Nastro olografico per pensionare quello magnetico: fino a 200 TB e costo irrisorio

Nastro olografico per pensionare quello magnetico: fino a 200 TB e costo irrisorio

La startup britannica HoloMem propone un sistema di archiviazione a freddo rivoluzionario basato su nastri olografici. Capace di contenere fino a 200 TB per cartuccia, promette maggiore durata, densità e costi ridotti con in più la piena compatibilità con le infrastrutture attuali

di pubblicata il , alle 15:51 nel canale Storage
 

Una nuova tecnologia sviluppata dalla startup britannica HoloMem potrebbe cambiare radicalmente il panorama dell'archiviazione a lungo termine. Basandosi su nastri ottici olografici, l'azienda ha progettato un sistema che promette di superare i tradizionali nastri magnetici LTO in ogni aspetto chiave: capacità, durata, costi energetici e facilità di integrazione.

Fino a 200 terabyte per cartuccia, dieci volte la durata e nessun consumo energetico passivo: questi i numeri che HoloMem mette sul tavolo. L'approccio della startup non si limita però alla prestazione pura. Il sistema è pensato per sostituire gradualmente le soluzioni esistenti con un impatto minimo su hardware e software preesistenti: i nuovi dispositivi potranno essere integrati nelle attuali librerie LTO senza richiedere modifiche rilevanti all'infrastruttura.

Alla base della tecnologia ci sono nastri flessibili di polimero fotosensibile, spessi appena 120 micron e lunghi circa 100 metri, che permettono di scrivere micro-ologrammi in formato WORM (Write Once, Read Many) attraverso laser a basso costo da appena 5 dollari. La memorizzazione dei dati sfrutta principi avanzati di ottica olografica, come la trasformata di Fourier, per ottenere una scrittura veloce e ad alta densità volumetrica, con capacità di superare gli attuali limiti dei nastri magnetici.

Il fondatore, Charlie Gale, ex ingegnere di Dyson, ha trasferito competenze acquisite nello sviluppo di etichette di sicurezza olografiche per bottiglie di whisky in un sistema scalabile per l'archiviazione dati. Durante la pandemia, l'idea si è evoluta fino a definire HoloMem come progetto industriale. Il sistema consente la creazione di "voxel" (volumetric pixels) tramite laser, scrivendo e leggendo dati a frequenze superiori ai 1.000 Hertz.

HoloMem è attualmente in fase di test nei data center del partner TechRe, grazie a 900.000 sterline di finanziamenti pubblici ottenuti da Innovate UK. La società ha anche stretto una partnership con QStar, per permettere ai clienti di testare i dispositivi in ambienti reali, con piena compatibilità con i software di gestione archivio esistenti.

Un ulteriore vantaggio competitivo è la possibilità di utilizzare più canali ottici simultanei, moltiplicando la capacità della cartuccia in funzione del numero di lunghezze d'onda utilizzate per scrivere i dati. Questa tecnica, simile al multiplexing in fibra ottica, potrebbe trasformare una cartuccia da 200 TB in un supporto da 4.000 TB, attraverso un sistema di licenze scalabili.

Rispetto a soluzioni concorrenti come Cerabyte e Microsoft Project Silica, che impiegano supporti rigidi in vetro e laser ad alta energia, HoloMem si distingue per l'uso di materiali flessibili, a basso costo e facilmente reperibili, con un approccio più sostenibile e pratico per il mercato.

HoloMem possiede oggi quattro brevetti chiave che coprono: il motore ottico, il nastro olografico, il sistema di lettura/scrittura e l'architettura della cartuccia. I prototipi attuali operano a velocità comparabili all'LTO-9, ma con maggiore robustezza e immunità a fattori ambientali come temperature estreme ed impulsi elettromagnetici, caratteristiche di particolare interesse per il settore militare o governativo.

Nonostante l'assenza di venture capital e risorse limitate, l'azienda ha dimostrato una notevole capacità innovativa, delineando una roadmap concreta per una futura alternativa ottica al nastro magnetico, con un modello scalabile affidabile.

6 Commenti
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Saturn14 Luglio 2025, 15:56 #1
Interessante è interessante.

Quando cominceranno ad adottarlo le grandi SPA, sedi centrali di istituti bancari per disaster recovery, enti di stato, allora forse potremo pensionare quello magnetico che comunque fa ancora egregiamente il suo lavoro...ce ne vorrà, ma ribadisco, interessante !
giovanni6914 Luglio 2025, 16:50 #2
"competenze acquisite nello sviluppo di etichette di sicurezza olografiche per bottiglie di whisky "
Cfranco14 Luglio 2025, 17:03 #3
Mi sembra troppo bello per essere vero
Saturn14 Luglio 2025, 17:07 #4
Originariamente inviato da: Cfranco
Mi sembra troppo bello per essere vero


Sono DECENNI che si cerca una valido sostituto per il nastro tradizionale...ma fin'ora nessuno lo ha battuto per questo specifico tipo di utilizzo.

Però ripeto, resta una notizia interessante...imho !
Nicodemo Timoteo Taddeo14 Luglio 2025, 17:33 #5
Scusatemi ma cosa dovrei intendere con "nessun consumo energetico passivo" riguardo ai nastri? Che consumo energetico ho con i miei tradizionali nastri magnetici?
silviop14 Luglio 2025, 23:32 #6
Brainstorm - Generazione elettronica : e posso dire finalmente,ci sono voluti 43 anni.

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