD per inchiodarla alle sue responsabilità.










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7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infole class action nel nostro paese sono state castrate già dalla loro introduzione, non sono neanche avvicinabili ad altre di altri stati. Come per l'operato dell'anti trust, tutto debitamente castrato e depotenziato
Meriterebbero di subire una seria class action.
Spero la class action gli dia una bella legnata, perchè spesso i dati persi valgono ben più dei device.
Vale la pena di acquistare questi SSD già fatti quando,con un SSD nvme in offerta e codesti case,si può ottenere lo stesso risultato ma almeno ti scegli i componenti?
A parte l'argomento dell'articolo sull'affidabilitá di questo modello (strano sulla serie Extreme ho buoni ricordi)... tempo fa avevo fatto un confronto tra i pro, i contro e i costi tra un modello nativo e un SSD esterno autocostruito.
Riverificando i prezzi oggi vedo circa la stessa differenza; per avere pari prestazioni (modello da 2 TB per 1000GB/s) il delta è minimale a vantaggio dell'autocostruito (120 contro 150 euro), mentre le dimensioni (piú compatte) e l'eventuale copertura antiurto sono decisamente a favore del nativo.
Il case nativo è più funzionale nella maggioranza delle occasioni, mentre un case di terze parti permette più personalizzazione esteticamente (ma poi i costi salgono).
Personalmente ritengo l'autocostruito vantaggioso solo se uno deve riciclare un SSD dopo un upgrade.
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